Luca Maestri: "La Apple Academy in sintonia con la ripresa digitale dell'Italia"

Luca Maestri, vicepresidente e direttore finanziario di Apple, all'Academy di San Giovanni a Teduccio (Napoli) 
Ripartono in presenza le lezioni nel campus realizzato in collaborazione con l'Università Federico II di Napoli. Apple rinnova l'impegno almeno fino al 2025 e il direttore finanziario svela la filosofia dell'azienda: "Se non fallisci non ci stai provando davvero"
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Dall'apertura nel 2016, quasi 2.000 studenti sono passati attraverso il programma dell'Apple Academy di San Giovanni a Teduccio, alle porte di Napoli. Oggi Apple ha annunciato che la collaborazione con l’Università Federico II e la regione Campania sarà estesa almeno fino al 2025. “Quando abbiamo cominciato a parlare dell’Academy col governo italiano ci hanno proposto delle sedi in grandi città e centri che già avevano molto da offrire”, ha detto Luca Maestri, vicepresidente e direttore finanziario dell’azienda di Cupertino, a Napoli per l’inaugurazione del nuovo anno accademico in presenza dopo la pausa forzata per la pandemia. “Ma noi cercavamo una sfida più grande, volevamo portare davvero un cambiamento tangibile”. Cinque anni dopo, quella che fu una grande fabbrica di conserve di pomodori è un campus universitario in stile americano, rigoroso ma informale, con arredi in legno chiaro e tecnologie sofisticate ma amichevoli. E soprattutto è un esempio: “Non vogliamo fare cose che gli altri non possano replicare, oggi ci sono una decina di academies qui a Napoli, di aziende molto grandi, sembra che il modello stia funzionando”, osserva Maestri. 

Gli iscritti all’anno accademico 2021-2022 vengono da una ventina di Paesi in tutto il mondo; le donne sono quasi il 40 per cento. “Non vogliamo sostituirci all’università ma offrirvi un modo per realizzare i vostri sogni, è questa l’opportunità unica che vi diamo qui, spiega il Cfo di Apple agli studenti. 

I corsi dell’Academy, gratuiti, sono di diversi tipi. Quello standard dura di 9-10 mesi. A frequentarlo sono decine, giovanissimi ma pure un po’ più avanti con gli anni, come la ragazza francese, che ha deciso di dare una svolta alla sua vita: ha quarant'anni e da venti è in Italia, è lei a chiedere a Maestri cosa si aspetta Apple dagli studenti: “Di avere una mente aperta e imparare e fallire”, risponde. “Una cosa che ho imparato ad Apple è che se non fallisci non ci stai provando davvero. Non è un problema ma un’opportunità. Sbagliamo molte cose ad Apple: il prodotto finale è perfetto ma la strada è piena di cose che prima non funzionavano. È capitato anche a noi”. C’è una lezione da imparare: “La vita è più semplice di quanto pensiamo. Ci sono poche cose davvero importanti. Ad Apple abbiamo due principi fondamentali, realizzare il migliore prodotto o servizio possibile, non scendere mai a compromessi, perché se siamo i migliori poi i clienti arrivano. E offrire la migliore customer experience possibile, senza risparmiare sulle risorse”.

All’Academy di San Giovanni nessuno viene giudicato, anche perché non ci sono insegnanti ma mentor, ragazzi e ragazze più grandi che accompagnano gli studenti nel percorso di formazione, come fa Moritz Philip Recke, tedesco che si è trasferito apposta a Napoli. “Qui lavorate sul vostro futuro, accrescendo le competenze che vi aiutano a trovare il vostro lavoro ideale”, osserva il direttore scientifico Giorgio Ventre. E da imparare c’è tanto, soprattutto dagli altri, come ricorda il rettore della Federico II Matteo Lorito. “Siamo riusciti ad attrarre talenti da tutto il mondo, e lo scambio di idee ed esperienze è un valore fondamentale per vostra crescita”, dice agli studenti.

L'Academy di Apple non solo prepara per le opportunità lavorative dell'economia delle app iOS, ma li supporta nel loro percorso di carriera una volta completato il programma. Oltre 100 aziende hanno partecipato ad eventi di recruiting e job fair per i diplomati dell'Academy, e i partecipanti al programma hanno intrapreso carriere di successo in Italia e fuori.

È successo ad esempio a Roberto Frenna: il giorno dopo essersi diplomato all'Academy, ha ricevuto un'offerta di lavoro da ASOS.com come ingegnere iOS. Si è trasferito a Londra in questa azienda un anno dopo, e in estate ha accettato un nuovo ruolo nello sviluppo iOS con Twitter. "Lo sviluppo di app è sempre stata la mia passione", dice. "Ora è il mio lavoro. L'Academy mi ha aperto un mondo di possibilità internazionali; è stata un'esperienza che mi ha aperto la mente e sono molto grato per il sostegno che ho ricevuto e le relazioni che ho stretto".

“Quando formiamo questi ragazzi non diamo loro un pezzo di carta, ma un’opportunità di lavoro. Non solo in Italia ma anche fuori. Molti creano la loro app e avviano una startup, altri tornano all’università, altri vengono assunti dalle aziende”, spiega Maestri. Che rivela: “In media ognuno dei diplomati riceve 2-3 offerte dalle aziende”.

Pendiamo Eleonora Elefante, di Napoli, diplomata alla Apple Developer Academy nel 2020 seguendo il corso Foundation dell'università Suor Orsola Benincasa. Solo un mese, ma abbastanza per cambiarle la vita: “La mia esperienza è diversa dagli altri - racconta - perché vengo da un background umanistico, è stata una grande sfida. Avevo paura di parlare in pubblico, il mio inglese non era un granché. Ho imparato qualcosa del coding, ho studiato i rudimenti dell'interfaccia e altro ma soprattutto ho appreso una metodologia e ho imparato a imparare. È qualcosa che si può applicare a differenti contesti e con questo affrontare nuove sfide. E la prova che funziona è che dopo un anno sono diventata project manager in una startup, non ne sapevo molto ma il metodo di apprendimento che ho sperimentato qui mi ha permesso di imparare in fretta”.

Oggi Eleonora fa parte del programma Pier, un'opportunità di formazione continua a tempo pieno per i diplomati dell'Academy. Il programma abbina studenti del secondo e terzo anno a organizzazioni del settore pubblico e privato permettendo agli studenti di continuare il loro percorso di formazione e fornire supporto allo sviluppo di applicazioni. Gli studenti del programma Pier aiutano le organizzazioni a immaginare, progettare e creare app per sostenere le loro comunità e risolvere problematiche concrete. Studenti del Pier collaborano con il Centro Spazio Vita Niguarda, un'organizzazione di servizi per disabili a Milano, per rendere più facile la comunicazione fra medici e pazienti con elevato livello di necessità nel percorso di recupero successivo a un grave trauma. Altri sono impegnati in un progetto con il governo regionale in Campania, per semplificare la richiesta di finanziamenti da parte degli imprenditori locali. 

L’Italia investe massicciamente sul digitale per ridar fiato all’economia dopo la crisi del Covid-19. Ma che ruolo può avere in questo l’Apple Academy? “L'Italia ha fatto grandi progressi ultimamente. I nostri studenti sono a disposizione, in particolare quelli del Pier. Se il governo venisse da noi e ci chiedesse un aiuto, noi saremmo lieti di dare una mano”, conclude Maestri. 

 

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