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Governo, Lega: “Salvini è pronto a un incarico, però lo stop al caro bollette rimane la priorità”. Draghi sul Pnrr: “Non ci sono ritardi”. Meloni ai suoi: “Ereditiamo una situazione difficile, non mi farò imporre nomi”

(ansa)

Emiliano al termine del Consiglio dei Ministri: «Il governo durerà poco, Pd lavori a una proposta per il Paese da opposizione». Prima seduta della Camera della nuova legislatura: giovedì 13 ottobre alle 10

a cura della redazione
Aggiornato alle 20 minuti di lettura

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Al centro della giornata politica ci sono le trattative sui ministri. La leader di FdI e premier in pectore, Giorgia Meloni, lavora su più tavoli. Ieri ha visto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ogni giorno si trova a contrastare le richieste della Lega e di Matteo Salvini che punta al Viminale. Meloni chiede maggiore sobrietà. Dopo il consiglio federale della Lega che si è stretto attorno al leader Salvini dandogli mandato pieno, oggi è previsto l’esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia. I punti posti sul tavolo sono sempre gli stessi, dalla flat tax al superamento della legge Fornero. Il premier uscente Mario Draghi ha ricordato che «il Pnrr va attuato e che quei fondi sono di tutti». Nel suo discorso alla cabina di regia, ha evidenziato che «il Governo ha adottato tutte le misure necessarie a favorire una efficace attuazione del Piano». Ora «spetta ovviamente al prossimo governo continuare il lavoro di attuazione, e sono certo che sarà svolto con la stessa forza ed efficacia». Sul fronte del centrosinistra, Walter Veltroni e Giuseppe Provenzano analizzano la situazione del Pd in crisi di identità. Carlo Calenda attacca Salvini: «Al Viminale non c'è mai stato: andava in giro a baciare prosciutti».  

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23.50 – Pd: intenzione Letta fine congresso a febbraio-marzo
L'obiettivo è di chiudere il congresso a febbraio marzo, con un percorso che sia costituente. In base a quanto si apprende, sono le intenzioni del segretario del Pd Enrico Letta, che domani aprirà la direzione del partito. Alla relazione di Letta seguirà il dibattito. Poi, la replica del segretario: la direzione voterà sulla relazione e sulla replica. Letta ricorderà i punti del percorso del congresso elencati nella lettera agli iscritti (chiamata, nodi, discussione e primarie) e farà un'analisi del contesto nazionale e internazionale: guerra, crisi energetica, tensioni dentro l'Unione europea. Letta ribadirà poi la necessità di una opposizione convinta e determinata. La direzione sarà la prima tappa della discussione sul percorso del congresso.

23.00 – Lega: domani Salvini e Giorgetti a confronto con militanti
Matteo Salvini inizia il "tour d'ascolto" annunciato all'indomani del risultato deludente delle elezioni politiche. Prima tappa a Saronno, dove domani sera parteciperà all'assemblea provinciale con i militanti di Varese. Sarà una assise «a porte chiuse e riservata ai soci ordinari», dedicata al momento di confronto post elettorale della Lega. Appuntamento alle 21 nella aala Aldo Moro in via Santuario. All'assemblea sono attesi anche il vice segretario leghista Giancarlo Giorgetti e il governatore della Lombardia Attilio Fontana. «Sarà un momento doveroso di confronto tra i militanti e i vertici del nostro movimento – ha spiegato il referente provinciale Stefano Gualandris – durante il quale analizzeremo i risultati elettorali, la situazione politica e ci confronteremo sulle strategie dei prossimi mesi».

22.10 – Meloni: lettera von der Leyen è passo avanti
«La lettera del presidente della Commissione europea von der Leyen ai capi di Stato e di Governo Ue è un passo in avanti per far fronte alla crisi energetica. Una sfida europea che come tale deve essere affrontata e che deve vedere gli sforzi di tutti per aiutare famiglie e imprese». Lo scrive sui social la presidente di Fdi, Giorgia Meloni.

20.30 – Pd: domani alle 10 la Direzione, diretta su Radio Immagina
Domani, in occasione della Direzione, che si terrà alle 10, Radio Immagina, la web radio del Pd, seguirà una programmazione straordinaria con la trasmissione in diretta dei lavori, che vedono all'ordine del giorno l'analisi del voto delle elezioni politiche e la discussione sull'avvio del percorso congressuale. La diretta si potrà seguire su www.immagina.eu.

