Si è laureato a Pisa il primo Ingegnere Informatico “Quantistico” d'Italia

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(Il titolo è stato corretto il 26 ottobre 2021)

Alcuni giorni fa si è laureato (con un perfetto 110/110 cum laude) Leonardo Bacciottini, il primo Ingegnere Informatico “Quantistico” dell’Università di Pisa. Lo so, per gli addetti ai lavori avrei dovuto dire il primo ingegnere magistrale in Ingegneria Informatica con una tesi sul quantum computing/quantum Internet e mi scuso con i colleghi rigoristi che già vedo storcere il naso per questa mia licenza che potremo definire poetica, ma che è solo dettata dall’entusiasmo.

A parte questi aspetti formali che possono interessare solo alcuni docenti universitari, vorrei mettere l’accento su alcuni problemi formativi che Leonardo ha dovuto affrontare e che sono tipici di una materia di frontiera come il quntum computing/quantum Internet. Tanto per citare subito il più spinoso, il piano di studi per conseguire la laurea magistrale in Ingegneria Informatica a Pisa, non prevede corsi di meccanica quantistica e di quantum computing/quantum Internet. Di conseguenza, Leonardo ha dovuto colmare questo gap culturale “quantistico” seguendo, tra l’altro, un corso di meccanica quantistica del corso di laurea in Fisica. Tutto questo carico di studio aggiuntivo non ha impedito però a Leonardo di laurearsi con il massimo dei voti e nei tempi previsti (cinque anni). In pari, come si usa dire all’Università!

 

È ben noto che l’ingenuità dei neofiti e la passione dei giovani porta spesso quest’ultimi alla sottovalutazione dei problemi. Se però chiedete a Leonardo se rifarebbe la stessa scelta per la sua tesi, vi risponderà inequivocabilmente di sì, aggiungendo che il tema è affascinante e pieno di opportunità per le nuove generazioni di Ingegneri Informatici.

Infatti, il computer quantistico è ormai un obiettivo di breve termine per i colossi dell’informatica quali IBM, Google, etc. per cui bene fanno gli studenti ad “affilare le armi”, già a livello di tesi magistrale, per poter affrontare con agilità le sfide poste da questa nuova tecnologia che per molti determinerà una rivoluzione simile a quella prodotta dall’avvento di Internet. E di questo sono estremamente convinti anche i relatori della tesi Giuseppe Anastasi, Luciano Lenzini, Enzo Mingozzi e il sottoscritto. A riprova di quanto appena detto, alcuni mesi fa, IBM ha annunciato che entro il 2023 renderà disponibile un computer quantistico a 1.121 qubit, chiamato IBM Quantum Condor, con l'obiettivo ultimo di mettere a punto un sistema quantistico da 1 milione di qubit e oltre. IBM ritiene che 1.121 qubit rappresentino un valore simbolico da superare per arrivare a commercializzare i computer quantistici. Il colosso statunitense è oggi tra i player più importanti nel settore, ma non mancano concorrenti agguerriti come Google, Microsoft, D-Wave e Rigetti.

Possiamo affermare, ricorrendo alla celeberrima frase “alea iacta est”,  che la tematica “quantum” sta ormai facendo (a Pisa) il suo ingresso nell’ambito dell’Ingegneria Informatica.

È prevedibile che i temi quantum verranno progressivamente inseriti, prima come moduli didattici all’interno di insegnamenti già esistenti, per poi diventare auspicabilmente dei veri e propri insegnamenti autonomi nell’ambito dei Corsi di Laurea in Ingegneria Informatica.

Con la politica a me molto cara dello step-by-step, sono sicuro che il numero di laureandi “quantum” aumenterà sensibilmente nei prossimi anni.

Tutto ciò rientra nell'ambito di un piano di collaborazione con il Fermilab di Chicago (Illinois, USA) dove è recentemente partito un progetto per lo sviluppo di un computer quantistico con prestazioni che vanno ben al di là di quelle dei computer quantistici attualmente esistenti. Sapete chi dirige tale progetto? Beh, la Prof.ssa Anna Grassellino, anche lei laureata in Ingegneria Elettronica, nel 2005, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa!

Come considerazione finale credo di poter dire che a Pisa, con l’Università e il CNR, stanno germogliando, in ambito quantum computing/quantum Internet, gli stessi semi che portarono, rispettivamente negli anni ’50 e ’70 del secolo scorso, alla nascita della CEP, il primo calcolatore elettronico italiano, e di RPCNET, la prima rete di computer italiana che creò le premesse del collegamento dell’Italia a Internet, effettuato dall’Istituto CNUCE di Pisa il 30 Aprile del 1986.

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