Calcio Venezia: esonerato Sassarini, la panchina a Favarin

Decisione clamorosa per una squadra capolista con ampio vantaggio. Ma il d.g. Cinquini spiega: «Qualcosa si era rotto, meglio intervenire subito». Il nuovo tecnico - 53 anni, toscano – ha rilanciato la Lucchese

MESTRE – Rivoluzione al Venezia: David Sassarini a casa, arriva Giancarlo Favarin. L’incolore prestazione di San Vito, che ha chiuso una serie grigia aperta con la sconfitta interna con il Mezzocorona, costa la panchina al tecnico di La Spezia, esonerato pur essendo primo in classifica con cinque punti di vantaggio sul Delta Porto Tolle. Per il Venezia, società che nell’ultimo trentennio è stata una stazione ferroviaria per allenatori di qualsiasi estrazione o provenienza, un record inedito. Diciannove partite, 44 punti all’attivo e una sola sconfitta: David Sassarini e il Venezia si salutano con queste cifre.

Il successore è Giancarlo Favarin, cinquantatre anni, toscano di Pisa, una gavetta tra i dilettanti (Montecatini, Aglianese, Fucecchio, Cecina), la promozione in C/2 con il Castelnuovo nel 1999, dove rimane tre stagioni, il salto in C/1 alla Carrarese, dove arriva il primo esonero, poi Fano, Olbia, Latina (secondo esonero alla seconda stagione), Ternana (fino a ottobre), poi il biennio d’oro alla Lucchese, portata dalla serie D alla Prima Divisione (2008-2010), terza stagione fatale con il siluramento a ottobre.

Un breve comunicato, poche righe di prammatica, emesso dal Venezia in mattinata ha salutato Sassarini, poi il direttore generale Oreste Cinquini ha spiegato la clamorosa svolta. «Una decisione maturata nelle ultime 48 ore, ma non affrettata. Era da un po’ che si era accesa la spia rossa e a me non piace fare lo struzzo, quando c’è un problema sono abituato ad affrontarlo e risolverlo, se possibile. E’ una decisione che mi è costata molto sul piano umano e professionale, ma non c’erano più le condizioni a livello di gruppo per andare avanti. I problemi sono di natura psico-fisica, ma anche tattici. La situazione negativa è davanti agli occhi di tutti. Avevamo 11 punti di vantaggio, siamo scesi a 5, un rendimento che ci ha fatto drizzare le antenne».

Sassarini è sempre stato etichettato come un uomo di Cinquini, fortemente voluto dal direttore generale. «Credo ancora nelle qualità di David, mi assumo tutte le responsabilità per la sua scelta, sono abituato a mettere la faccia, sempre. Spero, adesso, di aver preso la decisione giusta, solo e unicamente per il bene del Venezia. Mi sono naturalmente confrontato con la proprietà, come facciamo spesso, e siamo arrivati a questa conclusione. Può sembrare un paradosso mandar via l’allenatore primo in classifica con 5 punti di vantaggio, ma al sottoscritto non interessa perdere una partita, voglio vincere il campionato». Caverzan, Ianni e Pardini sono rimasti al loro posto.

Michele Contessa

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