(ansa)

20.10 – Veltroni: vedremo se a destra di Meloni sarà alla Trump o alla Bolsonaro. La faccia dell’opposizione sarà dura e intransigente
«Mi auguro che il senso di responsabilità porti a un primo passo verso la normalizzazione tra una destra conservatrice alla Chirac e una Sinistra riformista e progressista». Così Walter Veltroni, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. «Il primo banco di prova in questo senso sarà il Viminale: se il governo Meloni avrà Matteo Salvini come ministro dell'Interno o se invece deciderà di avere una persona competente». Sul futuro della destra Veltroni si esprime così: «Dai comportamenti di Giorgia Meloni dipenderà l'evoluzione della Destra in Italia. Si vedrà se deciderà di avere un profilo trumpiano, o alla Bolsonaro, cioè quello di una destra eversiva oppure se adotterà una fisionomia da forza conservatrice. Ma ad oggi non abbiamo nessun elemento per dirlo. Quello che è certo è che l'Italia ha di fronte a sé mesi durissimi e chiunque abbia la testa sulle spalle non ha interesse a spaccare ulteriormente il Paese». Invece, sul volto che dovrà assumere la sinistra ha le idee chiare: «Certamente mi auguro che il Pd, di fronte al governo di più Estrema Destra che il Paese abbia mai conosciuto, proponga un'opposizione dura e intransigente. La Sinistra si è proposta come governista senza aver preso i voti, ma per una forza riformista il governo è mezzo e non un fine. Governare sempre e con chiunque non fa bene. Al Pd serve ri-radicarsi nel Paese e capire se crede o meno in sé stesso».

(ansa)

20.00 – Calenda: il governo sarà conflittuale, temo non tenga la barra. La Meloni è la reincarnazione di Draghi
«Penso che sarà un governo conflittuale, dicono cose diverse. Il punto è che la situazione del caro bollette esploderà e dovremo mettere soldi in deficit, ma per farlo Meloni dovrà dire che non li metterà sulle cose che chiede Salvini. La preoccupazione è che il Governo non tenga la barra». Lo ha detto Carlo Calenda, leader di Azione, a Zapping su Radio Rai 1. «Non è strano che si parli di ministri tecnici, fanno tutti così – prosegue il leader di Azione –. Lo ha fatto M5s che addirittura ha scelto un tecnico per Palazzo Chigi, poi lo ha fatto la Lega, ora Meloni. Quando sono im campagna dicono che l'Europa deve essere ribaltata, le barche dei migranti affondate; poi quando vanno al governo sembrano la reincarnazione di Draghi». Alla domanda se sia meravigliato che Draghi stia parlando con Meloni in vista del passaggio di consegne, Calenda ha replicato: «no, questo perché Draghi è una persona istituzionali, il fatto che Meloni non gli abbia votato mai la fiducia non determina che non gli dia consigli, Draghi è persona seria».

(ansa)

19.52 – Energia: Cdm, via libera a 8 impianti per rinnovabili. Ok a compatibilità ambientale, potenza complessiva di 314 MW
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, in seguito alla complessiva valutazione e armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti, ha deliberato l'approvazione del giudizio positivo di compatibilità ambientale per otto progetti di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica e geotermica), per una potenza complessiva pari a circa 314 megawatt. Nel dettaglio, si tratta di tre progetti da realizzare in Puglia, tre in Basilicata e due in Toscana. Lo comunica una nota di Palazzo Chigi.

19.25 – Manovra: ipotesi prossima settimana Cdm per Dpb 'light'. Con spese indifferibili, documento poi integrato da nuovo governo
La prossima settimana, secondo quanto si apprende da più fonti di governo, il Consiglio dei ministri potrebbe esaminare il Draft Budgetary Plan, il documento con l'ossatura della legge di Bilancio che, secondo le scadenze europee, va inviato a Bruxelles di prassi entro metà ottobre. Si tratterebbe, nel caso, di un documento 'light' con l'indicazione delle spese indifferibili per il 2023, che successivamente potrebbe essere integrato dal nuovo governo con le scelte di politica economica da attuare in manovra.

19.21 – Meloni: pronti a metterci la faccia per risolvere i problemi degli italiani
«Siamo pronti a metterci la faccia. A dare il massimo per risolvere i problemi degli italiani in questa fase molto complessa e delicata». Lo scrive sui social la presidente di Fdi, Giorgia Meloni.

19.15 – Bonomi: non possiamo permetterci flat tax e prepensionamenti, agire su caro bollette
«I partiti legittimamente possono realizzare le promesse elettorali ma con queste poche risorse non possiamo permetterci interventi su flat tax su prepensionamenti, le risorse che abbiamo dobbiamo metterle tutte sul caro bollette, è fondamentale fare questo intervento». È il monito di Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria. «Perché il prossimo governo deve avere chiaro che bisogna salvare la produzione industriale che vuol dire centinaia di migliaia di posti di lavoro, vuol dire mettere in crisi il territorio».

19.03 – Gelmini: voto destra in Toscana contro rigassificatore Piombino pessimo segnale
«In Toscana Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia hanno votato a favore di un ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle che chiedeva la sospensione dell'iter per la realizzazione del rigassificatore di Piombino. Un pessimo segnale per le speranze di avere nei tempi necessari questa infrastruttura strategica per il Paese: o i gruppi regionali di quei partiti non rispondono ai propri referenti nazionali oppure la nuova maggioranza uscita dalle urne si appresta a stoppare sine die quell'opera. Per la quale peraltro è stato già nominato commissario, da un governo sostenuto anche da Lega e Forza Italia, il presidente della Regione Eugenio Giani ed è stato già stabilito per legge un timing di verifiche che non si possono fermare». Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, componente della segreteria nazionale di Azione.

