La storia

Il selfie del Ceo in lacrime scuote LinkedIn: "Ho licenziato, è solo colpa mia"

Il selfie del Ceo in lacrime scuote LinkedIn: "Ho licenziato, è solo colpa mia"
Utenti divisi sulla modalità scelta dall'amministratore delegato di HyperSocial per manifestare il suo dispiacere riguardo il taglio del personale
1 minuti di lettura

Braden Wallake ha gli occhi rossi, il viso solcato dalle lacrime. Si è fotografato così. Un selfie amaro, che ha deciso di pubblicare su LinkedIn, la piattaforma a cui si collegano i professionisti per fare rete e magari cercare un lavoro. Di certo non per pubblicare scatti emozionali che troverebbero su Facebook o Instagram.


Se piange, Braden Wallake ha un motivo. Ha appena licenziato alcuni dei suoi dipendenti. Wallake è il Ceo di HyperSocial, un'azienda che guadagna proprio attraverso LinkedIn, offrendo servizi che ottimizzano i post pubblicati su questo social network.

"Ho pensato molto - scrive - se condividere questa foto oppure no. Di sicuro è la cosa più fragile che ho mai pubblicato. Abbiamo dovuto licenziare alcuni impiegati. Nelle scorse settimane ho visto altri licenziamenti su LinkedIn. Molti di questi dipendono dall'economia, o da altre ragioni. I nostri? Colpa mia".

Braden Wallake non si nasconde. "Ho preso una decisione lo scorso febbraio e l'ho mantenuta troppo a lungo" ammette. Non specifica quale sia stata questa decisione, a chi glielo chiede, giura che lo spiegherà in seguito, quando le polemiche sul suo post saranno terminate.

E poi aggiunge perché ha deciso di mostrarsi in lacrime: "Vorrei che le persone capissero che non tutti i Ceo là fuori hanno il cuore di ghiaccio e se ne fregano se devono licenziare qualcuno".


La foto, le scuse, la sincerità. Non sono bastate.

Su LinkedIn, dove solitamente ci si scambiano apprezzamenti e l'hate speech non è contemplato, il post di Wallake ha ricevuto più di settemila commenti. Molti di questi, negativi.

C'è chi ha definito il post del Ceo 'teatrale'. E chi ha suggerito a Wallake di ridursi lo stipendio per trattenere i dipendenti licenziati. E ancora c'è chi critica: "Il tuo post è solo su di te, sui tuoi sentimenti e su come i licenziamenti hanno avuto un impatto su di te".

"Questa è la cosa più imbarazzante che abbia visto su LinkedIn" scrive un utente. Ma un altro, in risposta a questo commento, replica: "Frequento LinkedIn da molto tempo e penso, invece, che questa sia la cosa più coraggiosa che ho visto".

Non tutti i commenti, in effetti sono negativi. C'è anche chi apprezza il modo in Wallake si è esposto. E chi sostiene che il suo post, in cui sono taggati i dipendenti licenziati, aiuterà gli ex dipendenti di HyperSocial a trovare un nuovo lavoro.

Il selfie di Wallake ha raccolto in poco tempo circa 600 condivisioni e più di 29mila like. Su LinkedIn, questi numeri, sono un successo. Un successo che forse, Wallake, non si augurava.