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Auto elettriche o elettrificate: la spiegazione di un fenomeno inarrestabile

Ci sono ibride normali, mild, plug in ed elettriche pure. Ma il sorpasso su quelle con motore a scoppio - nel parco circolante - non è imminente Video

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I numeri parlano chiaro: le vetture a batteria sono il vero fenomeno del momento. Secondo l'ultima edizione del Global EV Outlook dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, le vendite di auto elettrificate (ibride comprese) sono aumentate - nonostante le difficoltà del mercato dell'auto - del 16%. E non è stata l'unica rivoluzione, perché per la prima volta abbiamo più di 10 milioni di auto elettrificate in giro per il pianeta. La Cina con 4,51 milioni di auto vendite la fa sempre da padrona, seguita dagli Usa (3,16 milioni) ed Europa (1,78).

Come funziona l'auto ibrida

Un piccolo passo indietro. Quando diciamo "elettrificate" intendiamo una categoria vastissima di vetture: ci sono le ibride "normali"; le mild ibride, quelle plug in e le elettriche pure. Ma andiamo per gradi. Le prime tre categorie hanno due motori (uno a scoppio e uno elettrico). E tutte hanno un pacco batteria aggiuntivo, ma è la dimensione di questi elementi a fare la differenza. La quarta categoria, invece, quella delle elettriche pure, ha solo il propulsore alimentato dalle batterie.

 

Le "mild Hydrid (MHEV, Mild Hybrid Electric Vehicle)" sono le "entry level" di questo mondo e sono le più economiche in assoluto. Qui la batteria è molto piccola (da 12V o da 48V) e il motore elettrico spesso va a sostituire il motorino di avviamento, per "aiutare" il veicolo in fase di accelerazione. Non solo: i sistemi Stop/Start (che spengono e accendono i motori durante le brevi soste) qui riescono ad accumulare energia da poter riutilizzare in un secondo momento per "aiutare" il motore a scoppio. La grande differenza con le "ibride normali" è questa: le mild Hydrid non possono mai marciare esclusivamente con l'alimentazione elettrica.

Un gradino sopra le Mild Hybrid ci sono le ibride tradizionali: hanno batterie molto più grandi e un computer per gestire quale dei due motori (a scoppio o elettrico) spinge l'auto. Uno solo o tutti e due insieme. La ricarica delle batterie avviene durante la marcia e non c'è necessità di attaccare queste auto a una colonnina.

Al top di gamma ci sono poi le Hybrid Plug In (PHEV, Plug-in Hybrid Electric Vehicle), che hanno batterie ancora più grandi e quindi hanno bisogno di essere ricaricate come un'auto elettrica pura per dare il massimo delle prestazioni. Queste vetture - a seconda dei casi - riescono a viaggiare anche per 30-60 km in modalità totalmente elettrica, cioè senza mai far intervenire il motore a scoppio. Sono le più costose in assoluto ma consentono di tagliare consumi ed emissioni a livelli record. Quanto? Molto dipende dalle auto e dall'uso perché si va da 0 (se si viaggia solo a batteria) fino a medie di 1.2 o 1,5 litri per 100 km, a seconda dei casi.

Infine la quarta categoria è quella delle elettriche "pure", cioé senza nessun altro motore all'infuori di quello elettrico. Sono identificate dalla sigla EV (Electriv vehicle) o BEV (Battery Electric Vehicle), ma diventano a Zero Emissioni (ZEV, Zero emission Vehicle) solo se sono alimentate con energia rinnovabile.

Ma torniamo ai numeri e al grafico. Come mostra l'immagine in pagina, l'ultimo decennio è stato caratterizzato da una rapida crescita per le auto elettriche, anche se siamo ancora all'inizio della transizione verso una mobilità più pulita e sostenibile. Nonostante il record - da quasi zero a 10,2 milioni - le auto elettriche e le ibride plug-in hanno rappresentato - sul totale - solo il 4,6% delle vendite globali di autovetture lo scorso anno. Ma è solo l'inizio.

Quello che infatti non va dimenticato è la prospettiva futura: entro 20 anni si punta ad avere 600 milioni di vetture elettriche in circolazione in tutto il mondo, su un totale di circa un un miliardo di auto. Il sorpasso.