Terrorismo: la polizia arresta a Venezia tunisino membro dell’Isis

Si tratta un 25enne, sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale ai fini dell''estradizione, emesso dal Tribunale di Tunisi per "partecipazione ad associazione terroristica e atti di terrorismo".

VENEZIA.Un cittadino tunisino appartenente ad una cellula dell'Isis è stato arrestato dalla Polizia nel corso di un'operazione delle Digos di Venezia e Gorizia, coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Si tratta un 25enne, sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale ai fini dell''estradizione, emesso dal Tribunale di Tunisi per "partecipazione ad associazione terroristica e atti di terrorismo". 

L’arresto dell’appartenente allo Stato Islamico è il frutto del lavoro di stretta collaborazione tra Servizi Italiani e l’Antiterrorismo della Polizia. Già segnalato a ottobre, dopo il suo sbarco in Sicilia, come sospetto,  dai servizi italiani alla polizia, il tunisino è stato portato nel CPR di Gradisca d’Isonzo. Lo straniero appartiene ad un gruppo esperto nel fabbricare ordigni. E per questo lo stavano cercando le autorità tunisine.

La polizia è convinta che F.R., 25 anni, il tunisino accusato di appartenere all’ISIS e arrestato per terrorismo, non volesse compiere attentati in Italia. O meglio nel mese e mezzo in cui è rimasto libero ospite di una struttura alla periferia di Mestre, il suo comportamento è stato ineccepibile.

Era arrivato con un barcone in Sicilia ad agosto. Dopo il periodo di quarantena il suo trasferimento in Veneto e a Venezia in particolare. Questo in attesa che venisse valutata la sua posizione per concedergli o meno lo status di rifugiato.

Quasi subito arriva la prima segnalazione dei nostri servizi segreti sul fatto che si tratta di un sospetto appartenente all’ISIS. Da quel momento la Digos lo tiene sotto controllo. Lui si comporta in maniera perfetta. Nessun motivo di cui lamentarsi. Verso la fine di settembre dalla Tunisia arriva la notizia che per le autorità di Tunisi il giovane appartiene ad un gruppo affiliato allo stato islamico. In particolare ad un gruppo specializzato nel realizzare ordigni per compiere attentati. A quel punto viene trasferito al Centro d’espulsione (cie) di Gradisca d’Isonzo. Qui è stato arrestato in base del mandato di cattura internazionale, per atti di terrorismo, arrivato dalla Tunisia. Ora sarà la Corte d’Appello di Trieste decidere sulla sua consegna ai tunisini.

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