Varese nel mirino di Sanders «Adoro le responsabilità»

L’esterno della Reyer, play per necessità, cerca un posto nelle F8 di Coppa Italia «Domani troveremo una squadra ferita, ma c’è una sola chance per qualificarci»

/ MESTRE

In attesa dell’annuncio ufficiale del doppio Jordan, Morgan e Theodore, la Reyer affila gli artigli per chiudere il girone d’andata con la terza vittoria consecutiva in campionato, la quarta aggiungendo Patrasso, che consentirebbe al quintetto di De Raffaele di rimanere in corsa per la Final Eight. Domani sera, a Varese, la Reyer affronterà un’Openjobmetis che, smaltito il periodo del Covid, assomiglia più a una stazione con arrivi e partenze, da ultime quelle del neocoach, l’olandese Johan Roijakkers, che ha sostituito l’esonerato Vertemati, e del nuovo gm dell’area sportiva Michael Arcieri.


Victor Sanders, lei sta emergendo nell’emergenza.

«La Reyer ha sempre avuto la possibilità di vincere più partite di quanto non abbia effettivamente fatto. Non è semplice trovare la chimica giusta con 13 giocatori, paradossalmente è più facile quando sei in 7-8. Ci sono meno rotazioni e ognuno sa più chiaramente quale è il suo ruolo, quanti minuti dovrà stare sul parquet e in quale posizione del campo giostrerà. Inoltre, ci siamo trovati con le spalle al muro, abbiamo inanellato questa striscia di tre vittorie di fila senza pensare se siamo in pochi o in tanti, sapendo di dover vincere. Non avevamo altre soluzioni».

Play per necessità.

«È un ruolo che richiede più mentalità, hai più responsabilità. Il play di una squadra è il braccio destro dell’allenatore in campo, devi essere bravo a capire quali giocatori devono ricevere il pallone, dove sviluppare il gioco, che tipo di giochi, tra quelli che vengono preparati, bisogna utilizzare in un determinato momento della partita, saper leggere le situazioni. Giocare da play non è come giocare da guardia, hai una responsabilità superiore, ma è una posizione che mi piace. Credo di avere margini di miglioramento in questo ruolo».

Domani la Reyer incrocerà Varese, sempre alle prese con la “rivoluzione” interna.

«Mi aspetto che l’Openjobmetis giochi con il fuoco dentro, con grande energia. Ho già vissuto questo tipo di situazioni, sia da avversario contro una squadra che aveva appena cambiato allenatore, sia dopo aver visto esonerare il mio allenatore. Dobbiamo farci trovare pronti per questo tipo di partita con la mentalità giusta, rispettando il piano partita che verrà preparato, rimanere uniti quando subentreranno momenti difficili perché ci saranno».

Ora l’obiettivo sono le Final Eight di Coppa Italia.

«Faremo di tutti per vincere a Masnago, è l’unica chance che ha la Reyer per provare a qualificarsi, poi vedremo come andranno le altre partite. Se andremo alla Final Eight, sarà un grande risultato. Se non ci riusciremo, continueremo a lavorare duro per il campionato. Ci saranno altre sfide e altre battaglie, vogliamo tornare a essere protagonisti». —

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