Le eccellenze dello sport premiate dal Panathlon «Un traguardo storico»

MESTRE

Quarant’anni portati benissimo, così come è logico per chi “pratica” non un solo sport ma, in questo caso, almeno una decina e diversi anno dopo anno. Il premio “Città di Mestre per lo sport”, organizzato dal Panathlon International di Mestre, tocca la cifra record delle quaranta edizioni. Un ritorno alle premiazioni dal vivo quello di quest’anno nella cornice del museo M9 dopo una edizione 2020 ovviamente condizionata dal Covid e realizzata in maniera solo on line.


Così, per il 2021, sul palco assieme ai premiati della nuova edizione,sono presenti anche quelli dell’anno precedente, a consegnare i riconoscimenti assieme al sindaco Luigi Brugnaro e al presidente del Panathlon Mestre Fabrizio Consiglio. «Un traguardo storico per il premio più longevo della città», introduce proprio il presidente Consiglio, «I nomi e le immagini dei premiati sono pagine di storia sportiva, un caleidoscopio straordinario di storie, di affermazioni e di promesse, di vite dedicate alle varie discipline e di impegno per rendere migliore anche il nostro fecondo territorio ricco di valori sportivi. Mai come oggi abbiamo bisogno di sport, soprattutto le nuove generazioni attratte da illusorie scorciatoie. Il premio Città di Mestre è uno sprone a dare il meglio di noi stessi».

Sul palco, come consuetudine del premio, si alternano campioni già affermati a nuove promesse dello sport cittadino, con la sola caratteristica – costante da sempre del Città di Mestre – che non verrà mai premiato chi ha già ottenuto il riconoscimento in precedenza. Per il 2021, dunque, la giuria ha scelto Greta Brugnolo (eptathlon), Giulio Andreanelli (nuoto sincronizzato), Silvia Zennaro (vela laser), Daniele Di Stefano (pattinaggio in linea), Sergio Dalla Mora (ciclismo, dirigente), Sebastiano Varponi (pallamano, tecnico), Atletica Biotekna Marcon (premio alla società sportiva), Fabio Caramel (premio Fair Play), Edoardo Pittalis (giornalismo sportivo), Art4Sport (premio lo sport per il sociale), Stefano Cazzaro (giudice e arbitro di basket e l’associazione Viva Piraghetto per il progetto territoriale per il sociale. Applausi per tutti, come ovvio, ma i riconoscimenti più sentiti sino per gli atleti già affermati che raccontano la loro esperienza.

«Partecipare a una Olimpiade è un sogno che si realizza», racconta la velista Silvia Zennaro, «Io ho avuto la fortuna di farne due profondamente diverse. A Rio era emozione pura, migliaia di persone e realtà diverse a confronto. Tokyo invece è stata la voglia di risultato e maggiore concentrazione sulle gare. Adesso spero che Parigi ci sia e che significhi medaglia».

«Il Veneto è terra di talenti», dice invece il romano trapiantato nella nostra provincia, Daniele Di Stefano, due titoli italiani nel pattinaggio in linea, «e il pattinaggio è in costante crescita di numeri e forza. Non è un caso che da qui arrivino i più forti».

A dare peso al valore dello sport anche le parole del sindaco Luigi Brugnaro che rivela come da giovane tifasse Pepper Mestre e non Reyer: «Mestre è l'area del futuro. Sono sicuro che nei prossimi anni la dirà lunga come modello anche a livello nazionale. Abbiamo i numeri per farlo sia per gli atleti che per gli impianti». —

Massimo Tonizzo

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