La storia

Fare videogiochi in Italia, dalla Sicilia il successo internazionale di Stormind Games

Una schermata del videogioco Batora Lost Haven 
Della saga Remothered all’attuale sviluppo di Batora Lost Haven, Antonio Cannata racconta la genesi di uno studio di sviluppo molto particolare
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“Io e Federico Laudani, mio business partner e art director, siamo appassionati di videogiochi da sempre e fondare uno studio di sviluppo strutturato a casa nostra, qui in Sicilia, era un progetto che avevamo già da molto tempo prima della fine del 2016, quando è nata Stormind”: così ci ha detto Antonio Cannata, co-fondatore e Ad di Stormind Games.

La Sicilia non è luogo che generalmente si mette in relazione con la produzione di videogiochi, eppure Stormind Games è uno studio importante del panorama italiano, legato a un’altra realtà molto particolare che si chiama Red Raion. Ci ha spiegato Cannata: “Sapevamo bene che prima di iniziare a lavorare nel settore dei videogiochi avremmo dovuto porre basi economiche e costruire credibilità. Per cui, dal momento che Federico aveva molta esperienza nel campo dei film di animazione per parchi divertimento, nel 2014 abbiamo fondato Red Raion, azienda che si occupa proprio della produzione di questo tipo di film”.

Red Raion è si rivelata la strada migliore per produrre in seguito videogiochi. Dopo pochi anni, con più esperienza e lo stimolo giusto per partire, sviluppare il primo progetto originale, cioè il gioco Remothered di Chris Darril e Darril Arts, nasce Stormind Games: “L’azienda è nata come sorella di Red Raion, ma oggi le due entità sono totalmente indipendenti. Siamo orgogliosi di essere riusciti a costruire due realtà con radici solide. La Sicilia è un brand riconosciuto a livello internazionale, avere la sede qui rende tutto più particolare e interessante agli occhi dei potenziali partner, italiani e non”.

Stormind Games è uno studio in continua evoluzione, attualmente dà lavoro a circa 50 persone e una decina di risorse esterne, che in questo momento stanno lavorando a un nuovo titolo, l’action-Rpg Batora Lost Haven, videogioco che da subito ha suscitato molto interesse, vincendo un premio ai Wn Dev Contest 2021 nella categoria Miglior gioco Sviluppato in Unreal engine. Batora ha anche rappresentato l’Italia all’EuroPlay Games Contest. Cannata ci ha ricordato che “dopo Remothered non abbiamo abbandonato il genere survival horror, semplicemente quando abbiamo deciso di sviluppare Batora Lost Haven, ci siamo resi conto che un action-Rpg sarebbe stato perfetto per comunicare il senso di scoperta e per narrare il viaggio e la progressione di Avril”.

Lo studio non è nato per sviluppare unicamente videogiochi survival horror, ma questo non significa che abbia intenzione di diluire la sua cifra stilistica in generi videoludici di ogni tipo, ci ha detto ancora Cannata: “Non svilupperemo racing game, giochi mobile, di simulazione, Ar, Vr o altro, ma resteremo sempre coerenti al nostro core, ovvero l’action-adventure e action-RPG”.

Soprattutto per Stormind è fondamentale che i loro prodotti siano basati su storie intense, al fine di creare esperienze uniche ed emozionanti per i giocatori e che “diano la possibilità di aprire le porte a potenziali sequel e franchise e abbiano uno stile visuale distintivo che li renda immediatamente riconoscibili al pubblico”.

Antonio Cannata 

La collaborazione con Team17
Da poco Stormind Games ha annunciato un’importante partnership con gli inglesi di Team17, ci ha confermato Cannata: “La collaborazione nasce dopo una lunghissima ricerca. Per Batora Lost Haven volevamo essere certi di trovare il partner perfetto e siamo veramente felici di avere trovato un publisher indipendente così forte. Ci siamo scelti a vicenda”. Per lui è fondamentale creare sinergie con altri operatori del settore a prescindere dalla nazionalità, soprattutto quando hanno una lunga esperienza alle spalle.

Negli ultimi anni la crescita della game industry nel nostro Paese desta molto interesse, ma persistono alcune criticità: “Ci fa molto piacere vedere che il settore si sia finalmente svegliato da un lungo letargo, magari anche grazie al nostro lavoro. Siamo orgogliosi di essere italiani, ma fin da subito abbiamo mirato al mercato internazionale, prendendo a modello studi stranieri che producessero giochi altamente atmosferici e con una narrativa forte, perché quelli nazionali ben strutturati si occupano prevalentemente di racing, cosa che noi non volevamo fare”.

Per i siciliani di Stormind Games non ci sono dubbi: se gli obiettivi sono chiari, non conta più la provenienza dello studio, ma la strategia che si adopera per raggiungerli.