I Cipressa volano in direzione Tokyo «Erica? Per me grande orgoglio»

MESTRE

L'Olimpiade di Tokyo si avvicina, e gli schermidori saranno tra i primi a sfidarsi per le medaglie. Domani partirà da Roma il primo gruppo con gli sciabolatori, poi toccherà agli atleti della spada e del fioretto. Occhi puntati ovviamente su Andrea Cipressa, Ct veneziano del fioretto, che sarà in Giappone con la figlia Erica, impegnata nella prova a squadre. «Ci siamo allenati tantissimo nell'ultimo anno, e non aver potuto confrontarsi a livello internazionale è un gap che ci penalizza, ma è vero che vale un po’ per tutti, anche se Russia, Francia o Giappone hanno creato circuiti nazionali alternativi. Ci siamo preparati al meglio, provando a proporre simulazioni di gara nei collegiali, e vedo tutti in forma, lo dico con sincerità. Ero un po’ più preoccupato qualche mese fa, ma hanno recuperato. Qualcuno è già in clima olimpico, stanno tirando bene, anche se aumenta la tensione avvicinandosi la gara. Partiamo con l'obiettivo di vincere, e con la consapevolezza che si può anche perdere. Certo, manca una fuoriclasse unica al mondo come Valentina Vezzali, ma ho tanti atleti di livello assoluto. Con orgoglio dico: possiamo vincere quattro ori tra individuale e squadre, senza presunzione». In una scherma ormai globalizzata, tanti Paesi emergenti possono mettere i bastoni tra le ruote al fioretto italiano, e Cipressa osserva: «Ormai i maestri migliori girano il mondo, Youtube aiuta con le lezioni web, sono saliti i livelli di tutti gli atleti grazie ai grandi tecnici che ci sono. Ai miei tempi incontrare gli Usa era una passeggiata, ora vincono ori e sono una potenza. A Tokyo arriveremo senza infortuni. Arianna Errigo? In questo momento si sta concentrando sul fioretto che l’ha resa grande, accantonando la sciabola, consapevole che questa Olimpiade per lei è particolare, e dopo aver perso a Londra per una stoccata. Inaspettato invece l'addio di Elisa Di Francisca. Magari ritornerà, ma la scelta di fare la mamma è rispettabilissima. Dopo aver fatto olimpiadi da atleta, dirigente e commissario tecnico, questa per me sarà anche una edizione da 'padre'. Sono molto orgoglioso che Erica si sia meritata la convocazione, e da anni come Ct vivo questa situazione senza aver mai avuto problemi. La parentela la gestiamo bene. Spero che riesca a vivere appieno questo momento di gioia e con qualche soddisfazione». —


Simone Bianchi

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