L’auto come Netflix: arriva in Italia l’abbonamento di Lynk & Co

David Green, direttore tecnico del marchio controllato da Geely, racconta il percorso di sviluppo tecnologico di un marchio che va oltre il mercato automobilistico per scommettere sulla trasformazione dell’auto da prodotto a servizio lifestyle
3 minuti di lettura

Quando si osserva il cambiamento tecnologico in corso nel settore automobilistico è facile concentrarsi solo sul tema dell’elettrificazione. Il passaggio da motori termici a motori elettrici ha del resto superato il punto di non ritorno ed è la novità più macroscopica con cui i produttori devono fare i conti.

In questa trasformazione epocale si inserisce un ulteriore livello di cambiamento più profondo che non riguarda tanto il sistema di propulsione dell’auto, quanto il modello di interazione con chi la guida e il concetto stesso di proprietà del mezzo. È un cambiamento che unisce il potenziale della digitalizzazione, l’ubiquità del cloud e il modello di business in abbonamento - agile e svincolato dal concetto di proprietà - che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare con servizi come Netflix o Spotify.

Lynk & Co, l’auto come prodotto lifestyle

Da circa due mesi è arrivata in Italia l’offerta di auto in abbonamento di Lynk & Co, un’azienda che attorno a questo concetto sta costruendo il proprio brand. Certo, tutti i costruttori ormai propongono formule del genere. Ma la singolarità di Lynk & Co è che - per loro dichiarazione - non vogliono competere nel mercato automobilistico, ma puntano invece ad affermarsi come marchio “lifestyle”, per il quale l’auto è solo un tassello di un’operazione più ampia. Anziché offrire in abbonamento modelli di auto già esistenti, come hanno provato a fare in passato anche nomi noti del settore automotive, il marchio ha progettato e portato su strada una vettura dedicata al servizio. Si chiama Lynk & Co 01 ed è un SUV ibrido basato sulla stessa piattaforma della Volvo XC40, nonostante il design sia completamente differente.

La Lynk & Co 01 si può comprare, per chi proprio non riesce ad abbandonare il concetto di proprietà dell’autoveicolo, ma si può soprattutto guidare in abbonamento. L’auto è sempre la stessa, full-optional, e l’utente può decidere solo se prenderla nera o blu, ibrida o plug-in hybrid. Costa 500€ al mese ed è tutto incluso, a parte la benzina e l’eventuale ricarica elettrica del modello PHEV.

«Con la rivoluzione dell’iPhone, la tecnologia ha iniziato a sparire dalla vista dell’utente. Sviluppare piattaforme tecnologiche, che siano uno smartphone o il sistema di un’auto, significa progettare tutto attorno alla User Experience», spiega a Italian Tech David Green, Chief Technology Officer di Lynk & Co. Lo abbiamo incontrato a Berlino in occasione dell’inaugurazione del nuovo “Club”, un concept store basato a sua volta sul concetto di vendita esperienziale in cui si può bere un caffè, rilassarsi, esplorare le collaborazioni fra Lynk & Co e altri design brand della moda e del lifestyle.

Lo smartphone ha cambiato tutto

«Quando salgono in macchina, oggi gli utenti si aspettano la stessa facilità di interazione che hanno imparato ad apprezzare su uno smartphone. Progettare questo tipo di interfaccia su un veicolo è però molto più complesso», spiega Green. «Ci sono i limiti legati alla sicurezza, alla distrazione, al calcolo dell’errore potenziale dell’utente che deve integrarsi con una relativa flessibilità del sistema. Il nostro vantaggio è che possiamo fare tutto per un modello d’auto specifico, con una piattaforma che si inserisce in un esperienza del marchio più ampia».

Guidando una Lynk & Co 01 questo aspetto si fa evidente. Il grande schermo centrale nel cruscotto segue l’esempio di digitalizzazione dell’infotainment delle Tesla. È il centro di nevralgico da cui si può controllare ogni aspetto dell’auto e contribuisce all’impressione di guidare un grosso dispositivo tecnologico, con elementi della UX di un tablet e altri mutuati dalle piattaforma per la domotica. E' una strada seguita da tutti i costruttori, inevitabile. E Lynk si adegua. Così anche qui c'è il solito assistente vocale (si chiamato Frank), a disposizione dell’utente per aprire o chiudere i finestrini, attivare l’aria condizionata, accendere o spegnere la radio e così via.

«Una delle funzioni di cui vado più fiero è la modalità Co:Lab, che permette al guidatore di inviarci un’idea con una nota vocale. L’auto la registra e viene inviata come testo al mio team», dice Green. «Leggiamo ogni singola idea che ci viene inviata. La maggior parte non sono utili, ma in più di un caso ci è capitato di ricevere feedback costruttivi che ci permettono di capire il rapporto fra il guidatore e la tecnologia dell’auto».

L’auto in prestito

L’introduzione di sistemi di interazione con l’utente, delle luci led controllabili come lampadine intelligenti per gli interni o di altre funzioni analoghe (la macchina è piena di optional da scoprire) non sono però la sfida più difficile che il team di Green ha dovuto affrontare.
Oltre all’abbonamento, Lynk & Co offre infatti la possibilità di affittare la macchina ad altri quando non la si utilizza. Una specie di carsharing privato, basato sui chilometri percorsi e gestito direttamente dall’abbonato titolare dell’abbonamento.

Un particolare del Club di Lynk & Co a Berlino

«Siamo riusciti a sviluppare una tecnologia di chiave digitale che permette all’auto di essere utilizzata in sicurezza anche da chi non possiede le chiavi fisiche del mezzo», spiega Green. «Anche in questo caso progettare la tecnologia che sottende a questa funziona ha significato sviluppare l’esperienza d’uso. Così ad esempio un utente che prende in affitto l’auto di qualcun altro troverà pre-caricate sul sistema di bordo tutte le opzioni salvate nel proprio profilo. E poiché tutte le Lynk & Co 01 condividono la stessa configurazione, l’esperienza sarà quella che l’utente si aspetta dalla propria macchina. Lo scambio di informazioni avviene in maniera sicura, con crittografia end-to-end, e tutti i dettami legali di sicurezza sono rispettati».

Lynk & Co non si aspetta che questa funzione venga attivata o utilizzata da tutti, ma è comunque una parte integrante del concetto che il marchio vuole esplorare. Le ricerche dimostrano che utilizziamo le nostre audio mediamente per il 4% del tempo, lasciandole principalmente parcheggiate in garage o per strada. «Con l’avanzamento tecnologico possiamo modificare gradualmente le abitudini di utilizzo dell’automobile. È vero per la proprietà, come per la propensione a condividere il proprio veicolo, accettando che parcheggiare per la maggior parte del tempo l’auto non abbia molto senso», conclude Green. «Il settore della mobilità si sta trasformando a ritmo vertiginoso. Noi cerchiamo di progettare la tecnologia della nostra auto sulla base dell’esperienza utente perché ci garantisce la flessibilità necessaria per adeguarci efficacemente a questi continui cambiamenti».

 

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