La Reyer travolge Pesaro ed entra trionfalmente in semifinale

Ciamillo

Sanders (20 punti) è il topscorer, ma la partita è stata una formalità per tutti i 40’. Lunedì sera (ore 21) si torna sul parquet

CASALECCHIO DI RENO. Reyer devastante, semifinale della Supercoppa conquista a mani basse, da squadra rapace (83-51), demolendo le illusioni della Carpegna Pesaro. Difesa insormontabile, attacco fluido, superSanders, Mvp della partita (20 punti), ma tutto il roster di Walter De Raffaele ha girato a mille. Attenta a rimalzo, pronta a lanciarsi in contropiede a campo aperto, nuovi che sembrano già ben inseriti nei meccanismi, non solo Sanders, ma anche Echodas. Partita senza storia, semifinale in tasca già a metà incontro (45-14), Pesaro ha poi provato a ridurre il pesante gap, senza mai riuscirci.

Davvero una bella Reyer, le quattro gare ufficiali della Supercoppa hanno "pesato" contro Pesaro, arrivata alla Final Eight solo con amichevoli e tornei. Undici giocatori a segno, solo Mazzola a secco,con 17 assist e quasi 100 di valutazione (97). Una gara completa. Inizio contratto in attacco della Reyer, che fallisce i primi quattro tiri a difesa schierata, trovando il canestro solo con l’incursione a tutto campo di Phillip, che pareggia i due liberi di Jones che aveva aperto la sfida sul fallo di Watt.

Reyer attenta e concentrata in difesa, Vitali su Delfino, botta e risposta dall’arco dei due giocatori (5-5). Alza l’intensità difensiva la Reyer, Tonut sporca un paio di passaggi entrando in traiettoria, Phillip e Brooks scavano il primo minibreak (11-5).

Arriva il secondo fallo di Watt, nessun problema perché l’impatto sul match di Echodas è devastante con sei punti di fila, magistralmente innescato da Vitali e De Nicolao (18-9), con l’ala azzurra a piazzare la seconda tripla personale. Il centro lituano firma il +11 (20-9) con Demetrio a ridurre il gap prima della sirena (20-11), ma la Carpegna tira con il 25% dal campo Il cambio di passo della Carpegna non arriva nemmeno nel secondo quarto, anzi. Entra Daye, e l’ex Vuelle incide subito sul match.

Venezia è affiata, i nuovi sembrano già ben integrati con i “senatori”, la difesa della Reyer sembra la Muraglia Cinese, dove l’attacco di Pesaro va sistematicamente a sbattere. Sanders è un furetto imprendibile, vola zigzagando a canestro, costringendo Tambone anche al fallo antisportivo (25-11). Il quintetto di Petrovic è in confusione totale, non riesce a costruire un tiro “pulito”, merito soprattutto dell’eccezionale sforzo difensivo degli orogranata.

De Nicolao e Daye dall’arco allargano lo strappo (30-11), Tambone infila il primo punto marchigiano dalla lunetta, ma rimangono le tenebre. Sanders continua il suo show (35-12), Pesaro rimane al palo, male nel primo quarto, malissimo nella seconda frazione (3 punti) con un solo canestro dal campo (di Pacheco, 35-14), ma poi il finale è nuovamente di marca veneziana: apre Tonut dal perimetro, chiude Cerella dalla lunetta (45-14) con il 10-0 negli ultimi 3’29”. Pesaro 1/14 dall’arco e 10 palle perse, una valutazione mostre (61-2), frutto del 25-3 della seconda frazione.

Cala l’intensità offensiva in attacco per la Reyer in apertura di terzo quarto, comprensibile dopo metà partita giocata a ritmi infernali. Tambone ritrova anche la via del canestro da 3 punti, ritorna Watt, il centro dell’Arizona infila i primi punti del suo match, poi costringe Jones all’antisportivo, con passaggio nullo dalla lunetta.

Chi non cala, anzi cresce, è Victor Sanders, immarcabile, tarantolato, senza avversari, ma presente anche in difesa. Pesaro si è ridestata in attacco, ma non poteva rimanere in letargo in eterno, scarto sempre amplissimo (67-31), nnostante i 5 falli di Daye, Reyer anche a +38 (76-38) nell'ultima frazione, doppiando ancora una volta gli avversari, che nel finale hanno trovato linfa vitale (punti e rimbalzi) con Camara. 

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