Mogliano, il sindaco Bortolato fuori dalla Lega: «Scelta irrevocabile»

Davide Bortolato, sindaco di Mogliano, fuoriuscito dalla Lega

I vertici del Carroccio pronti a ricucire: riparliamone. Ma i fuoriusciti: troppo tardi. Solidarietà da Baseggio, Marcon frena

MOGLIANO. Dopo lo strappo del sindaco di Mogliano, Davide Bortolato, nei confronti della Lega, ieri è stata una giornata dominata da un solo imperativo categorico all’interno del Carroccio: smorzare le polemiche, placare le divisioni, ricucire. Una speranza che però, al momento, sembra impossibile: «Si tratta di una decisione irrevocabile» fanno sapere da Mogliano.

Per alcune ore, nella giornata di ieri, si era parlato anche di un presunto “congelamento” della sua clamorosa fuoriuscita. Ma niente. I diretti interessati smentiscono, anche se, in politica, la parola “impossibile” sembra davvero non esistere. Sembrava infatti impossibile, ed è effettivamente del tutto inedito, che un sindaco della Lega restituisse la propria tessera al partito a metà del suo mandato. L’altro ieri, è accaduto anche di più: non solo il sindaco ha scelto di abbandonare il Carroccio, ma lo hanno seguito anche due assessori su tre (Martina Cocito ed Enrico Maria Pavan, che solo nel marzo scorso era pure stato nominato Coordinatore Giovani Amministratori della Lega) più cinque consiglieri comunali su sei. Lo “scisma Bortolato” si consuma in vista di una convulsa fase congressuale ma rappresenta soprattutto un atto d’accusa contro il responsabile provinciale della Lega Gianangelo Bof, l’onnipresente Giuseppe Canova e il resto dell’establishment del partito di Salvini, Zaia escluso. «Continuiamo a sostenere il Governatore Luca Zaia e i tanti amministratori capaci della Lega» scrive Bortolato, nella sua nota ufficiale, quasi a rimarcare una distanza tra il “partito di Zaia e degli amministratori” con quello di Salvini. Di sicuro ci sono amministratori di area che comprendono, alcuni lo dicono a microfoni spenti, le ragioni del sindaco moglianese: «Ho la tessera della Lega da due anni, come sostenitore» spiega Baseggio, sindaco di Ponzano «e rimango comunque espressione della lista civica che ho fondato. Sul fatto che un sindaco debba poter fare affidamento sul lavoro di supporto della segreteria politica sono assolutamente d’accordo. Non dico che debba essere fatta a immagine e somiglianza di chi governa, ma almeno composta da soggetti che condividano i percorsi amministrativi».

Un supporto alla linea Bof arriva invece dal sindaco di Castelfranco e presidente della provincia Stefano Marcon: «Se sono stato eletto sindaco devo ringraziare la Lega», commenta, sottolineandone il decisivo peso elettorale, «non conosco il caso specifico e non entro nel merito, ma evidentemente c’è stato un cortocircuito e se si vuole si può mediare sempre».

Per quanto generato da vicende endemiche (la faida interna dei leghisti “doc” contro la compagine di governo) il caso Mogliano rischia di avere pesanti ripercussioni in vista delle prossime tappe politiche della Lega trevigiana, che ormai viaggia sempre più a due velocità: da una parte il K3 con i suoi equilibri, dall’altra gli amministratori, spesso pescati fuori dalle più rigide militanze storiche. La posizione meno invidiabile in questo scenario è quella di Marco Donadel, consigliere della Lega a Roncade, assessore a Mogliano e da sempre vicino a Toni da Re: «Io la tessera di militante della Lega ce l’ho da più di 15 anni e non la strappo di certo» commenta. Come farà a rimanere in una giunta che ha disconosciuto il suo partito? «Stiamo lavorando bene, non ho ragione di rimettere le deleghe».Matteo Marcon

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