L’entusiasmo dei tifosi per il posticipo, venduti già 4.643 biglietti

VENEZIA

Non è da escludere che lunedì si vada verso il tutto esaurito della capienza consentita: 8. 362 posti. Per il posticipo contro la Fiorentina (ore 20. 45) sono stati venduti 4. 643 biglietti: la curva sud e ospiti sono quasi sold out, e da qui a lunedì, visto l’entusiasmo, si potrebbe arrivare a numeri davvero interessanti.


Pietro Ceccaroni, intanto, non vede l’ora di sfidare la Fiorentina. «Abbiamo sfruttato questo periodo molto lungo, tra anticipi e posticipi, per lavorare su tanti aspetti e analizzare le partite fatte finora», osserva il difensore ligure, «volevamo capire dove migliorare, o quanto di buono fatto per portarlo avanti. Ci stiamo allenando con molta intensità, visto che in Serie A appena concedi qualcosa ti puniscono subito. Dobbiamo limare i dettagli, cercare di non commettere errori banali, specie quando attacchiamo. Siamo messi bene in campo, e non dobbiamo più prendere gol in contropiede. L’arrivo di Romero? La carriera parla per lui, è un portiere di assoluto livello. Ne abbiamo già due molto forti, ma con la sua esperienza di sicuro arricchirà la squadra».

Con la Fiorentina si presenterà il problema Vlahovic, e proprio Ceccaroni dovrà cercare di limitarlo. «È un attaccante molto difficile da studiare perché sa fare tutto, è molto completo. È all’inizio della sua carriera, ma per marcarlo serve un lavoro di squadra, e questo la dice lunga sul suo livello. Abbiamo però già dimostrato che, da squadra, possiamo rendere la cosa difficile a tutti. Sarà invece bello rivedere Maleh, che spero giochi. Assieme abbiamo fatto due stagioni splendide, ha dato tantissimo per questa maglia e ci dispiace che sia andato via. A Venezia è cresciuto tantissimo, ha sempre ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato ad arrivare in un club così importante come la Fiorentina. Se giocherà, speriamo sia in una giornata no, visto il suo valore ormai. Poi gli augureremo il meglio per tutto il resto del campionato»

. Ceccaroni che parla pure dell’allenatore Paolo Zanetti e del sogno azzurro. «Devo tantissimo a Zanetti, gran merito della mia crescita è sua. In allenamento mi aiuta molto sotto l’aspetto tecnico-tattico, ma pure per quello caratteriale. Sto cercando di diventare un punto di riferimento in campo anche per i giovani, ora che non sono più un ragazzino, e per i nuovi arrivati nel gruppo. La Nazionale? È un sogno che ho da quando sono piccolo, e sognare non costa nulla». —

S.B.

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