Yaremchuk! Un’italiana torna sul trono

Nata a Leopoli, ormai è azzurra grazie al Gs Esercito il tricolore sventola in Riva Sette Martiri dopo 22 anni

VENEZIA

Nulla è cambiato, un anno di sosta ma sempre l’Africa al primo posto nella Venicemarathon che ieri ha tagliato il traguardo delle trentacinque “primavere” . L’Africa e ancor meglio il Kenia che h trionfato grazie al carneade” Anderson Saitoti Seroi, ventottenne che fino a ieri aveva vinto soltanto una maratona in Cina con il tempo di 2h13’47” . Qui a Venezia, oltre a trionfare, si è migliorato di quasi un minuto e mezzo chiudendo con il tempo medioocre di 2h12’21” , ma pur sempre il suo nuovo primato personale.




Riflettori puntari, però, su Sofia Yaremchuk, di chiare origini ucraine, ma romana d’adozione. È doveroso sottolinearlo perché la ventisettenne atleta, nata nella splendida città di Leopoli, è cittadina italiana per meriti sportivi e tesserata per il gruppo sportivo dell’Esercito, è riuscita a interrompere il dominio straniero nella gara femminile che durava dal lontano 1999, quando Sonia Maccioni firmò l’ultimo successo italiano in laguna. Yaremchuk che, tra l’altro era all’esordio sulla maratona, si è imposta con il buon tempo di 2h29’12” staccando di oltre due minuti la keniota Marion Kibor, favorita alla viglia.Quest’ultima, assieme all’etiope Geletu, hanno imposto un buon ritmo alla corsa mantenendo sempre la testa con Yaremchuk molto attenta in terza posizione. All’uscita dal parco di San Giuliano e, proprio all’inizio del ponte della Libertà, l’azzurra ha deciso d’ imporre la sua andatura ed è volata in testa staccando con decisione le due africane. Una bella falcata, sciolta e senza mai o quasi voltarsi indietro.



È arrivata in Riva Sette Martiri sotto lo striscione d’arrivo in perfetta solitudine. «Sono molto contenta», ha dichiarato, «ero all’esordio e non avevo grandi riferimenti. Il percorso mi è piaciuto molto, anche se in certi tratti è veramente difficile. Ora credo proprio che continuerò la mia carriera sulle maratona».



Alla partenza del lungo serpentone, scattata come sempre di fronte a villa Pisani, dopo poche decine di metri si è formato subito il classico gruppetto di testa, composto da Geofrey Yegon, Justus Kangogo, Maxwell Buleli e Cornelius Kangogo con loro leggermente staccato anche Gilbert Chumba. Al passaggio dei dieci chilometri sono transitati praticamente tutti assieme e si è aggregato anche Andersono Seroi, il quale ha mantenuto una condotta di gara molto altalenante, tanto che nulla faceva presagire ad un suo successo finale. Nel passaggio della mezza maratona aveva accumulato un ritardo di circa un minuto sui soliti battistrada e quasi due minuti al 25º chilometro. Arrivati all’interno del parco San Giuliano di Mestre ha tentato un primo allungo Julius Kangogo che ha staccato il favorito Chumba e pareva a questo punto potersi involare con facilità verso il traguardo. Chumba ha iniziato a perdere irrimediabilmente terreno, mentre sotto gli occhi esterrefatti del pubblico iniziava l’incredibile rimonta di Anderson Seroi che ha chiuso l’ultima parte del percorso sicuramente sotto la media di 3 minuti al chilometro. Quasi una sorta di “missile” proiettato verso il traguardo di Riva Sette Martiri. Il sorpasso ai danni di Julius Kangogo, che ha chiuso quasi sulle ginocchia, è avvenuto proprio sulla discesa posta di fronte al ponte davanti a palazzo delle Prigioni. Nel tratto finale ha corso ad un ritmo forsennato tanto da staccare di oltre un minuto il diretto avversario. Una bella vittoria per lui e un tris per il Kenya con Julius Kangogo secondo e Gilbert Chumba terzo. Molto bene l’azzurro Marco Najibe Salami, quarto con 2h14’57. Una nota di merito va anche a Chiara Pizzolato, figlia del grande maratoneta Orlando, che ha vinto con molta padronanza la 10 Km. —

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