Almanacco dell'innovazione: 5 ottobre 1886

Il brevetto dell'inventore che misurava la temperatura con il canto del grillo

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Il 5 ottobre del 2011 moriva Steve Jobs, e sarebbe troppo facile dedicargli questo Almanacco, anche perché oggi ne leggerete ovunque. Ma il 5 ottobre di moltissimi anni prima ci dà l’occasione di raccontare le vicende di un grande innovatore sfortunato. Perché a volte non basta inventare qualcosa di geniale, non basta neanche brevettarlo; a volte hai passato una vita ad inventare il futuro ed entri nei libri di storia soltanto per una bizzarra teoria sui grilli. Amos Emerson Dolbear era un fisico ed un appassionato della nascente elettricità.

Si dice che nel 1865 abbia inventato il primo ricevitore telefonico con dentro un magnete, ben 11 anni prima del famoso brevetto di Alexander Graham Bell; il caso finì davanti alla Corte Suprema che nel 1881 stabilì che se Dolbear avesse osservato diligentemente le procedure dell’Ufficio Brevetti, “è possibile che il telefono parlante, ora generalmente attribuito al signor Bell, sarebbe invece fra i suoi successi”. Perse la Storia per un cavillo, insomma. Ed era solo la prima volta. Infatti l’anno seguente riuscì a stabilire una comunicazione senza fili fra due apparecchi a circa 500 metri di distanza. La sua invenzione poggiava sulla conduzione terrestre, che è cosa diversa dalla trasmissione di onde radio; ma funzionava e il 5 ottobre 1886 gli venne riconosciuto il brevetto.

Tre anni più tardi la New England Wireless Telegraph and Telephone Company, se lo comprò per tentare una causa contro Guglielmo Marconi accusandolo di averlo violato. Ma le due tecnologie erano sostanzialmente diverse e nel marzo 1901 un tribunale americano diede ragione a Marconi perché l’invenzione di Dolbear “era inutilizzata e se anche fosse stata utilizzata, funziona in base a leggi e fenomeni elettrici completamente diversi”. Ma dopo aver mancato il secondo appuntamento con la storia Amos Emerson Dolbear ebbe il suo momento di gloria: nel 1897 pubblicò un articolo intitolato “Il grillo e il termometro” nel quale tentava di dimostrare una correlazione fra la temperatura esterna e il ritmo con cui un grillo canta. Più fa caldo, più aumenta il frinire, il cri-cri. Può sembrare una sciocchezza ed in effetti qualcuno notò che solo nel Michigan ci sono ventuno tipi di grilli diversi e altri obiettarono che sotto una certa temperatura il grillo non canta quindi non serve come termometro; ma la cosa ebbe un certo successo al punto che è chiamata “la legge di Dolbear”.