Gambarare di Mira, alla ricerca dell’antico splendore

Le linee tracciate dal compianto Savino Scantamburlo ispirano il lavoro di Ditadi e il suo gruppo. Al centro, la Riviera

MIRA. Un GambarareMira che vuole ancora crescere. Nel ricordo e secondo gli insegnamenti che ha lasciato Savino Scantamburlo, presidente del sodalizio rivierasco scomparso nel settembre del 2013 che resse la società per quasi un ventennio.

«Quella che ci ha trasmesso Savino è l’idea di praticare un calcio vero, onesto» dice Andrea Ditadi attuale guida del Gambarare, per anni vice di Scantamburlo. «Seguiamo la tradizione, vogliamo far crescere il nostro settore giovanile dai cuccioli sino ai grandi, nelle varie sfaccettature del calcio. I piccoli sono l’anima della società, quelli per cui noi dobbiamo dare di più. Anche perché il settore giovanile del vecchio Mira è di assoluta importanza. Probabilmente i giovani calciatori di oggi non possono ricordarsi di quel grande club biancoverde in cui noi siamo cresciuti. Mira ha sfruttato il suo bacino molto grande, la sua posizione centrale, per diventare in passato uno dei più importanti settori giovanili del Veneto, con Montebelluna. Adesso, da quando l’ultimo Mira Calcio è fallito, abbiamo deciso di crescere a Mira per i ragazzi del territorio e le loro famiglie che vogliono uno sport di alto livello con tecnici qualificati. Non dimentichiamo da dove siamo partiti, le strutture e il nostro piccolo terreno di gioco di Gambarare».

«Vorremmo investire anche per migliorare l’impianto, per offrire spazi più funzionali, più idonei alla pratica sportiva. In questo momento - aggiunge Ditadi - delle nostre dieci formazioni giovanili, per un totale di 180/200 ragazzi, solo gli esordienti a 11 giocano il campionato a Gambarare. Poi li si tengono solo allenamenti. Tutto il resto della nostra attività è stato spostato negli impianti di Via Valmarana, una struttura che avrebbe urgente bisogno di investimenti perché ormai comincia a sentire il peso degli anni».

Spostare tutto a Mira era quello che anche Scantamburlo avrebbe voluto? «Lui, da sempre legato al grande Mira, aveva nel cuore l’idea di riportare il grande calcio in Riviera. Noi, un passo per volta, ci proviamo». Magari anche con il progetto educativo lanciato con le altre società calcistiche del Comune di Mira che dovrebbe prevedere attività formative congiunte per i giovani. «Intanto l’attività offre» ricorda in conclusione Ditadi, «anche un torneo decennale di esordienti che sino al 7 giugno vedrà impegnate 16 squadre, la kermesse piccoli amici “Airone dorato” del 25 aprile, l’ospitalità per una delle finali dei pulcini provinciali e l’atteso 1 maggio quando lo stadio di Valmarana verrà intitolato a Ennio Gazzetta».

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