Venezia, bestemmia dalla panchina: mister Zanetti squalificato per una giornata

Un turno di stop anche per il centravanti Henry: entrambi non ci saranno sabato 2 aprile nella delicatissima trasferta di La Spezia

VENEZIA. «Orsato ci aveva avvisati al termine del primo tempo di essere stato insultato in inglese, aveva fatto finta di non sentire e lo aveva graziato. Ora andremo a La Spezia senza di lui e sarà un problema, perché se mancasse per un infortunio sarebbe un conto, così mi fa arrabbiare. Il nervosismo è figlio della poca esperienza e della scarsa gestione mentale del momento. Mi sono arrabbiato per dare un segnale a lui ma non è successo nulla di particolare».

Così parlò Paolo Zanetti alla fine di Venezia-Samp, riguardo l’espulsione di Thomas Henry. Il problema è che qualcun altro stava a sentire: il quarto uomo. Così il Venezia non perde solo il suo centravanti (un turno di stop dal giudice sportivo, non ci sarà a La Spezia) ma anche il suo allenatore. Nel referto consegnato dalla squadra arbitrale alle autorità competenti, si riscontra infatti che il mister arancioneroverde non è esente da colpe: è stato squalificato per una giornata «per avere pronunciato un'espressione blasfema al 10' st».

Nulla centra, quindi, il violento scontro con il suo giocatore dopo l’espulsione (era circa il 35’ della ripresa), con una tripletta di bestemmie finita ahilui in un battibaleno in rete. 

Intanto il presidente Duncan Niederauer concede il mea culpa per quei 4-5 rinforzi di gennaio, “che finora non hanno avuto un grande impatto”, dichiara in un comunicato. Si scusa con i tifosi, che “sono venuti numerosi allo stadio per sostenere la squadra e noi li abbiamo delusi”. E si rallegra per la successiva contestazione. Ma anche per l’indecoroso siparietto Henry-Zanetti, sulle bocche di tutto il paese: “Oggi parlerò con loro”, spiegava ieri il presidente. “Il loro incontro non mi preoccupa. In effetti sono felice di vedere un po’ di rabbia”. Amen.

Che la bestemmia dell’allenatore in diretta tv sia la più grave immagine dello sfacelo, fa parte del solito perbenismo all’italiana. Anzi: una volta tanto ben venga la ‘descantada’, si può convenire con il presidente. Più delle parole però conta tutto il resto: errori tecnici, confusione tattica, insicurezza diffusa che si rispecchia nell’atteggiamento dei giocatori. Che a La Spezia saranno privi di alleanatore e centravanti.

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