Zamparini: «La fusione? Che fesseria»

«Romanisti e laziali non si mettono assieme». Pentito il giorno dopo. «Neanche ai russi faranno costruire lo stadio»

MESTRE. «La fusione tra Venezia e Mestre? La più grande fesseria che abbia commesso da quando ho fatto la pazzia di entrare nel calcio». Maurizio Zamparini ha la voce tonante, come sempre, indaffarato nella costruzione del nuovo Palermo da affidare a Giuseppe Sannino. «Sono passati così tanti anni che non ricordo più che anno era. Venticinque anni fa? Addirittura. Se tornassi indietro? Non rifarei mai più quell’operazione, questo è poco ma sicuro. Non fu semplice nemmeno allora, gli ostacoli da superare furono tanti per portare in porto l’operazione».

Zamparini, Fioretti e Landri da una parte, Pagotto, Cavallari e Robazza dall’altra, l’ex patron del Mestre fu l’ultimo a cedere le armi. «Tentò fino all’ultimo di opporsi, ma non aveva più la maggioranza del Mestre». Tra la primavera e l’estate del 1987, Maurizio Zamparini non ascoltò nessuno, andando avanti come un bulldozer, senza spaventarsi davanti alla reazione delle due piazze. «Venivo dal Friuli» ricorda l’ex proprietario del Venezia, «non conoscevo assolutamente la realtà sportiva veneziana, in pochi mesi non avevo capito quanto profonda fosse la rivalità tra le tifoserie del Venezia e del Mestre. Andai avanti per la mia strada, non ascoltai nessuno. L’operazione sul piano economico e logistico aveva un senso, non lo aveva vivacchiare con due squadre in serie C/2. Non si possono però unire interisti e milanisti, laziali e romanisti. La rivalità che esisteva allora tra le due tifoserie di Venezia e Mestre era sugli stessi livelli. Quando mi pentii della fusione? Il giorno dopo».

Non sarà stato proprio così, visto che resse per 15 anni, però allora, andando contro a tutti e a tutto, Maurizio Zamparini unì le due realtà calcistiche del Comune di Venezia. «Credevo fosse un’operazione all’avanguardia, e lo era, basta vedere quante fusioni ci sono state negli anni successivi, ma lì da voi non si poteva fare. Anche se a Venezia il problema maggiore è un altro e vedo che a distanza di tanti anni la situazione è rimasta inalterata. Quale? A Venezia non è possibile fare calcio ad alto livello». Un ritornello che Zamparini ha ripetuto spesso nel corso degli anni, anche quando con Enzo Cainero stava portando avanti il progetto del nuovo stadio di Tessera. Eppure alla guida del Venezia è rimasto fino al 2002 per quindici stagioni quando decise di acquistare il Palermo da Franco Sensi spedendo Franco Dal Cin un laguna. Adesso alla guida del Venezia c’è Yuri Korablin, che vuole riportare la squadra in serie A e costruire lo stadio, come voleva Zamparini, che coronò a metà il suo sogno, ovvero solo con mla promozione.

«Se i russi riusciranno a costruire lo stadio a Tessera? Credo proprio di no» conclude Zamparini , «se non ci sono riuscito io sui terreni di mia proprietà…. Invece tra sei mesi partiranno i lavori del nuovo stadio di Palermo, qua sono sicuro che lo vedrò».

Michele Contessa

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