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Un algoritmo “made in Veneto” lancia l’allerta contro le infiltrazioni mafiose in azienda

Da sinistra, Filippo Mailli, Alessio Menini, Michele Fabrizi , Vincenzo Degan, Francesco Ambrosini , Federico Longhin, Paolo Ferrari, Antonio Parbonetti e Jacopo Berti

Antonio Parbonetti, docente dell’Università di Padova, con un gruppo di ricercatori ha inventato un sistema di indicatori per individuare la presenza della criminalità organizzata

PADOVA. Un algoritmo per battere la mafia. È questo Rozes Srl, azienda innovativa nata da un lungo percorso di ricerca all’interno dell’Università di Padova e ora partner dei grandi gruppi finanziari e industriali italiani.

Ancora nel 2014 Antonio Parbonetti, docente di Ragioneria Generale e un gruppo di giovani accademici si era posto il problema di capire se fosse possibile individuare degli indicatori precisi, tra le voci di bilancio delle imprese, che fossero tipici della presenza della criminalità organizzata all’intero di una società.

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