19.00 – Bonomi: “Se Reddito di cittadinanza non è attivo contro la povertà va sospeso”
«L'impresa è territorio, tutte le risorse dobbiamo metterli per i poveri. Se il reddito di cittadinanza non è attivo contro la povertà, bisogna sospenderlo». Lo ha detto il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi a Erice (Trapani). «Senza industria non c'è lavoro – dice – Ho fiducia nella impresa italiana».

(ansa)

18.40 – Speranza: sulle mascherine decida il nuovo governo
«Le mascherine sono prorogate nelle strutture sanitarie e nelle Rsa, non ci sono ulteriori determinazioni. Chiaramente prosegue il nostro monitoraggio che sarà permanente: lo consegneremo al nuovo governo e il nuovo governo farà le valutazioni sulla base dell'andamento. Non ci sono altre indicazioni o prescrizioni di alcun tipo in questo momento». Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine del Congresso nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) a Villasimius.

18.35 – Bonomi: “Il governo abbia persone autorevoli sulla scia di Draghi”
«Il governo Draghi ha portato autorevolezza, abbiamo tenuto la barra dritta in Europa, come nelle sanzioni dando sostegno. Adesso auspichiamo un governo composto da persone autorevoli inappuntabili, che confermi la scelta atlantica e della Nato». L'ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, chiudendo i lavori della tavola rotonda "Territorio è Impresa", a Trapani, nella prima delle sue due giornate in Sicilia.

17.50 – Emiliano: “Il governo durerà poco, Pd costruisca proposta per il Paese da opposizione”
«Dobbiamo costruire una proposta per il Paese, lavorando all'opposizione, formare una proposta che potrebbe essere avanzata anche in tempi brevi perché io penso che il prossimo governo, che è un governo di destra, potrebbe durare poco». Così il governatore della Puglia ed esponente di prima linea del Pd, Michele Emiliano, incalzato dai giornalisti al termine del Cdm a cui ha preso parte per un progetto sull'eolico che riguarda la sua regione. «Quel che non non deve fare più il Pd, è andare in soccorso dei vincitori, che è quel che è accaduto: lasciarsi sfiancare per aiutare altre forze politiche che ci hanno chiamato a dare una mano», la lettura di Emiliano.

17.45 – Lega, Salvini pronto a un incarico. La priorità resta lo stop al caro bollette
Mattinata e pomeriggio di incontri e colloqui di Matteo Salvini con esponenti dell'industria, del commercio e dell'agricoltura. È quanto si fa trapelare dalla Lega. Il segretario viene descritto come «pronto a un incarico di governo». «Al centro dei confronti soprattutto il caro bollette che resta una priorità per la Lega. Se non interverrà il governo in carica, dovrà essere la prima preoccupazione dell'esecutivo di centrodestra che verrà».

17.35 – Terminato il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi
È terminata, dopo circa un'ora, la riunione del Consiglio dei ministri.

17.07 – Meloni ai suoi: non vado al Consiglio Ue, problema tempi. Potrebbe non avere ancora fiducia dal Parlamento
Difficile, molto difficile che la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, vada a Bruxelles per il Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre nelle vesti di presidente del Consiglio. Lo avrebbe spiegato lei stessa, durante la riunione dell'esecutivo del suo partito. Secondo quanto riferito da chi era presente, Meloni avrebbe ragionato sui tempi troppo stretti per arrivare a quella data già in carica. Se anche dovesse ricevere l'incarico dal Quirinale – sarebbe stato il suo ragionamento – è quasi impossibile che prima di Bruxelles, riesca a ricevere la fiducia dal Parlamento. Quindi, avrebbe concluso la leader, a cosa serve forzare mani e tempi per un Consiglio europeo in cui si rischia di non portare a casa poco, o peggio ancora, un fallimento?

17.05 – Meloni: politiche in discontinuità con Pd se incaricata
«Se il presidente della Repubblica ci conferirà il mandato, il nostro sarà un governo politico, forte e coeso, con un programma chiaro, un mandato popolare e un presidente politico. E che, come chiesto dai cittadini, porterà avanti politiche in discontinuità rispetto a quelle messe in piedi in questi anni dagli esecutivi a trazione Pd». È quanto avrebbe detto il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni durante la riunione dell'esecutivo nazionale del suo partito.

