Come fa una normale moto da cross a correre sull’acqua

Nei prossimi giorni Luca Colomba tenterà di attraversare lo stretto di Messina: la tecnologia spiegata bene - Video: 1 - 2 - 3
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Attraversare lo Stretto di Messina con una moto da cross. Questa la nuova sfida (che sarà tentata nei prossimi giorni, meteo permettendo) per Luca Colombo che nel 2017 ha attraversato il lago di Como e poi nel 2019 ha conquistato il primato mondiale di velocità sull’acqua con una moto da cross adattata volando fino a 104 km/h. Ma come fa una “normale” moto a volare sull’acqua? La Honda CRF 450R è ovviamente modificata, con pattini nautici e ruota posteriore con palette speciali per fornire la spinta idrodinamica necessaria a far planare sull’acqua gli oltre 205 kg di peso a pieno carico. Sembra facile, ma non lo è: esiste una velocità minima, sotto la quale la moto affonda come un sasso. Questa velocità critica è di 30 nodi (55,6 km/h) e dovrà essere mantenuta per tutto l’attraversamento dello stretto.

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Ma non è l’unica difficoltà. E senza tirare in ballo la mitologia dei mostri che terrorizzavano i naviganti costretti a scegliere se passare lo Stretto bordeggiando i temibili scogli di Scilla (colei che dilania) o avventurandosi verso l’immane gorgo di Cariddi (colei che risucchia), la moto volante dovrà superare le forti correnti dirette verso Nord e verso Sud che possono assumere un’intensità di oltre 20 km/h mentre i venti, incanalati nello Stretto, alternano momenti di stanca a forti raffiche di direzione imprevedibile che possono creare gorghi pericolosi. Inoltre al traffico sempre intenso delle grandi navi commerciali sull’asse Nord/Sud si aggiunge il continuo passaggio dei traghetti che attraversano lo Stretto da Est a Ovest e viceversa. E poi c’è la nebbia e la foschia che specialmente in questa stagione si manifestano senza preavviso…

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Insomma un inferno, che Luca Colombo spera di superare partendo da Torre Faro (Messina) con arrivo in località Cannitello (Villa San Giovanni) per una distanza di 3,2 Km partendo dalla Sicilia verso la Calabria. Poiché affrontare l’impresa con vento, mare e corrente contraria sarebbe inutilmente pericoloso, Luca sceglierà una finestra metereologica favorevole dei prossimi giorni. Vedremo.

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Ma torniamo alla moto e alle sue modifiche: quella principale è legata alle palette della gomma posteriore che, immerse nell’acqua per la parte inferiore, generano la spinta in avanti necessaria ai pattini per sviluppare sufficiente portanza per tenere la moto sul pelo dell’acqua. Come per gli aerei che necessitano di una velocità minima per effettuare il decollo, per la moto di Luca la velocità minima per sviluppare portanza e non affondare come dicevano è di 30 nodi (55,6 km/h). Potrebbe essere definita come un ibrido fra una moto, un aliscafo e un battello a pale.

Naturalmente è possibile viaggiare anche su strada ma i pattini impediscono pieghe strette e la manovrabilità è quindi ridotta.

Poiché è necessario che l’acqua non penetri nel motore è stato scelto un filtro water-proof PO37 prodotto dall’azienda italiana Sprint Field. Brevetto mondiale, mentre è stata modificata anche la fluidodinamica del motore nelle camere di scoppio per aumentare il rendimento.

Infine per la sua sicurezza Luca ha scelto di indossare al polso Kingii Wearable, il più piccolo dispositivo personale di galleggiamento al mondo mentre l’eventuale recupero della moto è affidato a un dispositivo autogonfiabile che si attiverà automaticamente in caso di perdita di potenza evitando così al mezzo di inabissarsi. Due cose, queste ultime, che si sperano non servano mai…