Forte-Mancuso, che duello anche senza gol è uno show i difensori sempre in apnea

Fra lo Squalo e il pescatore è adrenalina pura, non segnano ma forniscono innumerevoli spazi per i compagni di squadra 

LA SFIDA

Chi ama la pesca, Leonardo Mancuso, chi alza la pinna dopo un gol, Francesco Forte. Bomber a confronto al “Castellani”, lo scorso luglio “Leo” stese il Venezia al Penzo con una doppietta, in autunno il neodottore in Giurisprudenza affondò la capolista in mezzo alla nebbia. Finisce in parità la sfida tra Empoli e Venezia (1-1), finisce senza gol la sfida tra Mancuso e Forte. Gran pressing di Forte in avvio, come Aramu e Johnsen nel tridente di Zanetti, Mancuso chiuso nella morsa di Modolo e Ceccaroni, punta avanzata con La Mantia. Uno stop sbagliato per Mancuso, uno stacco aereo per Forte, i due bomber non trovano varchi nei primi dieci minuti. Il bomber arancioneroverde ha la prima fiammata al quarto d’ora, liberato in contropiede dal “velo” di Johnsen, caparbio nella sua volata solitaria, decentrato a sinistra, tanto da costringere Nikolaou a consegnare al Venezia il primo corner. La zuccata di Forte (23’), centrale, è il primo tiro neutralizzato da uno dei due portieri.


Gran gioco, occasioni inesistenti, poi l’invenzione di Mazzocchi, un cross diventato tiro-gol con Forte a centro area in attesa del pallone. Mancuso, come La Mantia, si vede poco, solo al 42’ costringe Felicioli a perdere un pallone. Forte si scambia spesso la posizione con Aramu, mentre Johnsen ha avuto la disposizione di presidiare la fascia mancina. Gara molto tattica, difese molto accorte, pochi spazi per tutti gli attaccanti. Gesto di stizza di Forte in apertura, poi il guizzo di Mancuso, diagonale secco sull’assist aereo di La Mantia, super Pomini. In ombra per 50’, Mancuso conferma le qualità per cui si è presentato al match da capocannoniere della Serie B. Forte gioca per la squadra, attivo a svariare, è il primo a sacrificarsi quando l’Empoli inizia a impostare il gioco con i difensori. Brivido al 17’ quando Mancuso cade dentro l’area di rigore, chiuso nella morsa dei centrali arancioneroverdi Modolo e Ceccaroni. Timide proteste in campo, più veementi in panchina.

Sale di tono Mancuso, sinistro violento dai venti metri, alto sopra la traversa, sfruttando un errore in disimpegno del Venezia. Dai e dai arriva il pareggio dell’Empoli. Mancuso? No, Haas, su smanacciata non impeccabile di Pomini. Forte continua a battagliare, ma il Venezia non riesce più a ripartire, nonostante la presenza in campo di Esposito, Aramu e Di Mariano. La partita di Mancuso termina a 8’ dalla fine, dentro Olivieri, ma prima di uscire il capocannoniere della Serie B “rischia” di mandare in gol Bajrami sul quale si immola Ceccaroni. Forte ingaggia duelli in ogni parte del campo, costringe Olivieri al fallo facendo respirare il Venezia. —

Michele Contessa

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