Tonut saluta la Reyer e vede l’Eurolega a Milano: «Un sogno, finalmente il treno si è fermato»

L’addio dopo sette anni di trionfi: «Ero arrivato da ragazzo in una squadra esperta guidata da Recalcati. L’emozione maggiore è stata la conquista della Coppa Italia»

VENEZIA MESTRE. Sette anni, volati via, sette come il numero della sua maglia, che avrà anche a Milano. Stefano Tonut arrivò alla Reyer nell’estate del 2015, forgiato nella Pallacanestro Trieste da Eugenio Dalmasson, raggiungendo in orogranata il suo “gemello”, Michele Ruzzier, che l’aveva preceduto di dodici mesi. Non fu un’estate ricca di innesti per la Reyer di Carlo Recalcati, oltre a Tonut, il presidente Casarin inserì Mike Green, Josh Owens e un “certo” Michael Bramos.

Dopo sette stagioni, due scudetti, una Fiba Europe Cup, una Coppa Italia e il titolo di Mvp del campionato nel 2021, Stefano Tonut, diventato anche una pedina fondamentale dell’Italia, ha deciso di fare il grande salto, dalla Reyer all’Olimpia Milano, da De Raffaele a Messina, coronando il suo sogno di giocare in Eurolega, dopo 4 edizioni di Champions League, 3 di Eurocup e 1 di Fiba Europe Cup, con il record di presenze assoluto nei playoff (59), che potrà essere battuto la prossima primavera solo da Bramos.

Tonut, sette anni fa la presentazione al Taliercio, adesso Milano, un cambiamento radicale?

«Sette anni fa ero un ragazzo che arrivava in una squadra guidata da un allenatore esperto e con giocatori che avevano vinto tanto. Ho cercato di “rubare” con gli occhi tutto quello che potevo, carpire i loro segreti. Vado via con un bel bagaglio di esperienze, di sensazioni che si stanno accavallando, di mille ricordi, in campo e fuori. In questi sette anni ho visto di più i miei allenatori e i miei compagni di squadra che i miei genitori. Sono cresciuto come giocatore e come persona, al di là dei trofei vinti, dei record o delle partite giocate. La Reyer è stata per 7 anni una grande famiglia, adesso mi aspetta una nuova avventura e come ho fatto all’inizio di ogni stagione cercherò di migliorare. Credo che mi servirebbero giorni per salutare e ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini in questi anni».

Quale è stato il “peso” di Walter De Raffaele?

«Fondamentale. Mi ha spronato, incitato, aiutato nei momenti difficili, ci siamo anche spesso scontrati, ma solo per il bene reciproco. Credo sia molto felice per me per questa nuova opportunità».

E Recalcati rivisto a Trieste in azzurro?

«Ho avuto la fortuna di trovarlo alla Reyer, come trovare i tre ex Sana che avevano vinto tutto. È un allenatore straordinario, sono stati mesi molto utili per la mia crescita: ci darà una mano in Nazionale».

I legami più stretti?

«Facile Bramos, arrivato nella mia stessa estate, poi Stone e Watt tra gli stranieri, DeNik, Mazzola e Cerella tra gli italiani».

Due scudetti, una Fiba Europe Cup, una Coppa Italia, quale ha provocato maggiori emozioni?

«Ogni trofeo è importante, quando arrivi a giocare partite da dentro o fuori, sale l’adrenalina, la voglia. Per il momento in cui è arrivata, faccio un piccolo distinguo per la Coppa Italia: siamo arrivati sfavoritissimi alla Final Eight, abbiamo eliminato le big Virtus Bologna e Milano, in un palasport straboccante di pubblico, l’ultima volta prima dell’esplosione del Covid».

Problemi alla schiena e virus, giornate difficili?

«Piene di pensieri, ma anche nelle situazioni negative, puoi tirar fuori, se vuoi, qualcosa di positivo. Ho iniziato a vedere la palestra in maniera diversa, a concentrarmi nel migliorare sul piano fisico».

Un rimpianto alle spalle?

«Non si tratta di un trofeo non vinto o di una partita persa. Mi sarebbe piaciuto chiudere questo ciclo, e parlo anche per i miei compagni che partiranno dalla Reyer dopo tanti anni, lasciando un ricordo migliore nella serie contro Tortona. La Bertram ha meritato di passare il turno, nello sport bisogna saper accettare la sconfitta, purtroppo non siamo riusciti a essere noi stessi nelle ultime tre partite».

Mai temuto che il treno dell’Eurolega non si fermasse quest’anno?

«No, dodici mesi fa sono passati tanti treni e non si sono fermati, ma anche nell’ultima stagione ho sempre cercato di dare il massimo per la Reyer senza pensare a quello che poteva accadere in estate. Sono contento che il treno si sia fermato nuovamente, ma nell’ottica di provare a migliorarmi sempre. Corono il sogno di ogni ragazzino, quando pensi all’Eurolega, guardi l’Nba, le Olimpiadi, i Mondiali. E non tutti riescono a coronare i sogni».

E guarda caso, l’Olimpia Milano è stato il primo avversario di Tonut in una partita ufficiale con la maglia della Reyer nella semifinale della Supercoppa (26 settembre 2015) al PalaRuffini di Torino.

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