Nanni Moretti e l’incubo Caimano al Colle: “Personaggio squalificato e indecoroso”

Il regista simbolo della sinistra polemico su Instagram: «Il Cavaliere non può diventare capo dello Stato»

Con i tempi di Alexandre Dumas, esattamente vent’anni dopo la grande piazza dei Girotondi a Roma, Nanni Moretti riaffaccia il suo sguardo sarcastico sulla mischia politica e lo fa con un post su Instagram: «”Berlusconi è troppo divisivo”, dicono in molti. No, la cosa è più semplice: un personaggio così squalificato e indecoroso non può diventare presidente della Repubblica».

In diciassette parole Nanni Moretti riassume ed esaurisce la sua invettiva contro un personaggio, Silvio Berlusconi, che non ha mai amato. Un disprezzo culturale, politico e umano che Moretti ha coltivato con una coerenza diversa da chiunque altro. Da quasi 30 anni il regista romano è una delle icone dell’anti-berlusconismo – e non solo in Italia – per una ragione peculiarissima: nessun altro intellettuale italiano impegnato contro il Cavaliere, ha dispiegato un armamentario tanto vario. Moretti ha fatto film su Berlusconi, ma ha condotto anche una battaglia politica in prima linea, col movimento dei Girotondi, tra il 2001 e il 2002.

La piccola sorpresa della sortita di queste ore su Instagram semmai è un’altra: la tempistica dell’uscita di Nanni Moretti, che nel passato aveva sempre avuto un sesto senso nel cogliere in anticipo gli umori e aveva preceduto tutti nella denuncia. Con gli amici, ma solo con loro, Nanni si è sempre riconosciuto «un intuito isterico» nel carpire il mutar del vento. E infatti nel 1994, con un Berlusconi politicamente ancora in “culla”, Moretti coordina e produce “L'unico paese al mondo ”, un film poi dimenticato ma anticipatore: in nove episodi racconta con toni pessimistici il futuro dell’Italia.

Lo stesso intuito isterico, per dirla con Moretti, ha ispirato il regista nel suo impegno politico. Il 2 febbraio 2002, in piazza Navona, durante una manifestazione organizzata dall’Ulivo, Moretti si prende la parola anche se non è previsto un suo intervento. Dice Moretti: «Anche questa serata è stata inutile. Con questi dirigenti non vinceremo mai». Tempismo perfetto: da quel momento si accende quasi spontaneo il movimento dei Girotondi, che culminerà in una manifestazione in piazza San Giovanni a Roma. E’ il 14 settembre 2002 e nel suo comizio Moretti urla: «Berlusconi non è contro la democrazia, è estraneo alla democrazia perché non la conosce e non la capisce e la considera una cosa che gli fa perdere un sacco di tempo». Il successo popolare dei Girotondi e la successiva vittoria elettorale dei partiti dell’Ulivo dimostreranno il fiuto e il tempismo politico di Nanni Moretti.

Ieri il regista si è rifatto vivo dopo 20 anni (a parte le interviste) con un apposito post che comprende un’immagine tratta da “Il Caimano”, il film più esplicitamente anti-berlusconiano di Moretti. Il post parte da un’affermazione – Berlusconi non è semplicemente divisivo – che circola in dichiarazioni ed editoriali già da diversi giorni. Semmai l’originalità delle argomentazioni morettiane è il suo costante sguardo critico a sinistra, in questo caso rivolto al segretario del Pd Enrico Letta. Anche nel passato le invettive del Moretti “politico” e le battute contenute nelle sue sceneggiature sono state spesso corrosive verso la parte politica che il regista preferisce.

Al Festival di Cannes del 2001, Moretti si produce in una considerazione molto mirata: «Non capisco perché Berlusconi ringrazi milioni di persone: è sufficiente che ne ringrazi una sola, Fausto Bertinotti, la responsabilità di Bertinotti nell'affossare il governo Prodi è unica». A suo modo memorabile una scena di “Aprile”, quella nella quale il protagonista guardando il televisore, dice a voce alta: «D'Alema reagisci, rispondi, dì qualcosa! Reagisci, rispondi! D'Alema dì qualcosa. Non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da Berlusconi! D'Alema, dì una cosa di sinistra, dì una cosa anche non di sinistra, di civiltà, D'Alema dì una cosa, dì qualcosa, reagisci!». 

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