Lampo di Mazzocchi il Venezia ci crede ma l’Empoli fa l’1-1

Gli arancioneroverdi riescono nell’impresa di mettere sotto scacco la capolista Il pareggio di Haas favorito da un errore di Pomini, poi il portierone si riscatta

EMPOLI

Il Venezia strappa un altro punto alla capolista, ed esce imbattuto dalla tana dell’Empoli (1-1). Una partita di grande sacrificio, quella degli uomini di Paolo Zanetti, gli unici capaci di sconfiggere in stagione i toscani dell’ex Dionisi. Se la sfida di andata era stata dominata, pur con in mezzo la sospensione per nebbia e la ripresa il giorno successivo, stavolta il Venezia ha lasciato sfogare gli avversari, limitando i danni con una estrema accortezza difensiva, e riuscendo ad allungare la propria serie positiva.


SCHIERAMENTI

Zanetti deve fare a meno di Maleh, squalificato, e allora l’unica novità rispetto al successo interno contro l’Entella è la prima da titolare di Dezi in mezzo al campo. Per contro Dionisi lascia in panchina gli ex Stulaz e Moreo, con le chiavi del gioco affidate a Damiani, mentre dietro le punte giostra Bajrami. Se la si guarda solamente sotto l’aspetto del possesso palla, il primo tempo sorride a Dionisi, ma è l’unico aspetto. L’Empoli infatti non inquadra mai la porta. Frutto del sapiente lavoro della difesa lagunare, che non concede un centimetro a La Mantia e soprattutto al bomber Mancuso. Così i toscani ci provano da lontano, con palloni spediti in curva senza impensierire Pomini. Arriva, però, la prodezza di Mazzocchi, un fulmine a ciel sereno.

LAMPO accecante

È quello di Mazzocchi. L’esterno destro, in una delle rare discese sulla fascia viste nella prima frazione, si beve due difensori e conclude da pochi metri con una sorta di tiro-cross che beffa Brignoli. Siamo al 26’e il Venezia è in vantaggio. Cinismo che passione, verrebbe da dire, ma non si può evitare di sottolineare l’inutile ammonizione del difensore che non si è tolto solo la maglia da gioco, ma pure quella della “salute”, per esibire poi la coreografia di tatuaggi sul corpo, indicandone uno in particolare, per salutare un amico che non c’è più.

GESTIONE

Il Venezia resta in copertura, ma con personalità, e davanti un lavoro prezioso lo fa Forte, al solito, che permette ai compagni di respirare, sacrificandosi nel far salire la squadra e spezzare le trame empolesi. Pomini chiude i primi 45’ senza sporcarsi i guanti, segno di come la battaglia tattica sia vinta fino a questo punto da Zanetti. Un grande primo tempo per gli arancioneroverdi che hanno dimostrato di meritare le posizione in classifica.

CAMBI

Nella ripresa Dionisi inserisce Casale (altro ex di turno) e Crociata, e al 7’Pomini di piede salva su Mancuso la prima vera occasione da gol dei padroni di casa. Con il passare dei minuti le squadre si allungano e aumenta la fisicità in campo. Zanetti getta nella mischia Di Mariano per sfruttarne la velocità. L’Empoli alza l’intensità e al 17’ chiede rigore per un sandwich di Modolo e Ceccaroni su Mancuso, e ci stava, poi Bajrami impegna ancora Pomini e il Venezia si salva. Zanetti chiede ai suoi giocatori di non farsi schiacciare e inizia la sofferenza.

PAREGGIO

I crampi fanno fuori Dezi e Mazzocchi, e dopo i cambi Haas (25’) sfrutta una incertezza di Pomini e della difesa, concretizzando l’ennesima incursione di Parisi sulla fascia sinistra. La sfida diventa una battaglia di nervi, Pomini è sotto pressione e si riscatta su La Mantia. Il Venezia difende a cinque: finisce 1-1. —

Simone Bianchi

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