16.50 – Meloni: su Pnrr ritardi evidenti, ci verrà attribuita responsabilità non nostra
«Ereditiamo una situazione difficile: i ritardi del Pnrr sono evidenti e difficili da recuperare e siamo consapevoli che sarà una mancanza che non dipende da noi ma che a noi verrà attribuita anche da chi l'ha determinata». Così la presidente Fdi, Giorgia Meloni, secondo quanto riferiscono fonti del suo partito, nel corso dell'esecutivo nazionale. «Ci troviamo di fronte alla fase – continuano le stesse fonti riportando l'intervento di Meloni – forse più difficile della storia della Repubblica italiana: siamo nel mezzo di un conflitto, i cui contorni sembrano irrigidirsi ancora di più; restano incognite sul tema della pandemia; viviamo una crisi economica e energetica che sembra destinata a provocare un effetto domino sui prezzi delle materie prime e dei prodotti alimentari. Siamo esposti sul fronte dell'approvvigionamento energetico e in Europa e' in atto un confronto senza sconti. Siamo in contatto con il Governo uscente per favorire una transizione ordinata. Abbiamo margini di tempo stringenti ma noi siamo pronti. E abbiamo le competenze e le capacità».

16.45 – Iniziato Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi
Terminata la riunione sul Pnrr, è iniziato a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri. All'ordine del giorno, il decreto legislativo sull'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1020 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, e semplificazione e riordino del relativo sistema di vigilanza del mercato e il decreto del Presidente della Repubblica sulle «modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, concernente norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi». All'odg figurano infine «leggi regionali, varie ed eventuali».

16.30 – Cabina di regia Pnrr: intervento introduttivo del presidente Draghi
«Nella Cabina di Regia dello scorso dicembre, avevo chiesto il massimo sforzo per continuare a portare avanti il Piano. Il PNRR è un’occasione unica per il rilancio dell’Italia, per il superamento delle diseguaglianze territoriali, di genere e generazionali che gravano sul Paese. La sua piena attuazione è fondamentale per la nostra credibilità – verso i cittadini e i partner internazionali. Dobbiamo mantenere gli impegni presi e, per farlo, c’è bisogno del sostegno di tutti. 
Grazie al vostro lavoro, oggi possiamo dirci pienamente soddisfatti dei risultati raggiunti. Il PNRR ha un modo molto semplice e trasparente per valutare a che punto è la sua realizzazione: il numero di obiettivi e traguardi raggiunti alla fine di ciascun semestre. Dal raggiungimento di questi obiettivi, e da nient’altro, dipende il disborso delle risorse europee. Nel primo semestre del 2022, l’Italia ha raggiunto ancora una volta tutti gli obiettivi del PNRR, come ha accertato la Commissione Europea la scorsa settimana. L’Italia potrà ricevere altri 21 miliardi di euro, dopo i 45,9 miliardi ricevuti negli scorsi mesi. Non ci sono ritardi nell’attuazione del PNRR: se ce ne fossero, la Commissione non verserebbe i soldi.
Per quanto riguarda il secondo semestre, l’attuazione procede più velocemente dei nostri cronoprogrammi originari. Le elezioni e l’imminente cambio di governo hanno richiesto uno sforzo supplementare, per fare in modo che il nuovo esecutivo – qualunque esso sia – possa ripartire da una posizione il più avanzata possibile. Ad oggi, sono già stati conseguiti 21 dei 55 obiettivi e traguardi previsti per la fine dell’anno, e ci aspettiamo di raggiungerne 29 entro la fine del mese.
La relazione al Parlamento illustra l’attività svolta finora per l’attuazione del PNRR. La prima fase, dedicata soprattutto al disegno e all’approvazione delle riforme, si sta esaurendo. Nei prossimi mesi e anni occorre attuare queste riforme sul campo, monitorando continuamente i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi quantitativi indicati nel PNRR.
Per gli investimenti, la fase relativa alle procedure pubbliche per l’assegnazione delle risorse ai soggetti attuatori è in gran parte terminata: occorre ora fare in modo che gli investimenti vengano portati a termine nei tempi e nei modi previsti, assicurando che le risorse europee siano spese in modo trasparente e onesto.
Il Governo ha adottato tutte le misure necessarie a favorire una efficace attuazione del Piano. Sin dall’inizio abbiamo previsto forme di supporto e assistenza per gli enti attuatori, garantendo già dalla fase di progettazione degli interventi l’accesso agli strumenti messi in campo dalle società partecipate pubbliche. Per rispondere all’aumento del tasso d’inflazione, abbiamo rafforzato gli strumenti per adeguare i costi delle opere all’andamento dei prezzi. Abbiamo inoltre assicurato un incisivo sistema di monitoraggio e di controllo degli interventi anche al fine di evitare frodi e infiltrazioni criminali.
È essenziale dimostrare che le risorse siano spese correttamente e che le riforme e gli investimenti siano portati a termine come previsto. Il Piano REPowerEU, destinato ad assicurare l’autonomia energetica dalla Russia con l’inserimento di un nuovo capitolo nei PNRR nazionali, rappresenta la sfida per i prossimi mesi.
Spetta ovviamente al prossimo governo continuare il lavoro di attuazione, e sono certo che sarà svolto con la stessa forza ed efficacia. L’attività tecnica delle vostre amministrazioni può e deve proseguire con la stessa solerzia. Ricordo che, proprio per garantire la continuità nell’attuazione del PNRR, è stato deciso di creare, nella Presidenza del Consiglio e in ciascun Ministero, uffici dedicati al PNRR che saranno operativi fino al 2026».

