Intervista

"Nella mente di un falsario". La caccia spietata del biografo di Galileo Galilei

Photo by Steven Thackston, Georgia State University
Photo by Steven Thackston, Georgia State University 
Nick Wilding, professore americano che sta lavorando a una biografia del grande scienziato italiano, è noto in tutto il mondo per la sua abilità nello scovare falsi documenti storici, attribuiti a Galileo e non solo. Le nuove tecnologie aiutano i falsari, ci ha raccontato, ma sono anche una risorsa in più per smascherarli
2 minuti di lettura

“I falsari sono come prestigiatori” dice Nick Wilding, che dei loro trucchi se ne intende. Il professore di Storia della Georgia State University, innamorato di Galileo Galilei, è noto in tutto il mondo per aver scoperto falsi documenti e manoscritti attribuiti allo scienziato: nel 2012 ha smascherato l'italiano De Caro, autore di una copia (quasi perfetta) del Sidereus Nuncius, il noto trattato astronomico di Galileo; nel 2017 è stato tra gli studiosi che hanno messo in dubbio l’autenticità di una presunta mappa di Martin Waldseemüller, famoso cartografo tedesco nato nel 1470; recentemente, invece, ha scoperto il falso più straordinario:recentemente, invece, ha scoperto il falso più straordinario: un documento su cui si credeva che Galileo Galilei avesse annotato le sue primissime osservazioni sui satelliti di Giove nel 1610. Per 84 anni quegli appunti sono stati il vanto dell’Università del Michigan che li custodiva. Ma in realtà quelle note lo scienziato non le ha mai scritte.

Professore Wilding come è giunto alla conclusione che il documento attribuito a Galileo fosse un falso?

“È un foglio unico con due testi diversi: la bozza di una lettera inviata al Doge nell'agosto del 1609 e le osservazioni del gennaio 1610. L’inchiostro e la penna sembrano uniformi, mentre nei manoscritti di Galileo prodotti in giorni diversi cambiano sempre. Inoltre alcune delle forme delle lettere sono sbagliate, come le contrazioni nella parola 'reco[n]dite’ con la 'd' inclinata a sinistra. Infine la carta è molto più recente della scoperta di Galileo. Si intuisce dalle forme delle lettere delle filigrane, appartenenti alla fine del XVIII secolo”.

Un altro indizio fondamentale è arrivato dall’Italia, non è così?

“Il documento del 1610 era stato autenticato dal Cardinale Maffi (un arcivescovo di Pisa morto nel 1931, ndr) sulla base di due lettere autografate da Galileo. Ho fatto delle ricerche e ho scoperto che Maffi le aveva avute da Tobia Nicotra. È stato il colpo di grazia”.

I falsi appunti di GalileoPer 84 anni le annotazioni dello scienziato sui satelliti di Giove, datate 1610, sono state il vanto dell'Università del Michigan. Nick Wilding ha scoperto recentemente che il documento è un falso
I falsi appunti di Galileo
Per 84 anni le annotazioni dello scienziato sui satelliti di Giove, datate 1610, sono state il vanto dell'Università del Michigan. Nick Wilding ha scoperto recentemente che il documento è un falso 

Chi era Nicotra?  

“Un famoso e affascinante falsario. Ha usato l’identità di un direttore d'orchestra morto per un paio d'anni, ha falsificato centinaia di manoscritti musicali, soprattutto Mozart e Pergolesi. Nel 1934 la polizia perquisì la sua ‘fabbrica’ e trovò l’occorrente: dai risguardi rubati ai libri alle fotografie di documenti”.

Come lavorava questo abile falsario?

“Usava una carta antica e un inchiostro perfetto. Ed era all'avanguardia: i suoi falsi di Galileo sono collage di frammenti tratti da un facsimile pubblicato nel 1892 dal grande studioso ed editore galileiano Antonio Favaro”.

Come è nata la sua passione per Galileo Galilei?

“Visitando il Museo Galileo di Firenze, mentre facevo il dottorato presso l'Istituto Universitario Europeo di Fiesole”.

E oggi lei scopre tutti questi falsi dalla poltrona del suo ufficio.

“Può succedere. La copia del Sidereus Nuncius creata da Massimo De Caro, per esempio, l’ho invalidata nel 2012 senza averla mai vista dal vivo. L’importante è chiedere gli scatti giusti: con luce radente e filigrane in controluce, per esempio”.
Il falso Sidereus NunciusLa copia del trattato astronomico di Galileo, realizzata dall'italiano De Caro, è stata venduta nel 2005 a un antiquario di New York per 500mila dollari
Il falso Sidereus Nuncius
La copia del trattato astronomico di Galileo, realizzata dall'italiano De Caro, è stata venduta nel 2005 a un antiquario di New York per 500mila dollari 

Ma le nuove tecnologie aiutano anche i falsari.

“De Caro è l’esempio perfetto. Per il suo Sidereus Nuncius ha manipolato immagini digitali e poi le ha trasformate in efficaci lastre da stampa 3D”.

È successo che le immagini digitali portassero fuori strada anche lei.

“Tempo fa sono volato a Minneapolis per studiare una presunta mappa di Martin Waldseemüller. Le filigrane che in foto sembravano autentiche, al tatto erano sospette. Il falsario le aveva intagliate nella carta”.
La dubbia mappa di WaldseemüllerÈ stata datata 1507 ma gli esperti, tra cui Wilding, sostengono sia un falso
La dubbia mappa di Waldseemüller
È stata datata 1507 ma gli esperti, tra cui Wilding, sostengono sia un falso 

Cosa accade alle opere e ai documenti che vengono screditati?

“Possono riaffiorare sul mercato nero. Oppure vengono esposte perché hanno storie interessanti. Il Grolier Club di New York, per esempio, ha ricevuto recentemente il famigerato “The Oath of a Freeman”, uno dei falsi più famosi di sempre in America".
Oath of a FreemanOpera del falsario americano Mark Hoffmann, si pensava fosse la stampa più antica nella storia degli Usa.
Oath of a Freeman
Opera del falsario americano Mark Hoffmann, si pensava fosse la stampa più antica nella storia degli Usa.  

A chi tramanda le sue preziose conoscenze?

“Ho un corso alla Rare Book School dell'Università della Virginia su "falsi, facsimili e copie sofisticate". Gli studenti sono fantastici. A volte eseguiamo un esercizio in cui proviamo a pianificare ogni fase di un falso, che ovviamente poi non produciamo. È davvero emozionante vedere bibliotecari, studiosi e collezionisti trasformarsi in geni del male, che elaborano cosa falsificare, come venderlo, a chi, con quale storia. Ci ha aiutato a pensare a come deautenticare i materiali”.

Cos’è che la intriga di più, della mente di un falsario?

“A volte la cosa più interessante è la folle attenzione ai dettagli. Che poi corrisponde alla follia di chi smaschera il falso”.