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Okereke come Weah: il Venezia torna a vincere in Serie A dopo 19 anni

A Empoli vantaggio in spaccata di Henry, nella ripresa eurogol del nigeriano, ai toscani non basta il rigore di Bajrami: finisce 2-1 per la squadra di Zanetti

EMPOLI. Il Venezia rialza la testa, passa a Empoli 2-1, scaccia i fantasmi delle ultime tre settimane e si rilancia in campionato. Decisive le reti di Henry e Okereke, e tanto di cappello al lavoro fatto da Zanetti nel ritiro di Tirrenia che ha preceduto la partita.

Zanetti, come annunciato venerdì, dà spazio alla vecchia guardia che ha trascinato la sua squadra in Serie A. Sette undicesimi sono infatti quelli, ma a sorpresa schiera Schnegg sulla sinistra della difesa, mentre Busio si assesta a centrocampo, Henry prende il comando delle operazioni in attacco e Caldara fa coppia assieme a capitan Ceccaroni davanti la porta. Una squadra che mostra subito maggiore dimestichezza nella gestione del gioco, con Aramu particolarmente ispirato, che trova il campo dopo aver scontato le due giornate. L'Empoli è praticamente quello che ha espugnato lo Stadium di Torino quindici giorni fa, con Andreazzoli che punta su Mancuso e Cutrone, supportati da Bajrami.

Il Venezia inizia con il piede giusto, prende campo, gestisce il pallone e manca il gol già al 3', quando Johnsen sfiora il montante con un diagonale a rientrare dalla sinistra. Nel ritiro di Tirrenia Zanetti ha parlato chiaro ai suoi giocatori, vuole infatti filtro a centrocampo e costruzione del gioco dalla difesa ma, soprattutto, una squadra che si aiuti. La risposta sul campo arriva, e al 13' una splendida azione dettata da Busio, con palla accarezzata da Aramu, porta all'anticipo magistrale di Henry. Vantaggio meritato, primo gol in stagione dopo 193' e Venezia che finalmente si sblocca.

E' un buon Venezia quello che si mostra al Castellani, eccetto per Schnegg. Non si vuole sparare sulla croce rossa, ma Bajrami lo asfalta in ogni azione, e l'austriaco di dimostra l'anello debole nello scacchiere arancioneroverde. Zanetti perde poco dopo Aramu per un problema alla coscia sinistra (dentro Heymans), e anche Lezzerini non se la passa bene, indossando una fascia elastica alla coscia destra. I toscani cercano di reagire allo svantaggio, producono cross e calci d'angolo, ma la porta la vedono poco, mentre crescono Mazzocchi, Fiordilino e Ceccaroni. Al 32' Johnsen si divora in contropiede il raddoppio, con l'ex Vicario che si immola per chiudergli la porta. Tre occasioni identiche e tre errori clamorosi nelle prime tre di campionato: che il Venezia faccia registrare i piedi al norvegese. In Serie A se sbagli paghi, la B è un'altra cosa.

Zanetti è costretto a ripartire con Maenpaa per Lezzerini, mentre getta nella mischia l'esperto Molinaro per togliersi il problema Schnegg sulla sinistra. Il gioco è spezzettato, molti i falli e sale il conto dei cartellini gialli. Empoli nervoso, passato al 4-4-2 con l'ingresso di Tonelli per Ismajli, e Venezia in attesa, pronto ad agire in contropiede, lasciando l'iniziativa agli avversari, e che eccelle in fase difensiva. La fortuna però manca, ed ecco che al 9' va fuori per infortunio (spalla) anche Fiordilino, ed entra Crnigoj. Poi tocca a Vacca, out per crampi, rilevato da Okereke. Andreazzoli rende invece più offensivo l'Empoli con l'ex Stulac e Pinamonti.

 Quello che fa Okereke (23'), entrato da 1'. Si fa 60 metri, impegna quattro avversari, sterza e infila Vicario dal limite. Un 2-0 semplicemente pazzesco, con il nigeriano arrivato dal Bruges che ha un impatto devastante sulla partita. L'Empoli ci prova a rientrare, ma riesce solo ad accorciare al 44' su rigore. Maenpaa, in ritardo, stende Henderson e poi trasforma Bajrami dal dischetto. Finale di passione, ma il Venezia regge e conquista con merito i primi tre punti in campionato. 

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