(ansa)

16.25 – Draghi: prossimo governo attuerà Pnrr con stessa efficacia. Adottate tutte le misure per favorire l'attuazione
«Il Governo ha adottato tutte le misure necessarie a favorire una efficace attuazione del Piano». Ora «spetta ovviamente al prossimo governo continuare il lavoro di attuazione, e sono certo che sarà svolto con la stessa forza ed efficacia». Sono alcuni passaggi dell'intervento del presidente del Consiglio Mario Draghi in apertura della cabina di regia a Palazzo Chigi sul Pnrr.

16.10 – Meloni ai suoi: no nomi imposti e niente bilancino Perché io ci metto la faccia. Sarà esecutivo politico
«Se avremo l'incarico, sarà un governo politico perché eletto dal popolo e con una chiara impronta politica che è quella del centrodestra. E non verranno imposti nomi di personalità che non siano all'altezza né si procederà con il bilancino, proprio perché ci metto la faccia affinché sia un esecutivo di alto profilo». Secondo quanto si apprende, è un passaggio dell'intervento della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ai dirigenti del suo partito nella riunione di oggi, in vista del prossimo governo.

15.39 – Meloni a FdI: “Mai stata 'draghiana' e non lo sono ora”
Non sono mai stata “draghiana” e non lo sono ora. Sui giornali si parla di inciuci ma io sono molto contenta dell'interlocuzione con il governo. È uno dei passaggi del discorso del presidente di FdI Giorgia Meloni all'esecutivo nazionale del partito secondo quanto riferisce chi ha partecipato alla riunione. Il presidente di Fdi si è soffermato anche sul tema della politica estera, ribadendo la necessita' che l'Italia resti nella cornice europea portando avanti gli interessi nazionali.

15.15 – Meloni a Fdi, servono i migliori. Abbiamo peso enorme
Serve il miglior governo possibile. Si sta portando avanti una transizione ordinata, sono soddisfatta di come Fratelli d'Italia si sta comportando. Un discorso 'motivazionale', racconta chi era presente, quello svolto dalla presidente di Fdi Giorgia Meloni ai dirigenti del partito. In passato Fdi e' stata anche sottovalutata ma stiamo dimostrando di essere responsabili, il 'refrain'. Meloni ha rimarcato soprattutto, secondo quanto viene riferito, il "peso enorme" che e' sulle sue spalle e su quelle del partito perche' - questo il ragionamento che viene riferito - saranno settimane e mesi difficili, occorrera' affrontare sfide delicate. (

15.10 – Meloni: “Io ci metto faccia, momento importante, fare bene”
In questo governo io ci metto la faccia. Voglio fare bene, il momento è importante, daremo il massimo dell'impegno. Lo ha detto - a quanto riferiscono alcuni presenti -, Giorgia Meloni nel corso dell'esecutivo. 

15.00 – Meloni al partito: “Nervi saldi. Sfida decisiva arriva ora”
Serve responsabilità, occorre mantenere i nervi saldi. La sfida decisiva arriva adesso. E' il ragionamento, riferiscono fonti parlamentari, fatto dalla presidente di FdI Giorgia Meloni all'esecutivo nazionale del partito. Meloni ha rimarcato il percorso fatto dal partito ma il momento più importante arriva ora, il suo ragionamento. Meloni ha tra l'altro indicato la priorità nel caro-energia e ha sottolineato, sempre secondo quanto viene riferito, la necessita' di mantenere una linea internazionale ben salda nella cornice atlantista. 

14.49 – Prima seduta nuova legislatura giovedì 13 alle 10
All'ordine del giorno della prima seduta di Montecitorio la costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza; quindi la costituzione della Giunta delle elezioni provvisoria e proclamazione di deputati subentranti, a seguire prima votazione per l'elezione del nuovo Presidente della Camera. Recita l'articolo 4 del Regolamento della Camera: «Dopo gli adempimenti, la Camera procede alla elezione del proprio Presidente. L'elezione del Presidente ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti la Camera. Dal secondo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti».

14.35 – Schifani a Bonomi: rapporto forte con Confindustria
«Al presidente Bonomi ho parlato del nostro programma di governo con riferimento alle imprese. In particolare, della volontà, già manifestata chiaramente durante la campagna elettorale, di attrarre investimenti e capitali per la Sicilia, e poi la semplificazione burocratica, oltre a creare con Confindustria un rapporto sempre più forte e organico per trovare sinergia in quella che vuol essere la nostra svolta. Ho garantito al presidente Bonomi tempi rapidi per le autorizzazioni». Così il presidente neoeletto della Regione Siciliana Renato Schifani al termine dell’incontro privato con il presidente di Confindustria.

