Almanacco dell'innovazione - 19 gennaio 1999

Il primo BlackBerry, non era ancora uno smartphone

Il primo BlackBerry, non era ancora uno smartphone
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Prima dell’iPhone (e degli smartphone con il sistema operativo Android) il mondo si divideva essenzialmente in due: quelli che usavano i Nokia e quelli che invece andavano matti per i BlackBerry. Qualche giorno fa i giornali hanno pubblicato epitaffi appassionati per uno smartphone che per un decennio è stato fra i più usati del pianeta (ed era usato da coloro che usavano il telefonino per lavorare, in testa il presidente degli Stati Uniti Barack Obama). Ma in realtà BlackBerry è morto tanto tempo fa per diverse cause riassumibili nella frase: una montagna di errori. 

Quella che raramente viene raccontata è quando e come era nata la leggenda. Il 19 gennaio 1999. Quel giorno per la prima volta sul mercato esce un BlackBerry, l’850. Non era ancora uno smartphone: era un pager, un cercapersone che consentiva di mandare e ricevere messaggi tramite una tastiera QWERTY usata con i due pollici. Il nome Blackberry (al posto del precedente, Inter@ctive Pager), era stato scelto da un’agenzia di comunicazione per la somiglianza dei tasti neri della tastiera con le more. Ben presto i BlackBerry diventeranno uno status symbol.

Dietro questa impresa c’era una società canadese non abbastanza raccontata forse: si chiamava RIM, Research In Motion, ed era stata fondata molti anni prima, nel 1986, a Waterloo, in Ontario, da due ragazzi appena laureati in ingegneria, Mike Lazaridis e Douglas Fregin. Secondo l’autore di un libro sulla saga, i due erano fissati con la comunicazione, erano “Star Trek Lunatic”, e per diversi anni furono impegnati a trovare soluzioni per aziende che volevano comunicare in sicurezza (cosa che poi sarà uno dei punti di forza dei BlackBerry). Quando arrivarono i cercapersone, la RIM iniziò a fare i propri e grazie ad un accordo con Ericsson, fu in grado di lanciare modelli che consentivano una comunicazione bidirezionale. Fu questa svolta ad attirare l’attenzione di un dinamico laureato di Harvard, Jim Balsillie, che si ipotecò la casa per poter investire 250 mila dollari nella startup canadese assumendone il comando delle operazioni assieme a Lazaridis (in realtà fu proprio questa gestione binaria dell’azienda uno dei punti di debolezza che porterà alla crisi). 

Nel 1997, in piena espansione del web, la RIM si quotò alla borsa di Toronto raccogliendo oltre cento milioni di dollari con i quali venne realizzato il primo BlackBerry. Da quel momento l’ascesa di quel tipo di smartphone è stata travolgente anche grazie alla fama di affidabilità quando, in occasione dell’attentato dell’11 settembre, la rete di comunicazione dei BlackBerry continuò a funzionare.

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