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Furti auto sempre più tecnologici: tutto quello che c'è da sapere per proteggere la propria macchina

Sparita la Bmw usata da Tom Cruise durante le riprese di Mission Impossibile 7. Era parcheggiata nel garage di un albergo inglese. Torna alla ribalta il fenomeno dei nuovi furti hi-tech. La guida per difendersi

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Rubare l’auto di Ethan Hunt, il protagonista di Mission Impossible, è roba da film. Eppure è proprio quello che è successo alla Bmw di Tom Cruise, parcheggiata nel  garage custodito del Gran Hotel di Birmingham, sotto il naso della guardia del corpo dell'attore. Ironia della sorte, un furto commesso con le tecnologie più sofisticate, proprio quelle che Ethan maneggia con dimestichezza nelle sue imprese…

Nulla di strano però: secondo le stime della polizia, oltre il 30% dei furti di auto moderne oggi avviene anche grazie a device tecnologici, a conferma della continua trasformazione di questo business criminale.

Ladri sempre più tecnologici

Il fenomeno furti è infatti in costante evoluzione. Lo dimostra il “Dossier annuale sui Furti d’Auto”, elaborato da LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati, che ha raccolto e analizzato i dati forniti dal Ministero dell’Interno e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali. Si scopre così che i topi d’auto si adattano rapidamente alle nuove tendenze del mercato automotive; oggi è sempre più un’attività strategica appannaggio delle organizzazioni criminali o di bande ben strutturate e attrezzate con device tecnologici di ultima generazione in grado di aprire e mettere in moto vetture di elevato valore, così come le utilitarie.

Due donne e un bambino: i topi d'auto che non ti aspetti

L’analisi

Secondo l’analisi LoJack oggi in Italia i furti di vetture e SUV dotati di Intelligent (chiave contactless che consente l’apertura/chiusura del veicolo a breve distanza), viene compiuto grazie all’utilizzo di un dispositivo tecnologico, in grado di beffare il proprietario della vettura in soli 30 secondi, anche quando ritiene di essere al sicuro.

In particolare due sono le modalità hi-tech più utilizzate da quelli che una volta venivano definiti “topi d’auto” che operano in Italia:

1.        la ri-programmazione della chiave attraverso la presa di diagnostica

2.        la duplicazione del segnale della smart key: il “relay attack”

 

Il primo caso

In relazione al primo caso, negli ultimi cinque anni è aumentato gradualmente l’utilizzo di apparecchiature di programmazione della chiave tramite la connessione fisica alla porta della diagnostica di bordo OBD, anche grazie all’ampia disponibilità in rete di strumenti di sabotaggio e alle inefficaci contromisure messe in campo dalle Case auto. Il ladro forza la portiera in modo tradizionale per introdursi nell’abitacolo, collega un dispositivo alla porte OBD ed ha così accesso alle informazioni riservate del transponder, ottenendo facilmente una nuova chiave nel giro di pochi secondi.

 

Il secondo caso

Altrettanto efficace con i veicoli dotati di smart key è il cosiddetto “relay attack”, il secondo caso di cui parlavamo prima. Questo avviene perché le intelligent key consentono di accedere all’abitacolo della vettura senza dover toccare prima la chiave; l’auto infatti “avverte”, attraverso un generatore di onde radio a bassa frequenza, la presenza del proprietario nelle vicinanze e sblocca le portiere, o le chiude una volta che lo stesso si allontana. Quando il telecomando è abbastanza vicino, un codice identificativo viene riconosciuto da un ricevitore all’interno dell’auto; questo è il momento in cui è possibile rilevarne i codice, oppure è possibile farlo anche quando la smart key non è vicina alla vettura attivandone la trasmissione del codice attraverso specifici device utilizzati per il sabotaggio.

Il “relay attack” funziona infatti grazie a ripetitori in radiofrequenza: il ladro può anche a distanza di alcuni metri (anche dall’esterno dell’abitazione) captare il segnale della “chiave elettronica” in possesso del proprietario, farlo “rimbalzare” dal suo device fino a quello del suo complice, posizionato nelle vicinanze della vettura da sottrarre. L’auto viene così ingannata e i sistemi di protezione azzerati.

Il sistema richiede la presenza di due ladri, (uno nei pressi della chiave e l'altro nelle vicinanze della vettura) e sfrutta le debolezze dei software delle case costruttrici. Ma a questo nuovo procedimento di furto contactless se ne è aggiunto, più di recente, un secondo ancor più incisivo e pericoloso che prevede l'uso di potenti device in grado di captare a distanza i codici della smart key, in alcuni casi oltrepassando anche le mura dell'abitazione, e di immagazzinarli per il successivo uso criminale.

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Caccia al ladro

Come proteggersi? Il primo consiglio è quello di non tenere mai la chiave dell’auto “libera”, cioè custodirla dentro un sacchetto schermato (se ne vendono tanti, anche su Amazon), in questo modo la chiave non trasmette più codici e l’auto è al sicuro. Ma va detto che in questo caso il sistema keyless smette di essere comodo per gli automobilisti perché ovviamente, ogni volta per aprire e accendere l’auto bisogna tirare fuori la chiave dal sacchetto.

Il secondo consiglio è quello di non lasciare mai la chiave nella classica ciotola all’ingresso di casa. In questo caso il ladro fuori la porta non riuscirà a “pescare” il codice della chiave e farlo poi rimbalzare sul Pc del suo complice.

Ma ci sono anche tecniche molto più sofisticate. Quella, ad esempio, che consente - come nella leggendaria pellicola di Alfred Hitchcock, Caccia al ladro - di ribaltare i ruoli fra inseguiti e inseguitori. In questo caso sono le stesse auto,  grazie al neonato LoJack Premium Touch a segnalare i topi d’auto. Il sistema funziona grazie alle sulle antenne disseminate sul territorio nazionale che rilevano il segnale in radiofrequenza lanciato dalla vettura rubata, ma anche sui nuovi sistemi in movimento montati a bordo delle auto protette da LoJack, aumentando la velocità di recupero delle vetture rubate ed equipaggiate con la versione del device Classic (quella in cui è il cliente ad accorgersi del furto ed allertare la Centrale Operativa) già in circolazione. Un prezioso alleato per il team sicurezza LoJack che ogni giorno supporta sul campo le Forze di Polizia nelle attività di localizzazione, recupero e restituzione del veicolo al proprietario.