14.30 – FdI, concluso esecutivo nazionale
Si è conclusa, dopo due ore e mezzo, la riunione dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, con la presidente Giorgia Meloni, nella sede del partito.

14.15 – Beghin (M5S): senza Energy Recovery Fund risposta Ue debole
«La posizione del Parlamento europeo sull’aumento dei prezzi dell’energia è debole e confusa. Lo dimostra la risoluzione votata oggi frutto di un compromesso al ribasso che non possiamo sostenere. Davanti alle difficoltà di milioni di famiglie a pagare le bollette di luce e gas e davanti al rischio chiusura di migliaia di imprese che non riescono a sostenere i costi energetici, è ormai chiaro che l’unica soluzione necessaria sia quella di un Energy Recovery Fund, sul modello della risposta europea per il rilancio dell’economia dalla pandemia». Così Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, in una nota. «Consideriamo molto grave che anche il Parlamento europeo, le cui posizioni sono di norma più ambiziose di quelle del Consiglio europeo, abbia bocciato l’emendamento 34 alla risoluzione, proposto dai Verdi europei, che esplicitamente chiedeva la creazione di un fondo di solidarietà europeo sul modello del Recovery Fund».

13.50 – Fi: surreale che non siamo stati invitati a cabina di regia
«Com’è noto, Forza Italia, nell’attuale governo, non è rappresentata da alcun capo delegazione e da alcun ministro. Gli ex ministri azzurri, oggi, rappresentano la futura opposizione al nuovo Esecutivo che presto si insedierà a Palazzo Chigi, o soltanto se stessi. Pertanto, Forza Italia ritiene surreale non essere stata coinvolta alla riunione delle 15 sul Pnrr, a cui parteciperanno, oltre al premier Draghi, i ministri e i capi delegazione delle forze di maggioranza. Ricordiamo che le linee di attuazione del Pnrr riguarderanno anche - se non soprattutto - il governo politico di cui Forza Italia farà parte». Lo scrive Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia.

13.35 – Brunetta: governo Draghi lascia conti in forte miglioramento
«Il governo uscente lascia i conti pubblici in forte miglioramento e un’eredità solida per affrontare i prossimi (difficili) mesi. Lo dice oggi l’Istat, certificando che nel secondo trimestre 2022 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è calato del 3,1% (-7,6% nello stesso trimestre del 2021). Ancora migliore, poi, il dato sull'indebitamento al netto degli interessi passivi che è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del + 1,6% (-3,7% nel secondo trimestre del 2021), invertendo la tendenza degli ultimi due anni». Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, commentando la nota Istat sui conti economici trimestrali.

13.30 – In cabina di regia relazione Draghi su stato attuazione Pnrr
Si riunirà oggi pomeriggio, alle ore 15.00 a Palazzo Chigi, la Cabina di Regia sul Pnrr presieduta dal Presidente del Consiglio Draghi. Nel corso dell'incontro, secondo quanto riferisce palazzo Chigi, sarà illustrata la Relazione sullo stato di attuazione del Piano, che sarà successivamente trasmessa al Parlamento. Parteciperanno i ministri e il sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli.

13.20 – Calenda: non si aspetti fine ottobre per intervenire sulle bollette
«Sulle bollette non possiamo aspettare fine ottobre per intervenire. Non è possibile perché le imprese stanno chiudendo e le famiglie non riescono a pagare. È un disastro socioeconomico da cui non ci riprendiamo. Siamo davanti a un’emergenza da economia di guerra. Ci possiamo sedere tutti insieme per parlare di questi temi e dare un segno di responsabilità?». Lo scrive su Facebook il leader di Azione, Carlo Calenda.

12.45 – D’Alema: non ho votato M5S, contro me campagna vergognosa
«È una campagna vergognosa quella che si fa su ciò che uno avrebbe votato. È una inaccettabile violazione di uno dei principi fondanti della democrazia: la segretezza del voto. In ogni caso la notizia per cui avrei votato Movimento 5 Stelle è falsa». Lo puntualizza l’ex premier Massimo D’Alema.

12.39 – Lollobrigida (FdI): ministri tecnici? Se la situazione lo richiederà
«Se il prossimo sarà un esecutivo tecnico o politico? Un governo eletto dal popolo, che ha una salda maggioranza, è già un governo politico. Poi ci saranno ministri politici, e se la situazione lo richiederà ci sarà anche la possibilità di utilizzare competenze di altro profilo perché dobbiamo dare la miglior offerta possibile agli italiani. Se questo riguarda il particolare modo il Mef? No, c'è una verifica delle competenze necessarie» ha detto il capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida.

