Okereke, il profeta del gol si adatta a tutte le posizioni e può ancora migliorare

VENEZIA

Re David, nuovo Doge della Serenissima. È l’attaccante nigeriano l’uomo-copertina del Venezia che ha colto due vittorie di fila in una settimana. Due reti contro Roma e Bologna, 6 punti consegnati da Okereke al Venezia, altre due l’attaccante di Lagos le aveva imbucate contro Empoli e Sassuolo. Tutte su azione, quattro come Aramu, appaiando il capocannoniere solitario del Venezia fino a domenica mattina, ma il fantasista arancioneroverde ha utilizzato anche due calci di rigore con Torino e Roma. Forse quella al Bologna è la rete meno spettacolare tra quelle realizzate dal ventiquattrenne nigeriano, ma essere al posto giusto al momento giusto e lo scavetto a Skorupski immortalano un altro centro di platino per Okereke. Il numero 77 del Venezia si era esaltato a Empoli con un gol in contropiede alla George Weah, aveva zittito momentaneamente i tifosi del Sassuolo a Reggio Emilia con un tiro a giro alla Del Piero, prima della fuga con doppio passo contro la Roma e doppia finta per disorientare Rui Patricio.


Quattro marchi di fabbrica per Okereke, che il Venezia ha preso in prestito con diritto di riscatto dal Club Bruges, la squadra belga che due estati fa lo aveva pagato 8 milioni di euro allo Spezia.

SALTO. Un salto quadruplo per Okereke che non più tardi di sei anni fa calcava per la prima volta i campi italiani con la Lavagnese in Serie D, l’approdo allo Spezia, la ridiscesa di categoria al Cosenza, dove è diventato in pochi mesi un eroe dei tifosi pilotando i calabresi in Serie B, i 10 gol al ritorno in bianconero e lo sbarco in Belgio nella nerazzurra Bruges dove ha vissuto l’ebbrezza di Champions League ed Europa League, vincendo anche due titoli nazionali. Quella Serie A non vissuta con lo Spezia, gliel’ha regalata il Venezia, e il Venezia, se continuerà su questi livelli, potrebbe spalancare a Okereke anche le porte della Nazionale, che a gennaio sarà impegnata nella fase finale della Coppa d’Africa in Camerun, dopo l’unica presenza collezionata con l’under 23 contro la Libia.

JOLLY. Okereke è arrivato come esterno d’attacco, Paolo Zanetti l’ha trasformato in jolly offensivo. Al suo esordio, a Udine, è partito come esterno destro con Johnsen a sinistra e Henry punta centrale. A Bologna, l’attaccante più vicino alla porta è diventato Okereke (con Aramu e Johnsen esterni). Il primo cambio tattico per Okereke contro il Torino nel 4-4-2 con Johnsen al fianco, mossa ripetuta nella successiva trasferta di Cagliari, nelle ultime due partite con Roma e Bologna ha pagato la sua posizione più accentrata. Anche se nel sistema di gioco di Zanetti i tre attaccanti si scambiano spesso la posizione.

PROFETA. Sabato, alla vigilia della trasferta a Bologna, Paolo Zanetti era stato facile profeta su Okereke. «Ha colpi notevoli», lo aveva inquadrato il tecnico arancioneroverde, «credo che non sappia ancora nemmeno lui quanto sia forte. Piano piano sta tirando fuori tutto il suo potenziale, negli ultimi anni è stato utilizzato più sovente come esterno, anche a destra con il piede favorevole. Io, sinceramente, lo vedo più dentro al campo, un attaccante, ha una grandissima dote che è quella di saper attaccare lo spazio, andando in profondità, con dei tempi di altissimo livello». Sembra l’immagine del gol realizzato al Dall’Ara, è stato più lesto a intrufolarsi in area di rigore nella carambola che ha visto come protagonista Busio. «Inoltre, ha anche la qualità di saper tenere il pallone, lo vedo in crescita, deve essere bravo lui a confermarsi sempre». Detto fatto, dopo il gol alla Roma quello al Bologna. «In questo momento per il Venezia è un giocatore fondamentale». Due gol, due vittorie per il Venezia, David Okereke sta entrando in una nuova dimensione e il Venezia veleggia in zone tranquille della classifica. —

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