La partita che conta sarà quella contro l’Empoli ma vietate altre imbarcate

VENEZIA

L’ha detto anche Zanetti: la testa è già all’Empoli, Bergamo sarà un bonus da onorare. Ma con prudenza. Perché questo Venezia non può permettersi nuovi infortuni: out Ebuehi per la Coppa d’Africa, Modolo e Vacca convalescenti, sirene di mercato per molti oltre alla già lunga lista di partenti.


Contro l’Atalanta non ci sarà dunque il turnover totale già visto con la Ternana nel precedente turno di Coppa Italia. Quindi spazio a Lezzerini fra i pali per far rifiatare Romero. Così come Mazzocchi, Haps – fisicamente – e Svoboda – soprattutto mentalmente, date le ultime uscite. La linea difensiva a quattro verrebbe così ridisegnata da Molinaro e Schnegg sulle fasce, più due fra Caldara, Ceccaroni e Ampadu rispolverato nel ruolo di centrale.

Per il resto, sembra suggerire Zanetti in conferenza stampa, più che tentare nuove soluzioni tattiche gli arancioneroverdi dovranno consolidare i meccanismi chiave per il big match di domenica. A centrocampo probabile chance in arrivo per Fiordilino, insieme a Crnigoj che contro il Milan è entrato solo a gara in corso. Poi il ballottaggio Busio-Cuisance: difficile vedere il francese titolare per tre volte in una settimana. Più opzioni invece sul versante offensivo. Scalpitano Kiyine e Sigurdsson, con l’islandese a caccia del salto di qualità. C’è inoltre Johnsen, le cui accelerazioni potrebbero essere però risparmiate in vista dell’Empoli. Insieme a uno fra Okereke, Henry e Aramu. Nemmeno due mesi fa, al Gewiss Stadium, il Venezia disputò forse la peggior partita della stagione oltre a quelle con Udinese e Milan.

Non fu un caso: l’Atalanta, se in stato di grazia, è una formazione ingiocabile. A prescindere dagli interpreti, che contro gli arancioneroverdi cambieranno sia per scelte tecniche sia per cause di forza maggiore – anche ieri un altro membro del gruppo squadra è risultato positivo al Covid. Al Venezia servirà soprattutto una prestazione ordinata, foriera di fiducia verso il campionato.

Insomma, per evitare l’imbarcata e mettere in difficoltà Gasperini, un assetto più conservativo non sarebbe da disdegnare. Alla fine, la salvezza è questione di “mentalità e organizzazione”. Anche questo l’ha detto Zanetti. —

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