12.30 – Lollobrigida (FdI): “Salvini? Non mi risultano veti”
«A me non risulta che ci siano veti di alcun tipo» sul nome di Matteo Salvini al governo. Così il capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida, a margine dell'esecutivo nazionale del partito in corso a via della Scrofa. «Partire dai veti è sbagliato - aggiunge - serve partire dalle competenze, dalle responsabilità, dalle capacità delle persone che possono accompagnare nel ruolo importante all'intero di un consiglio dei ministri».

12.17 – Sbarra: apprezziamo apertura Meloni, fare presto
«E' importante che la leader di Fratelli d'Italia abbia riconosciuto il valore del dialogo sociale e il rapporto con i copri intermedi. Il paese ha bisogno di concordia, di unità, dobbiamo affrontare questa tempesta che si sta avvicinando, che significa da un lato governare l'emergenza, legata all'escalation dei prezzi energetici e all'aumento dei beni alimentari, e dall'altro bisogna costruire una visione di lungo periodo, che faccia leva sulla crescita, sul rilancio degli investimenti, sulla qualità, la stabilità del lavoro, sostenendo il cammino delle riforme». Lo afferma il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, parlando al Tgcom. Quelle della Meloni, «sono aperture e disponibilità che noi apprezziamo. Diciamo alle forze politiche di fare presto, il paese ha necessità di un governo che assicuri autorevolezza, stabilita, vera governabilità, disponibilità al dialogo con i corpi intermedi per risollevare il paese dalle emergenza sanitaria, dalla crisi energetica e per sopportare questi pesanti effetti della guerra in Ucraina».

12.05 – Governo: Fedriga, no braccio ferro ma ragionare in prospettiva
«Non vedo bracci di ferro tra Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia sul governo», dice Massimiliano Fedriga a margine di una conferenza stampa in Regione a Trieste, rispondendo alle domande dei giornalisti sul “nodo Viminale”. «Ieri - aggiunge, riferendosi al Consiglio federale del partito - ho partecipato a una riunione. Vedo voglia di fare proposte e di collaborare. E' un governo che durerà 5 anni, e deve ragionare in prospettiva, non può limitarsi alla formazione del governo stesso. La volontà e il mio auspicio è dare stabilita' al Paese». «L'ho detto - rimarca il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia - addirittura quando non si sapeva chi avrebbe vinto le elezioni. Quando si continua a cambiare il governo e i ministri si crea un problema strutturale che indebolisce il Paese e la tutela degli interessi nazionali nei contesti internazionali«.

11.56 – Pnrr: cabina di regia alle 15 con Draghi
Si terrà alle 15 la cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza per fare il punto sul Pnrr. La riunione, a Palazzo Chigi, anticiperà il Consiglio dei ministri fissato per le 16.30.

11.55 – Martusciello nuovo capodelegazione Forza Italia all’ Eurocamera
Dopo l’elezione di Antonio Tajani a Montecitorio la delegazione di Forza Italia ha scelto l’ex coordinatore regionale della Campania ed eurodeputato eletto in circoscrizione Sud, Fulvio Martusciello, come capodelegazione degli azzurri all’Eurocamera. A comunicarlo è stato Tajani stesso in un punto stampa a Strasburgo. Forza Italia punta anche a mantenere la presidenza della commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo, occupata sino ad oggi da Tajani, ed ha formalizzato al Ppe la candidatura dell’eurodeputato forzista, Salvatore de Meo, alla presidenza della commissione, che si riunirà la settimana prossima a Bruxelles per deliberare sulla scelta.

11.38 – Al via esecutivo nazionale con Meloni
È cominciata la riunione dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, nella sede del partito in via della Scrofa a Roma. Oltre alla presidente Giorgia Meloni arrivata in macchina, sono entrati a piedi tra gli altri Andrea Delmastro, Ignazio La Russa, Fabio Rampelli, Raffaele Fitto, Marcello Gemmato, Tommaso Foti e i capigruppo parlamentari Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida.

11.05 – Salvini: bloccare cartelle esattoriali e pignoramenti
«In un momento di difficoltà economica e lavorativa per milioni di italiani, bloccare le cartelle esattoriali e i pignoramenti sarebbe un atto di giustizia sociale e di buonsenso. Pace fiscale!». Così su Facebook il leader della Lega Matteo Salvini.

10.57 – Rampelli: non mi risulta un veto su Salvini a Interni
«Non mi risulta» che ci sia un veto sull’approdo di Matteo Salvini al Viminale, «comunque adesso stiamo andando a questa riunione per capire il quadro. Poi sarà Giorgia Meloni, quando riterrà, a informarvi». Lo ha detto il deputato di FdI Fabio Rampelli, rispondendo ai giornalisti prima di entrare nella sede del partito per la riunione dell’esecutivo nazionale. «Polemiche? Non so deve siano queste polemiche sinceramente, ci sono tre partiti che devono comporre un governo, è normale che discutano anzi mi pare che le cose stiano andando benissimo, perché non c’è proprio alcuna polemica», ha aggiunto Rampelli, e a chi gli domandava della lista della spesa” della Lega sui ministeri ha replicato: «Tutti hanno una lista della spesa, non credo che questo possa essere rappresentato come un problema. Hanno dato delle indicazioni su cui si discuterà. Nervosismo non c’è - ha aggiunto -, l’attenzione legittima del circuito mediatico crea molto più nervosismo di quanto ce ne sia nella realtà».

