Il rosso della passione e i versi di Alda Merini: così Biennale Teatro abbraccia l’imprevisto

I direttori Ricci e Forte raccontano l’edizione post pandemia:  130 artisti in arrivo da tutto il mondo per 42 appuntamenti

VENEZIA. Il rosso delle fiamme, delle viscere, del movimento; sicuramente anche della passione che anima i due direttori del 50. Festival internazionale del Teatro della Biennale - dal 24 giugno al 3 luglio - Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte), però in tedesco, “Rot”, che suona quasi come un graffio, un imperativo, ad esserci e ad agire.

In laguna per le prove di quella che si annuncia come una Biennale Teatro ricchissima, risarcitoria degli anni pandemici e con lo sguardo dritto nel futuro, i due registi raccontano la genesi di una rassegna che, figlia di un’epoca di contraddizioni, vuole «abbracciare l’imprevisto».

«Dopo il blu meditativo dell’anno scorso, abbiamo scelto il rosso» spiegano i due direttori a pochi giorni dal debutto, insieme al presidente della Biennale, Roberto Cicutto «anzi il “rot”, più volitivo, come libertà di esserci e di esistere».

Oltre 130 gli artisti in arrivo da tutto il mondo per 42 appuntamenti (alcuni già sold out) distribuiti nei dieci giorni di rassegna concentrata negli spazi dell’Arsenale con due performance nei campi – Santo Stefano e Sant’Agnese - protagonisti i vincitori di Biennale College.

Sarà Christiane Jatahy, Leone d’oro alla carriera, ad aprire il festival con lo spettacolo “The Lingering Now (O Agora que Demora)”, storia d’immigrazione narrata attraverso gli occhi di chi è dovuto emigrare, in prima nazionale venerdì 24 giugno al Teatro alle Tese. Il Leone d’argento Samira Elagoz, filmmaker e performer di origini egiziane e finlandesi, debutterà per la prima volta alla Biennale Teatro il 30 giugno con “Seek Bromance”, saga di quasi quattro ore, un trans romance collocato alla fine del mondo tra realtà instagrammabile e distopia fantascientifica girato durante i mesi del lockdown.

Tra le molte novità care ai due registi anche “Late Hour Scratching Poetry”, reading dai testi di Alda Merini, tutte le sere dopo gli spettacoli, aperti a tutti, con Asia Argento (impegnata ieri nelle prove), Sonia Bergamasco, e Galatea Ranzi insieme alle otto attrici under 35 selezionate con l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

«Alda Merini è assolutamente moderna per come ha attraversato la sua esistenza» spiegano ancora i due direttori «sarà un appuntamento rinnovato ogni giorno al calar della sera, per ascoltare, scendere a patti con lo sguardo, congelare la visione oggettiva e, dietro le palpebre, lasciarsi andare ai bagliori della sua poesia».

E ancora, nei dieci giorni di festival, la regista lettone, naturalizzata americana, Yana Ross, per la prima volta in Italia, con un titolo cult dello scrittore americano David Foster Wallace, “Brief Interviews with Hideous Men”; Big Art Group, la compagnia newyorkese di nuovo in Italia dopo 12 anni con la prima europea di “Broke House”; per la prima volta alla Biennale Teatro arrivano la burattinaia e regista russa, residente a Bruxelles, Natacha Belova e l’attrice cilena Tita Iacobelli, autrici di un teatro di figura; e la personale dedicata all’esponente di punta del teatro militante contemporaneo, Milo Rau. Già scelto il colore dell’anno prossimo: il verde.

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