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Questo Venezia non molla mai: a Modena da 0-2 a 2-2

Vanoli non accetta la sconfitta e manda tutti avanti con cambi da tecnico di razza. Crnigoj e Johnsen agguantano in pieno recupero un pareggio meritato

Alessandro Ragazzo
2 minuti di lettura

Nella versione Vanoli, abbiamo visto il Venezia perdere contro la Reggina, vincere bene a Palermo, soffrire contro la Ternana ma ottenere i tre punti. Mancava la rimonta ed eccola servita a Modena, dove finisce 2-2 dopo essere stati sotto 2-0. Premiato il coraggio del tecnico arancioneroverde, che ha mandato messaggi chiari ai suoi: dal Braglia non voglio uscire sconfitto.

E ha avuto ragione. Spettacolo doveva essere e spettacolo è stato sulle tribune dello stadio Braglia ma anche prima della partita con il rinnovo del gemellaggio tra le due tifoserie, vecchio di 31 anni.

ALTRO RIGORE CONTRO. Tre i cambi di Vanoli rispetto alla Ternana: non ci sono Candela, Andersen e Johnsen, al loro posto giocano Haps, Busio e Pierini. Tesser risponde con la coppia d’attacco Bonfanti-Falcinelli, con Tremolada a suporto. Il Venezia pressa molto, sulla scia di quanto si è visto con Vanoli e avrebbe delle opportunità per andare in vantaggio; subito Pohjanpalo potrebbe continuare con il “magic moment” ma il suo destro va appena fuori.

La partita si fa vedere, gli arancioneroverdi manovrano di più e fa la gara ma i portieri non devono compiere chissà quali miracoli. Nell’ultima parte di tempo, il Venezia subisce un altro rigore; se contro la Ternana era stata vista la mano di Crnigoj, stavolta l’arbitro Paterna vede quella di Ceccaroni, Tremolada dal dischetto spiazza Bertinato e gli emiliani sono avanti. Di fatto, da qui all’intervallo azioni da segnalare non ce ne sono e si chiude con il Modena in vantaggio.

L’incontro resta equilibrato e solo un episodio sta facendo girare il risultato verso i gialloblù. Il Venezia dev’essere più incisivo.

SEGNALE CHIARO. Dopo la pausa, Vanoli fa capire le sue intenzioni, togliendo un centrale di difesa come Ceppitelli e inserendo Johnsen e adottando un 4-3-3. Tesser toglie un Renzetti in difficoltà per Ponsi. Alla vigilia Vanoli aveva detto di fare attenzione a Bonfanti, quasi si sentisse che potesse succedere qualcosa. E, purtroppo, aveva ragione; Falcinelli pennella un cross quasi ad occhi chiusi, Bonfanti ci mette la testa e fa secco Bertinato. Ora è dura rimontare.

Comunque il Venezia è vivo; Tessmann recupera palla, serve sulla corsa Pierini, mette in mezzo dove Pohjanpalo liscia ma Crnigoj è letale. Ora si attacca a testa bassa, anche se non sempre si è lucidi; Pohjanpalo e Haps scivolano sul più bello a pochi metri di distanza, lo stesso finnico è impreciso di testa, mentre il più pericoloso è Pierini con una botta dalla lunga distanza ma Gagno mette in angolo. Il Modena è costretto a difendersi, non riesce a imbastire una ripartenza pulita.

Vanoli si gioca le ultime fiches, mettendo forze fresche in mezzo con Andersen al posto di Busio, mentre Haps fa posto a Candela e Zampano finisce sulla sinistra. Il tecnico arancioneroverde è premiato; la squadra si riversa nell’area modenese e nella più classica delle mischie, prima Gagno respinge su Novakovich, poi non riesce a deviare la botta di Johnsen: 2-2 in rimonta che pesa un macigno. Nel recupero Bertinato ci mette la manona su Marsura. Questo Venezia ha carattere da vendere.

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