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Campagna vaccinale per i bambini, raggiunto l’accordo con i pediatri in Veneto

@ Paul Hennessy / SOPA Images

L’appello dello specialista ai genitori: «Scegliete la strada della profilassi per la salute dei vostri figli»

VENEZIA. All’interno della cornice nazionale, anche i pediatri veneti scendono in campo per la vaccinazione dei bambini tra i cinque e gli undici anni, incassato il via libera dell’Aifa.

Giovedì i rappresentanti veneti della categoria hanno incontrato l’assessora regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, raggiungendo l’accordo per il loro coinvolgimento nella campagna di profilassi. «Dovremmo iniziare il 23 dicembre. Ma, se i vaccini arriveranno prima, siamo pronti ad anticipare» fa sapere Franco Pisetta, presidente regionale della Fimp, la federazione dei pediatri. I primi vaccini dovrebbero arrivare in Italia già il 16 dicembre.

«L’accordo che abbiamo raggiunto ha la stessa impostazione di quello che avevamo sottoscritto per la vaccinazione degli adolescenti con più di 12 anni. La modalità per la somministrazione è duplice: linee pediatriche all’interno degli hub, con prenotazioni nel portale della Regione, oppure nei nostri ambulatori, con prenotazioni direttamente al pediatra. Saranno le direzioni delle singole Usl, insieme ai relativi dipartimenti di Prevenzione, a decidere le modalità da preferire: se l’hub, se gli ambulatori o, più presumibilmente, entrambi».

Nell’Usl trevigiana, ad esempio, è prevista una linea pediatrica, attiva dieci ore al giorno. «Potrebbero essere attivate corsie analoghe negli hub principali del Veneto, magari attive uno o due giorni a settimana. Questa sarebbe la soluzione preferibile, perché conservare le dosi nei nostri ambulatori potrebbe essere un problema. I bambini si ammalano spesso, rischieremmo di ritrovarci con dosi in eccesso, per appuntamenti prenotati e cancellati all’ultimo momento. Anche perché i vaccini per i bambini non sono identici a quelli per gli adulti».

Adesso manca soltanto l’adesione dei singoli medici, ma il presidente dei pediatri si dice ottimista, visto che già con la vaccinazione dei 12enni la disponibilità era arrivata da oltre il 90% dei dottori. I bambini riceveranno una dose di Pfizer, con richiamo dopo 21 giorni. L’accordo raggiunto ieri prevede che i pediatri ricevano 6,16 euro per ogni iniezione.

A questo punto rimane un’unica incognita: cosa decideranno i genitori. «Devono fare la scelta migliore per i loro figli, cioè scegliere la strada della profilassi. E non devono farlo per senso del dovere o per solidarietà, queste sono motivazioni secondarie. Devono farlo per la salute dei loro bambini» sostiene il pediatra. Rischi per un vaccino che non è mai stato sperimentato sui più piccoli? «Ricordo che negli Stati Uniti sono già state somministrate senza alcun tipo di problema più di due milioni di dosi contro il Covid a bambini con meno di 11 anni» conclude Pisetta.

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