Clodiense beffata, gol del pari annullato all’ultimo minuto

CALDIERO TERME

Il campionato della Clodiense riparte dalla sconfitta in rimonta subita al termine di una gara dai due volti nella quale i granata hanno giocato un’ottima prima frazione per poi accusare un inevitabile calo alla distanza dovuto al lungo periodo di inattività.


E pensare che, pronti via, il tempo sembra non essersi mai fermato: subito al 4' infatti lancio di Gioè per Nappello che prende posizione e sfonda la traversa con un bolide terra aria, il pallone resta in area e per Ndreca è un gioco da ragazzi appoggiare a porta vuota. La reazione del Caldiero è immediata: il fortissimo vento contrario gioca a sfavore dei lagunari, che infatti al 10' subiscono l'1-1 con l'eurogol di Manarin, che va a togliere le ragnatele dall'incrocio con un sinistro pregevole. Al 17' break di Nappello, che ridesta i suoi con una volée proibitiva abbondantemente fuori bersaglio. Veementi le proteste alla mezz'ora, quando l'arbitro non interrompe l'azione offensiva del Caldiero nonostante il fuorigioco di Zerbato segnalato dal guardalinee: sugli sviluppi del corner, Baschirotto svetta imperioso e piega le mani di Amatori ribaltando il parziale.

Nella ripresa i ritmi calano vistosamente, il Chioggia non riesce a sfruttare il vento ora a favore e, dopo lo scoccare dell'ora, Andreucci tenta di dare la scossa passando a uno schieramento ultra-offensivo con gli ingressi di Stalla, dell'ultimo arrivato Pozzebon e a seguire di Madiotto.

Poco prima della mezz'ora Erman - tra i migliori dei suoi - prova a pescare il jolly con un tiro da distanza siderale su cui Aldegheri compie un intervento spettacolare per i fotografi. Con il passare dei minuti il mese di stop si fa sempre più sentire tra i veneziani, che soffrono la freschezza di Peli e le giocate di Manarin, protagonista al 39' di un tiro che fa la barba al palo.

L'assedio finale chioggiotto è raffazzonato e produce una sequela di calci d'angolo: da uno di questi, proprio all'ultimo giro di lancette, Gioè trova il gol del pareggio ma a gioco fermo, perché il pallone entra in porta mentre l’arbitro fischia una carica sul portiere: gli animi si scaldano e ne nasce un parapiglia che costa il rosso a Baschirotto e Pastorelli. —

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