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Mazzola ha voglia di migliorarsi «Reyer, sarò una sorpresa»

La nuova ala-centro, proveniente da Torino, ha parole al miele per la società «De Raffaele è un maestro di pallacanestro che premia sempre chi s’impegna»

MESTRE

Trent’anni, le ultime due stagioni alla Fiat Torino, e ora l’arrivo in maglia orogranata con un carico di entusiasmo senza eguali. Una nuova avventura che per l’ala centro Valerio Mazzola è carico di significati. «L’entusiasmo c’è, perché le nuove avventure creano sempre stimoli interessanti, un input a fare sempre meglio e dare di più. Se poi ti unisci agli obiettivi elevati e ambiziosi di una società come la Reyer, allora credo che non ci sia cosa più bella». Mazzola lo scorso anno ...

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MESTRE

Trent’anni, le ultime due stagioni alla Fiat Torino, e ora l’arrivo in maglia orogranata con un carico di entusiasmo senza eguali. Una nuova avventura che per l’ala centro Valerio Mazzola è carico di significati. «L’entusiasmo c’è, perché le nuove avventure creano sempre stimoli interessanti, un input a fare sempre meglio e dare di più. Se poi ti unisci agli obiettivi elevati e ambiziosi di una società come la Reyer, allora credo che non ci sia cosa più bella». Mazzola lo scorso anno ha giocato 29 incontri di campionato con la maglia di Torino, e ha vinto pure la Coppa Italia. Alla corte di Walter De Raffaele ci è arrivato per dare un valido contributo alla causa. Ironia della sorte, la prima sfida di campionato per l’Umana sarà proprio contro la Fiat Torino al Palasport Taliercio il 7 ottobre. «A Torino ho vissuto due anni importanti e interessanti», prosegue Mazzola, «devo molto a quel club, ma di sicuro non avrò modo di smaltire l’emozione con la prima gara interna alla Reyer, poiché mi ritroverò subito questo mio derby personale. Sarà quella una settimana all’insegna delle emozioni, stressante, bella ma di sicuro un mix di sensazioni speciali».

La squadra di De Raffaele continua a puntare in alto, vogliosa di rifarsi nella lotta scudetto dopo l’uscita in semifinale contro Trento della passata stagione. «La nostra è una Serie A che continua a livellarsi verso l’alto, è impossibile fare previsioni, e tante società puntano allo scudetto», aggiunge, «sarà un anno difficile, tosto e con le prime otto tra le quali il gap sarà davvero limitato. Il classico campionato bellissimo. Il Taliercio? Innanzi tutto ci dobbiamo conoscere, e mi riferisco al rapporto tra me e i tifosi, ma loro avranno modo di vedere come sono fatto. Dall’esterno, quando ho giocato a Mestre, ho sempre visto un grande clima di festa a favore della Reyer, cosa che mi fa supporre che potrò trovare la giusta chimica con la tifoseria orogranata. Alla squadra cercherò di dare il mio contributo, a partire da una grande voglia di lavorare e una predisposizione seria e professionale a quello che devo fare durante gli allenamenti, mettendoci poi fisicità e gioco di squadra quali chiave vincenti del nostro basket. Preferisco fare due tiri in meno e due assist in più per far girare meglio il gruppo in campo». Quindi Mazzola guarda a Stone e De Raffaele. «Beh, l’intento di ogni mercato è sempre quello di potenziare la squadra. Stone è un play di due metri, che difende bene e che vorrebbe tutta Europa. Un giocatore importantissimo, e dovemmo sfruttarlo nel migliore dei modi. Confermarsi a livelli altissimi è difficile, la Reyer negli ultimi due anni, con scudetto e coppa europea, ha già fatto molto. De Raffaele me lo aspetto come un altro insegnante di pallacanestro e che mi porti nel suo modo di vedere questo sport. Ogni allenatore ha qualcosa da darti e ho voglia di recepire tanto da lui, e aumentare il mio bagaglio tecnico e tattico. Ho visto che è molto meritocratico. Se un giocatore si impegna in allenamento è giusto che trovi spazio in partita, e la meritocrazia è fondamentale per lo spogliatoio. Ho grande rispetto di tutti, mi metterò a disposizione per dare il mio contributo in un gruppo già rodato. Credo che l’opportunità di essere parte di un club importante come questo sia arrivata come risultato del lavoro quotidiano e della dedizione che ho messo ogni giorno. Ho voglia di portare il mio entusiasmo». —

Simone Bianchi

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