10.53 – Consiglio dei ministri convocato alle 16.30
Il Consiglio dei ministri è stato convocato nel pomeriggio, alle 16.30 a Palazzo Chigi.

10.35 – Meloni arrivata in via della Scrofa per esecutivo partito
La leader di FdI, Giorgia Meloni, è arrivata nella sede di via della Scrofa dove a breve si riunirà l'esecutivo del partito. Sta leggendo la lista dei ministri?, «No, gli sms». È la battuta con cui Meloni risponde ai giornalisti, arrivando nella sede di FdI. “Anche quelli di Salvini?”, «Si», ha risposto.

10.30 – D’Alema: Pd non intercetta voto popolare, ha bisogno del M5S
«I dirigenti del Pd hanno pensato che la fine di Draghi provocasse un’ondata popolare nel Paese, travolgesse Conte e portasse il Pd, la forza più leale a Draghi, a essere il primo partito. Io non so che rapporti abbiano i dirigenti del Pd con la società italiana. Mi domando persino dove prendano il caffè la mattina, perché il risultato ha detto esattamente l’opposto». Così, in un’intervista al Fatto Quotidiano, l’ex premier, Massimo D’Alema sulle elezioni e sul Pd. «La destra ha preso 12 milioni di voti, gli stessi del 2018, con una forte concentrazione in FdI. È un risultato sconvolgente, perché la maggioranza parlamentare poggia su un consenso espresso dal 28% dell’elettorato, in termini assoluti - sottolinea - Neanche uno su tre. Oggi la destra avrà il controllo delle istituzioni con 12 milioni di voti: sono elezioni che mostrano una profonda crisi del sistema democratico». E parlando dei rapporti con i M5s aggiunge: «Vorrei ricordare che i 5S già all’inizio della legislatura avevano scelto il Pd come partner naturale, ma ci fu il diniego dell’allora leader del Pd (Renzi, ndr). Conte ha rifondato e ricollocato i 5S e il Pd ha bisogno di lui perché non intercetta più il voto popolare», secondo D’Alema.

10.12 – Bonelli-Fratoianni: col campo largo la destra avrebbe perso: "Noi lavoriamo per unire e non dividere"
«La ricetta politica di Calenda consegnerebbe alla destra il governo del Paese e delle regioni per lunghi anni come già accaduto alle elezioni del 25 settembre». Così in una lettera inviata a La Repubblica, Angelo Bonelli, co-portavoce Europa Verde e il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, rispondono al leader di Azione che, sempre dalla pagine di Repubblica aveva spronato i dem a decidere da che parte stare sottolineando che «il campo largo non esiste». «Per noi l'obiettivo è quello di unire forze sociali e politiche per vincere la sfida dell'innovazione - sottolineano nella lettera - per dare una risposta alla crisi climatica, emergenza scomparsa dal vocabolario del leader di Azione, e al caro energia la cui soluzione si trova puntando sulle energie rinnovabili». E aggiungono: «Una battaglia comune avrebbe dovuto essere quella del prelievo integrale dei 50 miliardi di euro di extraprofitti ottenuti dalle società energetiche grazie alla speculazione sul gas - evidenziano - , da restituire alle imprese, mettere un tetto al prezzo del gas come hanno fatto spagnoli e portoghesi che oggi pagano l'energia tre volte meno di molti altri Paesi europei». Bomnelli e Fratoianni ricordano: «L'Europa sta andando verso la transizione ecologica e spiace che Azione in Europa abbia votato contro il piano "Fit for 55" insieme ai partiti di Meloni e di Salvini». Infine tornando a parlare del campo largo precisano: «Il risultato elettorale del 25 settembre dimostra che un'alleanza larga non avrebbe consegnato l'Italia alla destra: si vuole continuare in questa strada che è stata irresponsabile? Noi non siamo d'accordo e lavoriamo per unire e non per dividere».

10.09 – Calenda, “Totoministri? Non me ne frega nulla Salvini non meriterebbe di tornare al Viminale:: andava in giro a baciare prosicutti”
«Del totoministri non può fregarmene di meno. Ora tocca al centrodestra trovare le persone che quel lavoro lo sanno fare. Noi faremo una opposizione costruttiva». Lo afferma Carlo Calenda di Azione a Radio Capital. "Salvini è già stato nominato al Viminale ma non c'è mai andato: andava in giro invece a baciare prosciutti. Nella vita normale non meriterebbe di tornarci, ma merito e politica non hanno nulla a che fare tra loro", conclude. 

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