«Manca il buonsenso, i ragazzi devono ancora cambiarsi al freddo»

Dilettanti. la rabbia di pro venezia e saccafisola  

VENEZIA

Dilettanti fermi, il calcio in centro storico si aggrappa ai bambini. E viceversa. «Sembra passata una vita dalle grandi speranze di fine estate», sospira Andrea Bortolini, direttore generale del Pro Venezia. Presentazione ufficiale della prima squadra a Murano, l’inaugurazione del campo di Sant’Alvise in presenza del sindaco: «Avevamo fatto interventi importanti, ripartendo al 100% con attenzione alle nuove norme. Ma lo stop, per i “grandi” iscritti in Prima Categoria, era preventivabile: l’errore grave è stato il calendario troppo fitto stabilito dalla Lega Nazionale Dilettanti. Ora faticheremo a completare la stagione. E non abbiamo avuto contributi».


Rispetto agli altri sport, restano però i più piccoli: «Nonostante le difficoltà le iscrizioni non sono calate. Senza mai smettere con gli allenamenti». Ieri l’accusa del basket: «Noi poco attenti? Finché il protocollo ci lascia tirare in porta…», replica Bortolini, «Entrate e uscite separate, sessioni individuali da 10-12 giocatori per volta, tutti distanziati. Semmai manca il buonsenso: abbiamo gli spogliatoi sanificati, ma i ragazzi devono cambiarsi al freddo. Se non è Covid sarà polmonite. E se le partite non le fanno da noi si assembrano nei campielli».

Dall’altra parte di Venezia, è ancora più forte la risposta del Saccafisola: «Lo scorso maggio siamo stati i primi a tornare in campo», sottolinea Ermanno Rosso, presidente dal 2012. «Abbiamo ecceduto in prudenza: c’erano controlli di tutti i tipi, le forze dell’ordine. Ma appurato che era tutto ok siamo stati presi come esempio di ripartenza dal Comune». Non avendo la prima squadra, il Sacca oggi procede quasi a pieno regime: «Insieme al ds Andrea Rizzo stiamo lavorando per far ottenere i patentini Uefa C ai nostri allenatori e diventare una vera scuola calcio», spiega Rosso. «e siamo sempre attivi nel sociale: attraverso gli sponsor abbiamo impegnato circa 4mila euro di buoni spesa per i più bisognosi». Un club che va oltre lo sport: «Una volta il Sacca toglieva i bambini dalla strada, oggi rimane un punto di riferimento per la comunità». Strappando sorrisi anche durante la seconda ondata: «Vedeste come corrono i ragazzi in questo periodo…», Sacca e Pro Venezia all’unisono. «Non è facile controllarli, chiusi in casa diventano matti. Speriamo che l’anno nuovo ci riporti la normalità». —

Francesco Gottardi

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