Tc Mestre, questi favolosi 60 anni

Coppa Davis e tornei grandi firme: un circolo tra i primi in Italia

 MESTRE. Chissà se quel gruppo di pionieri del tennis mestrino si immaginava che a distanza di sessant'anni il Tc Mestre sarebbe divenuta una realtà nazionale. Oggi il prestigioso circolo mestrino si appresta a festeggiare questo importante anniversario, e lo fa da punto di riferimento nazionale al femminile, forte di otto edizioni di un torneo internazionale tra i più importanti d'Italia e con una squadra, capitanata da Gianna Doz, che sta lottando per lo scudetto. Ripensare al 1950 e alla Mestre ancora ferita del dopoguerra, alla passione per lo sport della racchetta di un manipolo di uomini guidati dal ragionier Giorgio Battaggia, poi divenuto il primo presidente, può anche far sorridere. Anni difficili, dove reperire fondi per costruire un campo da tennis era un'impresa autentica, e dove le prime partite venivano giocate in patronato, oppure andando in trasferta in treno o in bicicletta nei circoli della vicina Marca. Altri tempi, certo, ma le grandi storie di sport iniziano quasi sempre così.  Ed ecco che la sede di via Olimpia cresce un po' alla volta, tra mille sacrifici dei soci dei consigli direttivi che negli anni si succedono, aggiungendo un pezzettino alla volta, con i campi "strappati" all'urbanizzazione e incastonati in un gioiello immerso nel verde che a tutt'oggi resiste schiacciato tra palazzi, piscina e palasport. Solo nel 1970 viene però posata la prima pietra per la palazzina che deve ospitare le attività del circolo, e artefice del progetto è il presidente Gianni Oscuro. La strada è ancora in salita, e di mezzo ci si mette l'alluvione del 1973 che manda a fondo parte della club house sulla quale erano in corso gli interventi di rifinitura. Ma come l'araba fenice, anche il Tc Mestre sa risollevarsi. Arriva dalla Polonia uno dei migliori tecnici dell'epoca, Tadeuz Piotrowski, e nell'estate del 1974 il circolo ospita perfino la finale di zona europea della Coppa Davis, una sorta di quarto di finale verso l'insalatiera di argento. Da lì è una attività in crescendo. Il circolo apre le porte a tornei internazionali a vario livello, al Taliercio vengono portati Panatta, Bertolucci, McEnroe e Gunthard, si organizza il Volvo Gran Prix e cresce la scuola tennis che negli anni Ottanta e Novanta vedrà poi organizzate numerose edizioni dei campionati giovanili assoluti. I presidenti si succedono ma la filosofia non cambia fino ai trionfi dei giorni nostri. E adesso l'obiettivo è puntato sulla sinergia sorta con Green Garden, Tc Sporting e Tc Venezia, nel fare di Mestre il secondo polo tennistico italiano con un nuovo sogno: un torneo femminile da 150mila dollari e uno maschile da 100mila.
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