Scotton: «Un 2021 di forte crescita Sui campi all’aperto è lo sport più sicuro»

Il nuovo presidente regionale traccia gli scenari futuri «Il padel avanza e stiamo già organizzando i tornei federali»

MESTRE

Il tennis veneto è in continua crescita, il padel sta raddoppiando in termini di campi e praticanti, e l’obbiettivo della federazione è quello di riportare anche in Veneto i tornei internazionali Atp e Itf che la pandemia ha sospeso.


Auspici che fa il neoeletto Mariano Scotton, bassanese, dal 2002 in sella al comitato regionale. Per lui vittoria schiacciante con il 97, 3 per cento delle preferenze.

Presidente, che numeri offre oggi il Veneto?

«Nell’ultimo quadriennio i tesserati sono passati da 29 a 33 mila, di cui un terzo sono gli agonisti. Organizziamo oltre 530 tornei l’anno con 42 mila iscritti nel complesso. I circoli affiliati sono 240 con 1. 100 formazioni iscritte ogni anno ai campionati a squadre di vario livello. Cresce il beach tennis, ma esplode il padel, dove solo nell’ultimo anno gli agonisti sono passati da 212 a 415 con richieste di costruzione di nuovi campi che arrivano da ovunque nel Veneto. La mia missione è quella di cercare a essere sempre più vicini ai circoli e portare le istanze a Roma con tutta la forza possibile, perché la nostra è regione compatta».

Quanto ha inciso la pandemia sul tennis veneto?

«Il 2020 non deve fare testo. Qui il virus ha inciso in maniera molto forte, ma ho scritto più volte al presidente della giunta regionale Zaia per sottolineare che il nostro è uno degli sport più sicuri per la distanza in campo tra i giocatori. Le regole imposte a livello nazionale hanno penalizzato le regioni del nord, perché al centro-sud si può giocare lo stesso all’aperto, qui per il freddo no, servono le coperture dei campi, ma non tutti possono sfruttarle se non agonisti».

Cosa vi aspettate da aprile?

«Che si possa ripartire in maniera spedita. I grandi giocatori internazionali che abbiamo in Italia, stanno facendo da traino per uno sport sicuro e di tendenza».

Qualche circolo ha chiuso?

«No, per fortuna. Ma c’è stata una grande sofferenza. I tornei minori che si sono potuti organizzare dall’estate, hanno comunque registrato migliaia di iscritti. C’è fame di sport e del tennis come sport sicuro».

In questo 2021 cosa si augura?

«Se ci permetteranno di giocare, mi aspetto una forte crescita e impatto sul settore. Da assessore allo sport di Bassano so che ormai si vive alla giornata. Vedremo il 5 marzo con la nuova verifica della situazione da parte del Governo. Nel frattempo ci siamo già attrezzati per la richiesta dei tornei e delle iscrizioni delle squadre. Facciamo tutto come se si dovesse partire normalmente».

Quali sono le province trainanti in Veneto?

«Verona con quasi 60 circoli, poi si va a macchia di leopardo. Ma abbiamo città come Vicenza, Padova, Bassano, Treviso e Venezia che hanno grandi eccellenze».

Il Covid ha cancellato i tornei internazionali che si organizzavano da noi, cosa auspicate?

«Trovare sponsor attualmente è difficile, e magari non puoi avere il pubblico. Ma son convinto che se si supererà questo momento, Sedi tradizionali di challenger Atp o di Itf femminili si rifaranno avanti. Penso solo a circoli come il Green Garden a Mestre che ha tutto per tornare ai fasti del Venice Open con Fabio Sapori, ma anche il Tc Mestre, o i circoli di Padova e Vicenza che hanno fatto grandi cose negli ultimi anni. Serve una sinergia completa».

Abbiamo però un solo giocatore veneto ad alto livello, il mestrino Matteo Viola.

«Prima della pandemia avevamo le scuole tennis piene di bambini. Il mio timore è che si faccia più quantità che qualità. Ai Comunali Vicenza abbiamo un centro tecnico per i ragazzi di maggiore interesse, poi il tennis è una cosa un po’strana, si deve sacrificare tutta la vita per emergere. Ma puntiamo a crescere nuovi campioni». —

Simone Bianchi

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