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Rugby. Australia ko di un punto, l’Italia di Lamaro entra nella storia

Apre Bruno poi il folletto Capuozzo fa volare il pubblico con due mete. Partita dominata ma il Wallabies nel finale sbagliano il calcio del sorpasso

3 minuti di lettura


“Wide post”: far la barba al palo quanto basta per sbagliare la trasformazione di Donaldson a tempo scaduto con l’ovale perso in curva Fiesole, mancare il sorpasso dell’Italia inseguita per 80’ e far venire giù dalla gioia i 20.313 tifosi del Franchi. Australia ko 28-27, per la prima volta in 46 anni di confronti, una delle tre potenze mai battute sino a ieri (All Blacks e Inghilterra le altre), la conferma di Firenze teatro delle ammazzagrandi dopo l’impresa del 2016 sul Sudafrica.
Per il gruppo di Lamaro è la svolta a un anno dall’esordio del suo capitanato con Crowley ct della Nazionale, bagnata da una triste sconfitta con i Pumas. L’Italia centra la seconda vittoria di seguito nelle Autumn Series (quinta nelle ultime sei partite) e non era mai successo contro due squadre avanti nel ranking, specie con i “canguri” al sesto posto, sei davanti a noi.
Dave Rennie ct dell’Australia non maschera il suo disappunto, ma la scommessa di provare un XV sperimentale rispetto ai suoi titolari necessario su una striscia di 5 impegni in un mese non ha pagato. Dopo aver vinto di un punto sulla Scozia e perso di uno con la Francia, bissa la sconfitta.
Nonostante questo pur inseguendo, i Wallabies hanno segnato 4 mete rimontando nel finale al 79’ contro le tre azzurre, l’imperizia di Donaldson non ha chiuso l’impresa. «Non ho guardato il calciatore» confessa Lamaro «ho pensato “ti prego fa che sbagli” poi mi sono girato e ho iniziato a salire mentre piazzava per fare opposizione».
Poi solo urla di gioia per una vittoria meritata in cui gli Azzurri hanno costruito in difesa e poi attaccando tutti assieme come non si vedeva da anni, un interplay jazzistico verrebbe da dire fra l’azione del pack a servire i trequarti. Reparto questo autore delle mete: due di Capuozzo che emoziona il pubblico come pochi, dopo la prima di Bruno.


Il match ha avuto tre atti: l’avvio come con Samoa giocato in difesa. L’Australia snobba un piazzato con Lolesio (ieri al posto di Foley) per un facile 3-3 e mira alla touche. Nello sviluppo viene respinta e poi torna concreta.

La partita spacca l'equilibrio dei calci al 15' grazie al giallo al mediano Jake Gordon che, per impedire la volata di Allan ad inseguire il pallone calciato rasoterra da Ioane, non trova di meglio di dargli una spallata. Ostruzione senza palla: l'arbitro Pickerill lo fa uscire per 10 minuti. E con il sovranumero l'Italia confeziona due mete di rara bellezza per un parziale di 14-0. La prima: penaltouche di Allan per il diritto di lanciare a 5 metri dalla meta, Niccolò Cannone racoglie a due mani, dalla ruck Varney apre per Lamaro, assedio sulla linea di meta e pallone fuori dove Varney lancia largo per Bruno e l'ala destra trova lo spazio giusto sulla bandierina pur placcato alle caviglie. Allan trasforma dal corner, dove 5' prima aveva sbagliato un piazzato. Al 26' ancora un attacco al largo, stavolta iniziato da Lucchesi (man of the match) trasformato in regista nel scegliere quale lato lanciare. La palla arriva a Capuozzo che finge di passare a Bruno e inganna la difesa. Il volo in meta è da apoteosi.

Il terzo atto racconta la riscossa australiana, condita da errori arbitrali (placcaggi al collo non sanzionati, un piazzato di Allan giudicato fuori), ma ancora Capuozzo fa una magia per il 25-15. L’emozione in campo è palpabile e gli errori fanno risalire i Wallabies sino alla meta di Swain su un liscio di Padovani. È 28-27, ma Donaldson sbaglia la trasformazione.


Le parole: Lamaro: "A questi livelli la differenza la fanno i dettagli. Un centimetro di spazio in più, un lancio più preciso in touche. Pensate ai centometristi. Quanti vanno sotto i 10 secondi? Poi uno solo fa quel centesimo in meno".
Morisi, il veterano che può fare i confronti fra ere diverse: "Quello che è cambiato è il miglioramento delle skills della mischia, ora capace di interagire con i tre quarti e lanciare gli attacchi"
Capuozzo che, allo stadio, contava 32 amici e parenti del clan di Grenoble: "Stiamo giocando bene perché siamo uno per l'altro. Io poi con Ioane mi trovo benissimo perché giochiamo lo stesso tipo di rugby. Il fatto che io sia minuto, spero sia un incentivo per tanti ragazzi di provare a giocare a rugby".

Italia: Capuozzo; Bruno, Brex, Morisi (46’ Menoncello), Ioane; Allan (69’ Padovani), Varney; Cannone L., Lamaro (cap), Negri (57’ Halafihi – 69’ Sisi); Ruzza, Cannone N.; Ferrari (46’ Ceccarelli), Lucchesi (57’ Nicotera), Fischetti (57’ Nemer). N.e. Garbisi Al. All. Crowley
Australia: Campbell (66’ Petaia); Nawaqanitawase, Ikitau, Paisami, Wright; Lolesio (75’ Donaldson), Gordon (54’ McDermott); Samu (66’ Gleeson), McReight, Hanigan; Skelton (57’ Neville), Swain; Ala’alatoa (cap – 60’ Tupou), Fainga’a (54’ Lonergan), Gibbon (60’ Robertson). All. Rennie
Arbitro: Pickerill (NZRU)
Marcatori: PT 1’ cp Allan (3-0); 5’ cp Lalosio (3-3); 18’ m. Bruno, t. Allan (10-3); 25’ m. Capuozzo, t. Allan (17-3); 31’ m. Wright, nt (17-8). ST 43’ m. McReight, t. Lalosio (17-15); 52’ cp Allan; 64’ m. Capuozzo, nt (25-15); 67’ m. Robertson, t. Lalosio (25-22); 74’ cp Padovani (28-22); 80’ m. Swain, nt (28-27)
Note: PT 17-8. Giornata tiepida ma grigia, terreno di gioco in ottime condizioni, spettatori 20.321. Player of the Match: Lucchesi (Ita). Calciatori: Allan (ITA) 4/8; Lolesio (AUS) 3/4; Padovani (ITA) 1/2; Petaia (AUS) 0/1. Cartellini: 15’ giallo a Gordon (AUS)

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