Aprono i pitch box e l’Hospitality Rialto «Lunedì sfioreremo il tutto esaurito»

Lo special advisor è soddisfatto: «Abbiamo convinto tutti che si può giocare in uno stadio senza barriere»

VENEZIA

Il Penzo quale esempio di serietà, per il mantenimento degli impegni presi con città e Lega Calcio, ma anche di rispetto nel trattamento riservato ai tifosi. Andrea Cardinaletti, che per il Venezia si occupa dei progetti speciali, a quasi un mese dalla riapertura dello stadio traccia un bilancio ed è chiaro: «Abbiamo rispettato i tempi e continuato a lavorare per le rifiniture, tanto che lunedì con la Fiorentina apriremo i pitch box e l’Hospitality Rialto. Ma ci vorranno ancora 4-5 settimane per gli ultimi dettagli. Abbiamo lavorato su quantità e qualità, convincendo tutti che si può giocare in uno stadio senza barriere come il Penzo. Trattiamo i nostri tifosi come quelli ospiti. Vedere i nostri supporter praticamente dentro una gabbia a Cagliari, è stata la mortificazione dell’essere umano. Una dimostrazione d’ inciviltà totale, al cospetto della nostra proposta».


I pitch box sono 150, ridotti a 104 per la capienza al 75 per cento, con tanto di spazi coperti destinati alle persone con disabilità. Un ulteriore passo avanti, proprio nell’ottica dell’accoglienza. Dopo una sconfitta e un pareggio, però, Cardineletti si augura che contro la Fiorentina si apra una lunga serie di risultati positivi a Sant’Elena.

«L’obiettivo è quello di fare del Penzo un punto di forza con il suo pubblico. Non dico uno stadio invalicabile per gli avversari, ma complicato per tutti. Oggi abbiamo già superato i 7 mila biglietti venduti, se continueremo così sfioreremo il tutto esaurito. Un grazie va alla tifoseria per il supporto e la fiducia che ci sta dando. Avevamo due obiettivi: quello di allestire una squadra competitiva sul campo, e ristrutturare lo stadio per accoglierla al meglio; quindi una commerciale per le televisioni, e dai dati della Lega Calcio, in rapporto al gradimento del prodotto per le immagini che si possono ottenere al Penzo, siamo ai vertici in Serie A. Ma, come dicevo, riaprire il Penzo è stato come entrare in una casa nuova, ora dobbiamo solo appendere i “quadri”, che sono quei famosi ultimi ritocchi».

E mentre il campo in sintetico del Taliercio è stato già omologato, e da novembre ospiterà le partite di campionato della femminile e della Primavera, sul progetto della Cittadella dello Sport del Comune, Cardinaletti osserva: «Come tutti, quando un’amministrazione avvia un progetto di sviluppo e crescita, possiamo solo fare il tifo. Ma senza intoppi di vario genere, prima di cinque anni non si vedrà di sicuro uno stadio nuovo, per cui si tratta di una prospettiva a lungo termine. Noi con il Penzo abbiamo dovuto guardare a brevissima distanza. Tuttavia stiamo raccogliendo il gradimento del pubblico per quanto fatto finora, e cercando di migliorare la gestione nella vendita dei biglietti e nell’accoglienza a Sant’Elena. Da lunedì sera, infatti, proprio un gruppo di tifosi ci aiuterà nel dirigere le persone verso gli accessi dello stadio in modo ordinato e più funzionale». —

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