«Reyer, risposte da top team»

De Raffaele è conscio della difficoltà della gara con Milano: «Pretendo continuità all’interno dei 40’»

MESTRE

Reyer, voglia di riscossa. Per cancellare il ricordo dei due quarti impalpabili contro la Virtus Bologna. Dai campioni d’Italia a chi vuole ricucirsi nuovamente lo scudetto sul petto, puntando ancora alla Final Four di Eurolega, l’Olimpia Milano.


«Squadra che non ha bisogno di presentazioni», ha esordito coach Walter De Raffaele, alle prese con le condizioni non ottimali di Austin Daye e qualche fastidio per Stone e Charalampopoulos. In teoria tutti e tre dovrebbero essere recuperabili per domani sera. È superfluo soffermarmi su quanto sia impegnativo questo match, però la Reyer andrà al Forum cercando di avere una risposta rispetto alla gara con la Virtus sulla continuità all’interno di una partita, che è mancata sette giorni fa, ma anche a Treviso. Abbiamo un’identità ancora da definire, una conoscenza reciproca da sviluppare».

Olimpia, squadra di Eurolega, con un pericolo numero uno. «Dovremo contenere il talento di tanti giocatori di Milano, ma in questo momento Shields è forse un giocatore a tratti incontenibile, è una squadra che non dà punti di riferimento, ha tante armi da portare in campo. Noi proveremo a dimostrare il nostro potenziale con una prestazione consistente il più a lungo possibile».

Milano si è rinforzata sia nel reparto stranieri (Grant, Daniels, Hall, Mitoglou), ma anche in quello degli italiani, cercando di sopperire alla carenza evidenziata nella finale contro la Segafredo. «La differenza più evidente rispetto alla passata stagione è nell’arrivo di Melli e Ricci, un’affidabilità in quel ruolo diversa rispetto a un anno fa. In più l’acquisto di Mitoglou, che reputo un giocatore di altissimo livello, che ha una doppia dimensione. Per l’Eurolega è una squadra ancora più quadrata e strutturata rispetto alla passata edizione, ma gli italiani rappresentano un fattore importante».

Un altro elemento da evitare è di «non andare tanto sotto nel punteggio, perché diventa sempre difficile recuperare, a volte ci riesci, altre volte no, soprattutto quando hai di fronte una squadra di qualità. La durezza mentale della squadra passa attraverso l’identità corale che in questo momento c’è soltanto a sprazzi, come c’è stata domenica scorsa nei primi 20’-25’del match».

Fatica post Nazionale per Tonut e Vitali? «No, assolutamente, credo che valga per tutti il problema di compenetrarsi, di conoscersi. Ricordo che è il primo anno che la Reyer cambia sei giocatori, di cui quattro esterni, compreso il play titolare. Questo è un fattore determinante, c’è un nuovo modo di giocare, di stare in campo, un sistema nuovo. Nel mezzo ci sono tante partite con l’obbligo di essere competitivi. Non di vincere sempre, ma di avere un’attitudine giusta anche nella sconfitta». Mercoledì parte l’Eurocup.

«Le partite di coppa ci daranno una mano. Gli allenamenti, per quanto competitivi li puoi fare, non sono mai la partita. Al di là delle trasferte e dei viaggi», conclude il coach della Reyer, « ci serviranno molto e saranno molto più utili degli allenamenti». —



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