Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

«Reyer, ecco come trovo i giocatori giusti Lavoro che richiede dedizione e competenza»

Parla Mauro Sartori, team manager e responsabile dello scouting orogranata: «La nostra società ora ha più appeal»

MESTRE

Scovare sui parquet internazionali il giocatore giusto per la tua squadra, scoprire un giovane talento o fare l’inserimento in corsa che può valere uno scudetto è un lavoro che richiede dedizione, conoscenza del settore e tantissima pazienza. L’uomo che per la prima squadra maschile della Reyer fa tutto questo è il team manger Mauro Sartori. Negli ultimi cinque anni, cioè da quando ha iniziato a dedicarsi anche a questo incarico nello scouting, sono oltre mille i giocatori che ha visi ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

MESTRE

Scovare sui parquet internazionali il giocatore giusto per la tua squadra, scoprire un giovane talento o fare l’inserimento in corsa che può valere uno scudetto è un lavoro che richiede dedizione, conoscenza del settore e tantissima pazienza. L’uomo che per la prima squadra maschile della Reyer fa tutto questo è il team manger Mauro Sartori. Negli ultimi cinque anni, cioè da quando ha iniziato a dedicarsi anche a questo incarico nello scouting, sono oltre mille i giocatori che ha visionato, catalogato, scoperto dettagli preziosi e relazionato poi a dirigenza e staff tecnico orogranata.

Un lavoro complesso, specie quando si torna in sede dopo una trasferta passata a vedere decine di partite, centinaia di giocatori e stelle del futuro. Dietro i successi della Reyer degli ultimi due anni, in Italia e in Europa, c’è anche il suo occhio clinico per un ruolo sempre più importante in ogni disciplina sportiva di squadra. «L’importanza è infatti notevole per uno scouting fatto bene», ammette Mauro Sartori, «ti permette di avere un occhio su tutto quello che offre il mercato e non solo. Studi i giocatori anche per un giorno intero, gli stessi che magari un agente poi ti potrebbe offrire. Normalmente gli agenti ti mandano liste di nomi a fine campionato o nel corso della stagione, e di quegli atleti magari non sai nulla. Il vantaggio dello scouting è quello di vedere molti di quei giocatori nelle varie sedi in cui si mettono in mostra durante l’anno, anticipando un lavoro di ricerca e acquisizione dati tecnici e umani che può farti poi risparmiare tanto tempo al momento della scelta».

Spesso è importante anche sapere l’età in rapporto alle potenzialità di crescita di un giocatore. Ma sicuramente lo scouting è molto più prezioso di una semplice analisi al video. «Se un giocatore ti interessa cominci a indagare tra chi lo ha allenato, chi ci ha giocato contro e cosa pensano altri addetti ai lavori o chi lo ha già visto alla Summer League», sottolinea il dirigente orogranata, «fai tutto sempre per essere pronto in caso di emergenza. Gli agenti fanno il loro lavoro, sanno che un tuo giocatore si è fatto male, ti mandano nuove proposte, ma non puoi fare le cose a caso. Se hai una testa matta in squadra, che riesci a gestire, e non è il nostro caso ora, non puoi prenderne un’altra, altrimenti faresti magari esplodere lo spogliatoio. Così facciamo l’identikit del giocatore che potrebbe servirci subito o in futuro, ma lavorando anche sulla componente umana dello stesso, non solo su quella tecnica».

Tra i tanti giocatori individuati da Mauro Sartori, due sono quelli che ricorda con particolare soddisfazione.

«Beh, su tutti Julyan Stone a Las Vegas, poi anche il buon Lorenzo Brown. Su Stone avevamo poco materiale a video, e quando poi lo abbiamo visto in campo al primo torneo di Jesolo, dove ha dimostrato di essere un giocatore totale, è stata una grandissima soddisfazione. Prendo questo incarico in modo molto passionale e con il cuore, cerco di vedere tutto quello che posso e annotare ogni dettaglio. A volte i roster alle Summer League non sono aggiornati e i nomi non corrispondono ai numeri. Allora devi risalire ai giocatori in un secondo momento. Guardi l’aspetto espressamente tecnico e comportamentale in campo, le reazioni con arbitri, allenatori e compagni. Poi lavori sulla parte umana a casa. Con lo scudetto e l'Eurocup in bacheca ora abbiamo più appeal. Non tutti sanno, sia agenti che giocatori più giovani, cosa sia e dove sia la Reyer. Ma quando scoprono il nostro vivaio di 4.500 ragazzi, le 20 società nel Progetto Reyer e le due prime squadre ai vertici, allora cambia parecchio». —