Almanacco dell'Innovazione - 19 ottobre 1953

Esce Fahrenheit 451, il romanzo leggendario in un futuro in cui bruciano i libri

Ray Bradbury nel 1987 
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Il 19 ottobre 1953 una piccola casa editrice di New York, la Ballantine Books, che era stata fondata l’anno prima dai coniugi Ballantine, pubblica un romanzo destinato a lasciare un'impronta fortissima sul nostro modo di guardare al futuro. Quel romanzo è Fahrenheit 451, lo aveva scritto Ray Bradbury, che allora aveva 33 anni e non aveva ancora firmato un grande successo.

Due anni prima nello scantinato della libreria dell'università di Los Angeles, usando una macchina da scrivere in affitto per 10 cent ogni mez’zora, aveva scritto in 9 giorni un racconto intitolato The Fireman, il Pompiere, nel quale c’erano molti temi che ritroveremo nel romanzo. Il racconto era uscito sulla rivista Galaxy Science Fiction, i coniugi Ballantine lo avevano intercettato e gli avevano chiesto una versione più estesa. Pare che nello stesso scantinato, in altri 9 giorni, Bradbury completò il romanzo che aveva questo titolo criptico che poi è diventato un meme del mondo digitale: Fahrenheit 451, ovvero 233 gradi centigradi, “la temperatura cui i libri di carta prendono fuoco e bruciano”.

Gli esperti hanno discusso a lungo se la temperatura indicata sia esatta e valga per tutti i tipi di carta, ma non è questo il punto. Il punto è il racconto, ambientato nel futuro (probabilmente il 2049, ma secondo alcuni ai nostri giorni) di una società in cui i libri sono vietati e i pompieri, se li trovano, devono bruciarli. Negli Stati Uniti quelli sono gli anni del maccartismo, i libri, certi libri, fanno paura; Bradbury detesta le prepotenze dell’autorità e diffida dei mezzi di comunicazione di massa che stanno prendendo il sopravvento (la radio e la tv). Il libro, pur avendo un percorso travagliato, diventa il suo più grande successo e un punto di riferimento culturale, anzi della controcultura. Quando il regista Michael Moore prova a raccontare il mondo dopo l’11 settembre 2001, il film lo chiama Fahrenheit 9/11, spiegandolo come “la temperatura cui brucia la libertà”.

Pur essendo un riferimento per molti esponenti della cultura digitale, Bradbury ha sempre osteggiato Internet (“è una grande distrazione”) al punto da essersi opposto alla versione ebook del suo libro fino al 2011, quando aveva ormai 91 anni (“gli ebook puzzano come benzina bruciata” disse una volta). Lui è morto l’anno dopo e ogni tanto viene ricordato perché nei suoi romanzi ci sono almeno una decina di previsioni tecnologiche che si sono poi realizzate (come gli auricolari e le grandi tv piatte). Ma ha previsto anche l’arrivo di una società autoritaria basata sulla censura.