Cuffie bluetooth Huawei Freebuds 4i, la prova

Comode da indossare e con cancellazione del rumore efficace: molto buone per il prezzo richiesto, devono però scontare qualche compromesso

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Lo scorso 18 marzo Huawei ha reso disponibili le Freebuds 4i, successori delle 3i e con un paio di caratteristiche sulla carta molto interessanti: prezzo (contenuto) e cancellazione del rumore. Nella sempre più accesa competizione tra produttori di smartphone e cuffie, offrire funzionalità premium in una fascia di prezzo più economica dà a tutti gli effetti un vantaggio competitivo. Le Freebuds 4i ci provano e, per certi versi, sono un’ottima scelta per chi cerca la semplicità a un prezzo ragionevole.

Il design della custodia è in qualche modo diverso dalle proposte del mercato, con una forma più tonda e bombata, che in realtà in tasca sembra quasi occupare meno spazio di un paio di AirPods Pro o delle Razer Hammerhead Pro True Wireless, per esempio, che hanno una custodia più squadrata. Sono disponibili in tanti colori, ed è tutto colorato in modo diverso: dalle cuffie, fino alla custodia, sia dentro che fuori. I due pod, di per sé, sono piuttosto piccoli, ed entrano bene nelle orecchie: se servono, nella confezione sono offerti anche due gommini di ricambio di grandezze diverse. La ricarica è con USB-C, e ci vogliono almeno un paio d’ore per caricarle e purtroppo un paio d’ore anche per scaricarle, sebbene la custodia possa aiutare con 2-3 cicli aggiuntivi.

Le Freebuds 4i si comportano diversamente, in base al dispositivo a cui sono collegate: su iOS, per esempio, dove l’app AI Life che serve per usufruire di tutte le funzionalità delle cuffie non supporta ancora il modello, il volume massimo è piuttosto basso e quando si poggiano nella custodia, passa qualche secondo prima che quello che è in riproduzione venga messo in pausa.

Su desktop, il volume è molto alto e avvolgente e funzionano anche i controlli touch, che però non sono configurabili, perché non c’è un’app dedicata: si può solo tenere premuto per cambiare modalità da Aware (trasparenza) e NC (cancellazione del rumore). Su Android, invece, previa installazione della versione più aggiornata dell’app da AppGallery o dal sito HiCloud, l’esperienza è quella più completa (l’app AI Life disponibile nel Play Store, al momento della pubblicazione, non riconosce ancora le cuffie). Il volume massimo è molto alto, e c’è un buon equilibrio tra frequenze basse e medie, mentre le frequenze alte sono quasi assenti.

In tutti i casi, passando dalla modalità Aware alla NC, non si notano sostanziali differenze: quando c’è un contenuto in riproduzione (quindi nel caso d’uso in cui dovrebbero funzionare al meglio), la modalità Aware non amplifica i rumori esterni, mentre la modalità NC non isola di più rispetto alla disattivazione di qualsiasi modalità.

In generale, le Freebuds 4i sono davvero molto buone come cuffie senza troppe pretese: si connettono velocemente, non ci sono problemi nel passaggio del collegamento da un dispositivo all’altro, ma sicuramente danno il loro meglio con Android. Per 89 euro, il prezzo di listino, offrono buone prestazioni, anche se con qualche compromesso.