Olimpiadi Under 20: Per Martina Favaretto la medaglia è d’argento

Sulla pedana di Buenos Aires la fiorettista noalese cede in finale a Yuka Ueda (Giappone) «È un bel risultato, presto mi prenderò la rivincita»

MESTRE. È d’argento la medaglia che Martina Favaretto si è messa al collo alle Olimpiadi giovanili di Buenos Aires. Nella notte italiana di ieri, sulle pedane argentine, la 16enne fiorettista noalese del Cs Mestre e allieva di Mauro Numa, ha raggiunto un altro importante risultato. Puntava decisamente all’oro in questa sorta di assaggio di ciò che può rappresentare una vera rassegna a cinque cerchi. Primo appuntamento della nuova stagione dopo un 2017-18 che ha avuto dell’incredibile per la giovanissima fiorettista, e che ha dimostrato la capacità di avere una continuità di risultati da atleta di altissimo livello. A Buenos Aires non era facile e lo si sapeva, soprattutto per la pressione che Martina Favaretto avrebbe avuto su di sé. Tra le avversarie emergeva soprattutto la giapponese Yuka Ueda, che già aveva battuto la noalese nei mesi scorsi in finale a Zagabria (Coppa del Mondo Under 20) e in semifinale ai Mondiali sempre Under 20 di Verona. Uno spauracchio, la classica “bestia nera” che a ogni atleta, o quasi, si presenta nel corso della propria carriera. E purtroppo anche stavolta la nipponica ha avuto la meglio. Ueda e Favaretto sono uscite dai gironi con il miglior ranking, hanno saltato il turno delle sedici nel tabellone di dirette, e proseguito la loro marcia fino a scontrarsi nuovamente in un assalto che valeva per un titolo. Martina Favaretto è arrivata eliminando nei quarti la cinese Fu per 15-11, quindi in semifinale la statunitense Tieu per 15-5. La finale contro Ueda è stato un continuo rincorrersi, dall’essere sotto 4-7 al passare in vantaggio sul 12-11. Ma poi la giapponese ha infilato quattro stoccate di fila e ha preso l’oro.

«Sono comunque contenta di questo argento, frutto del lavoro anche se c’è rammarico per l’oro mancato» ammette Martina Favaretto, «la Ueno è un’avversaria forte ma alla mia portata, la batterò presto. Sono contenta di aver iniziato con un podio la nuova stagione» . Soddisfatto anche il suo maestro Mauro Numa: «Martina ha fatto la sua gara, e la Ueno non era affatto un’avversaria di poco conto. L’importante è aver cominciato la stagione con il piede giusto. Peccato solo che queste Olimpiadi non le faccia vedere nessuno». Ora ad attendere Martina Favaretto ci sarà la prova a squadre miste con gli schermidori suddivisi per continenti. Una gara anomala ma con medaglie in palio. —


 

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