In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni
Riconoscimenti

Archygram, la donna che misura tutte le cose

Archygram, la donna che misura tutte le cose
Il Premio Nazionale Innovazione alla migliore startup dell'anno è andato ad una azienda fondata e guidata da una giovane ingegnere, Francesca Condorelli, con una collega: "C'è ancora troppa diffidenza verso i team di sole donne..."
2 minuti di lettura

Ha progettato un software che, grazie all’intelligenza artificiale, prende le misure in modo automatico di qualsiasi edificio. Il processo si chiama tecnicamente "rilievo" ed è uno dei più onerosi nell'edilizia. Risolve cosi un problema di tempi e costi, nel mercato enorme dei software per il settore delle costruzioni. E ha appena vinto la XX edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione 2022 (PNI), la più grande business plan competition italiana. Segni particolari: è una donna, con un team al femminile. "È un ottimo inizio. Ora siamo pronte a completare il prototipo e scalare".

Lei è Francesca Condorelli, 32 anni, ingegnere edile, ricercatrice all’università di Bolzano che da anni lavora nell’ambito del rilievo. La sua startup si chiama Archygram ("in onore a Archigram, con la i, gruppo di avanguardia architettonica che negli anni Sessanta usava già la tecnologia"). Con lei c’è Antonia Magkafosi, greca, ingegnere geo informatico con una laurea ad Atene. "Abbiamo unito competenze di intelligenza artificiale, sviluppo software e fotogrammetria, quell’insieme di tecniche che permette di ricostruire un oggetto in 3D a partire da immagini che ti danno dati metrici (forma, dimensioni, misure) in maniera accurata".

Partite poco più di un anno fa, fanno incetta di premi. Oltre ai 25mila euro vinti al PNI, il premio dove concorrono le migliori startup che hanno vinto le StartCup regionali (competizioni di atenei, incubatori ed enti di ricerca), Archygram lo scorso anno si è classificata prima anche a Switch2Product, il programma del PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano che punta a trasformare i risultati della ricerca scientifica in una startup.

"Abbiamo cosi seguito un percorso di accelerazione che ci ha dato un enorme aiuto: siamo riuscite a validare il prodotto e fare un business plan". A dicembre 2021, Francesca e Antonia si sono aggiudicate anche il premio speciale Flash Art, grazie all’idea di digitalizzare proprio con la fotogrammetria il patrimonio culturale che rischia di andare perso. "Noi facciamo quello che si chiama trasferimento tecnologico. Ossia applichiamo in una startup ciò che abbiamo imparato facendo ricerca. Il nostro software permette di prendere le misure di qualunque cosa in modo automatizzato. Gli stessi dati li puoi ottenere con il vecchio metro o con un laser scanner che però costa 100 mila euro".

Come funziona? "Si scattano le foto dell’edificio con un telefono, e poi le si caricano sulla nostra piattaforma. In poche ore si ottiene il disegno dell’edificio contenente le misure e le informazioni necessarie al progettista. Il nostro è un ambito di nicchia, ma risolviamo un problema molto importante: quello del rilievo è un processo oneroso e richiede molto tempo. Con il grant di PNI ora svilupperemo la parte deep tech e punteremo alla classificazione architettonica. Significa che il nostro software sarà in grado di riconoscere automaticamente alcuni elementi di una facciata, come per esempio le finestre".

Di Salerno, Francesca ha lavorato all’Università di Trento, a Padova e al Politecnico di Torino, dove ha fatto il dottorato. Oggi è assistant professor a Bolzano e sta costituendo il team perché Antonia, la socia greca, non potrà più seguire il progetto. "Ho sempre voluto fare qualcosa di mio. E il mio sogno è che la nostra storia ispiri anche altre ragazze" aggiunge Condorelli. "Non farsi abbattere è fondamentale. La verità? Viviamo ancora in una società patriarcale e questo si vede a livello europeo anche nel mondo delle startup. Trovo molta diffidenza nel fidarsi di team di sole donne. La vedo negli investitori, nelle giurie dei premi, in lunghissime call dove per giustificarsi che non ti danno capitali ti dicono che non sei pronta. Guarda i bandi europei dedicati all’imprenditoria femminile: offrono “mentoring”, non denaro. Che è un po’ come dire: non sei in grado di fare l’imprenditrice, prima te lo insegniamo. La bella notizia? Le cose potrebbero cambiare presto. E il fatto che sia una donna a vincere il PNI, sia nella categoria ICT sia come vincitrice assoluta alla Coppa dei Campioni, è un segnale anche in questo senso…".