Il Venezia esce a testa alta Braccio di Muriel il Var non vede

Il vantaggio dell’Atalanta è irregolare e incanala la partita Strozzato l’urlo di Crnigoj, Henry sfiora l’1-1. Poi la resa

Bergamo

Questione di centimetri. Braccia, pali, fuorigioco. Esulta l’Atalanta, che approda ai quarti di finale di Coppa Italia con merito. Ma il Venezia esce a testa altissima dal Gewiss Stadium, se la gioca fino a un passo dal 90’ e può perfino recriminare: il gol di Muriel che ha incanalato la partita è al limite della furbata, complice silenziosa la squadra arbitrale. A quella di Zanetti resta invece la prestazione. Incoraggiante, volitiva, con un’interessante novità tattica: l’inedita difesa a tre scelta dall’allenatore ha funzionato. Buoni segnali in vista dell’Empoli – e lì si farà sul serio.


SLEEPY VAR. Rispetto alle ultime uscite è un Venezia più attento sin dalle prime battute. Baricentro basso e contropiede: al 7’ Okereke e Johnsen scappano via, splendida palla di ritorno per il nigeriano che però calcia malamente da ottima posizione. La risposta dell’Atalanta è mortifera. Iniziativa di Muriel, batti e ribatti in area, irrompe Pessina a botta sicura: paratissima di Lezzerini. Ma l’azione prosegue, Freuler scodella per il colombiano che dribbla Crnigoj e deposita in rete. Il primo controllo dell’attaccante dà la forte sensazione di un aiutino col braccio: Maggioni al Var giudica il tocco di spalla, ma le immagini – che l’arbitro Pairetto non va nemmeno a rivedere – danno obiettivamente credito alle proteste arancioneroverdi. Fatto sta che all’11’ l’Atalanta è avanti. E continua a spingere: Lezzerini dice no a Pezzella. Mentre la squadra di Zanetti si affida alla vivacità del suo tridente leggero. Al 25’ altro bruciante contropiede di Johnsen, palla a Kiyine e destro a giro di poco fuori. C’è partita. Muriel dispensa giocate su giocate: al 35’ libera Freuler di tacco, bravo il portiere del Venezia in presa bassa. Ancora Atalanta: cross di Hateboer dalla destra, stacca Koopmeiners, palla che pizzica la traversa. Va bene così.

EUROGOL PER UN ATTIMO. Si riparte con Zanetti che lancia Henry e Schnegg, ma i nerazzurri vanno di nuovo a un passo dal 2-0: Koopmeiners apre per Hateboer che a tu per tu con Lezzerini calcia sbilenco. Il Venezia è graziato e respira. Fiordilino guadagna un corner dopo un’insistita azione di Crnigoj: sugli sviluppi, lo stesso sloveno pesca il jolly con uno splendido sinistro al volo dalla distanza. Musso immobile, palla nel sacco, esplode la panchina arancioneroverde ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco di Henry, che ostruiva la visuale al portiere atalantino. Mani sui capelli, ma è un altro Venezia. Più aggressivo, tenace. Ora l’Atalanta gioca d’attesa: al 56’ brutta palla persa di Kiyine, Miranchuk va al traversone dal fondo, Caldara sventa. Sul successivo calcio d’angolo Pezzella ci prova d’interno piede: palo a Lezzerini battuto.

FORCING E RESA. Sono i rischi di una partita da recuperare. E il Venezia quasi ci riesce, l’occasionissima al 68’: Musso sbaglia un facile controllo sottoporta, arriva Henry in spaccata ma il portiere rimedia al proprio errore con un intervento super. Dall’altra parte l’ultima folata di Muriel: destro largo, poi il colombiano lascia spazio a Pasalic. Battute finali. L’asse Johnsen-Henry è un fattore ma l’ex Ajax si spegne sempre all’ultima giocata. Il Venezia non ha di meglio per fare male ai nerazzurri. Se non i calci piazzati, verso un generoso ma sterile assedio: la squadra di Zanetti si sbilancia, all’87’ Schnegg perde un sanguinoso pallone in uscita, Pasalic e Maehle ne approfittano e confezionano un contropiede letale. Il danese finalizza, è 2-0, è il congedo arancioneroverde dalla Coppa Italia. Resta la Serie A: lì, più degli applausi, a fine stagione conterà il risultato. A partire dall’impengativa sfida di domenica contro l’Empoli. —



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