Videogame

Shootball Arena, il videogioco italiano che fonde sparatutto e calcio

Shootball Arena, il videogioco italiano che fonde sparatutto e calcio
Il titolo è stato paragonato a Rocket League e Fortnite, alzando di molto le aspettative per un prodotto indie sviluppato da quattro persone. Ne abbiamo ripercorso la storia con Pierluigi Zomparelli per capire cosa non ha funzionato
3 minuti di lettura

“Come tutti i giocatori della mia età sono cresciuto a pane e Doom. Amo diversi generi, dagli RPG alle avventure grafiche, ma gli sparatutto sono quelli che preferisco e che mi riportano con la mente agli albori dei videogame”. A parlare della passione per lo storico gioco, sviluppato da id Software e pubblicato nel 1993, è Pierluigi Zomparelli, game designer e sviluppatore di ZocaLight, studio responsabile di Shootball Arena, titolo multiplayer che fonde le meccaniche degli FPS con una delle più grandi passioni italiane: Il calcio.

ZocaLight è un piccolo team costituito da quattro professionisti Alfredo, Vera, Diego e Pierluigi che spiega: “Io, Alfredo e Vera ci siamo conosciuti lavorando online a un progetto all'interno di un team più grande all'inizio del 2020, ci siamo trovati bene e abbiamo deciso di continuare questa avventura. Successivamente si è aggiunto anche Diego. Siamo sparsi per tutta Italia da nord a sud e lavoriamo da remoto”.

Fondere gli sparatutto con il calcio è un’idea molto singolare. Viene da immagina un’orda di marine spaziali, pesantemente armati, che invadono il prato erboso di FIFA, spiega Zomparelli: “Un giorno facendo brainstorming con Alfredo e Vera ho buttato lì un’idea, pensata inizialmente per dispositivi mobili. Due navette spaziali inquadrate dall'altro che sparano a una palla per segnare nella porta avversaria”.

Inizialmente il team non dà molto peso all’idea perché era impegnato nello sviluppo di un altro gioco, poi l'hanno recuperata e hanno iniziato a ragionarci, ci dice Pierluigi: “Si è trasformata in uno uno sparatutto 3D in cui spari a una palla per fare gol, abbiamo così deciso di mettere momentaneamente in pausa l'altro progetto per realizzare un prototipo in poco tempo, circa sei mesi”.

Shootball Arena è stato definito come un mix tra due titoli molto famosi e diffusi, Rocket League e Fortnite “In generale chiunque abbia provato il gioco, amici, tester, youtubers, ha espresso giudizi positivi e più o meno tutti lo hanno definito un Rocket League con le armi. Fa sicuramente piacere essere in qualche modo associati a un gioco così blasonato, ma alza anche l'asticella e per un team piccolo dotato di scarse risorse come il nostro la lotta rischia di diventare impari”.

A livello grafico Shootball Arena adotta per uno stile semirealistico andando incontro alle preferenze delle nuove generazioni di videogiocatori, spiega Pierluigi: “La scelta risulta essere anche un buon compromesso per quel che riguarda il rapporto qualità/tempi di sviluppo e, naturalmente, anche Fortnite usa lo stesso stile… come se non fosse già abbastanza difficile essere paragonati a Rocket League”.

ZocaLight ha deciso di auto-pubblicato il gioco, a un prezzo molto basso di 2,96 euro, in accesso anticipato sulla piattaforma Steam. Un sistema molto diffuso tra i piccoli studi indipendenti, spiega Pierluigi Zomparelli “La nostra strategia commerciale prevedeva di vendere il gioco completo di tutti i contenuti a un prezzo adeguato e senza alcun costo aggiuntivo. Per l’accesso anticipato abbiamo scelto un prezzo molto basso rispetto alla qualità effettiva del gioco con l'intenzione di aumentarlo man mano che avessimo aggiunto nuovi contenuti come mappe, personaggi, ecc… inoltre un prezzo basso attira i videogiocatori”.

Pierluigi specifica onestamente che i risultati purtroppo non sono quelli sperati. Le ragioni sono diverse, il gioco è un ibrido quindi è complicato identificare uno specifico pubblico di riferimento, continua Pierluigi: “È una difficoltà oggettiva che abbiamo riscontrato anche confrontandoci con altri sviluppatori. In secondo luogo essendo un multiplayer puro c'è bisogno di una fan base ampia che, soprattutto all'inizio, è molto difficile da creare, complice anche il primo punto”.

Inoltre il potenziale pubblico di Shootball Arena fa parte del bacino d’utenza di prodotti come appunto Fortnite e Rocket League, afferma Pierluigi: “A livello qualitativo e quantitativo risulta difficile restare al passo e probabilmente non siamo riusciti a mantenere un buon livello né a presentarci in modo adeguato, magari con un buon trailer… e poi i nostri competitor diretti sono anche free. Al momento c'è poco che possiamo fare, quindi abbiamo scelto di passare al free-to-play per uniformarci e aspettare di vedere come evolve la situazione”.

Shootball Arena si sta preparando alla transizione da pay-to-play a free-to-play, passaggio che avverrà nella metà di maggio, spiega Pierluigi: “Iniziamo con questo, poi si vedrà. Potremmo decidere in ogni caso di aggiungere contenuti gratuiti in futuro, ma se non dovessimo avere un riscontro dubito che sarà possibile portare avanti un gioco del genere. Questo non significa che ci arrendiamo, abbiamo scelto questa strada e siamo determinati, ma abbiamo anche capito che dobbiamo abbassare di molto il tiro… scegliere qualcosa di più adatto a noi”.

Quello dei videogiochi è un mondo complesso e competitivo in cui non è semplice emergere, sicuramente fare delle scelte sbagliate o difficili come un ibrido multiplayer non aiuta ad assicurarsi un successo. Però le esperienze e gli errori servono ai piccoli studi indie a crescere. Come ha affermato Pierluigi e recentemente anche Luca Galante, responsabile dello sviluppo del fenomeno videoludico Vampire Survivors, l'importante è: non arrendersi.